Hakeretto
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Appunti sulla filtrazione degli aromi estratti
questi appunti sono il frutto di una lettura di molti testi, in genere di marcato genere scientifico, prove pratiche effettuate con gli estratti di materia vegetale composti da varietà di diversa nicotiana tabacum, considerazioni relative alle materie prime utilizzate, necessità di unire i diversi appunti raccolti nel tempo.
Questa premessa è fondamentale per comprendere il «senso»... queste tecniche di filtrazione sono destinate a coloro che, in una civile abitazione, hanno voglia di sperimentare l'estrazione di aromi alimentari da utilizzare nei nostri vaporizzatori personali.
Sono e rimangono appunti, non trattano la materia in modo esaustivo, sono sicuramente conformi alle enunciazioni dei testi di chimica ma, soprattutto, alla portata dell'appassionato che non dispone di un laboratorio di chimica.
Partiamo.
La prima operazione da fare è quella di estrarre un aroma. Le tecniche sono diverse e dipendono dall'attrezzatura e/o i gusti dell'appassionato. Macerazione, digestione, con immissione di calore, omogeneizzazione. Ogni tecnica è destinata a fornirci la materia prima che utilizzeremo per mettere in pratica gli appunti.
Eh si. dopo aver estratto l'aroma lo dobbiamo separare dalla materia vegetale (prima filtrazione) e successivamente filtrare (purificazione dell'estratto) per renderlo idoneo a produrre liquidi da utilizzare nei nostri Vaporizzatori Personali (da ora in poi definiti VP).
i processi di filtrazione possono essere effettuati in modo semplice, per caduta, utilizzando pochi attrezzi oppure complicandoci la vita con alcune macchine che, però, ci aiutano ad ottenere quantità di aroma superiore e, per la mia personale esperienza, qualitativamente migliore. Per queste tecniche «complicate» sono necessarie una pompa a vuoto (leggetevi l'articolo sulla costruzione del PureKit del Team H&V) e un agitatore magnetico, questi attrezzi hanno bisogno di elettricità, oltre a vetreria da laboratorio idonea.
Uno dei temi meno discussi ma di estrema importanza è la metodologia che utilizzeremo per sanificare i vari oggetti che utilizzeremo.
Personalmente utilizzo uno sterilizzatore da forno a microonde che viene venduto per i biberon dei neonati. Veloce, pratico, costo contenuto.
Avvertenza importante:
In tutte le fasi dei vari processi è necessario che sia igienizzato lo spazio necessario alle nostre attività e che le mani siano sempre pulite onde evitare di contaminare il liquido che otteniamo dal processo di estrazione e successiva filtrazione. E’ buona norma utilizzare gel igienizzante per le mani e prodotti spray igienizzanti (amuchina o similari) che riportano sulla confezione la dicitura “presidio medico sanitario”.
Tutti gli oggetti che utilizziamo devono essere puliti e igienicamente sanificati.
Processo di Filtrazione – Metodo Hakeretto
Materiale occorrente:
- filtri da 10micron
- filtri da caffè americano (circa 60micron) – opzionale
- 1 Buchner per la filtrazione a vuoto e imbuti di vetro/plastica alimentare
- Beuta codata per filtrazione a vuoto
- 1 beute/contenitori di vetro di dimensioni adeguate
- 1 bottiglia di vetro ambrato dotata di tappo con pipetta di vetro
- schiacciapatate o pressa per dolci/pasta
- Talco veneto FU
- Cucchiaino da caffè o misurino per piccole quantità (ottimi i misurini degli sciroppi per la tosse)
- Bilancia di precisione da orefici
- ciotola o contenitore utile a raccogliere il materiale utilizzato in attesa della sanificazione.
- ciotola o contenitore con materiale pulito da utilizzare
- agitatore magnetico e ancoretta magnetica
- PureKit
Procedimento
(per caduta) Preparare un filtro da 10micron pieghettato in un imbuto (vetro borosilicato, ceramica o plastica alimentare) che riesca a contenere tutto il il filtro. L’imbuto va inserito in una beuta/vasetto di vetro idoneo a ricevere il liquido risultante dalla filtrazione. Versare il composto solido-liquido nello schiacciapatate e/o pressa per dolci/pasta filtro ed attendere che la maggior parte della parte liquida filtri nell’imbuto e successivamente nel contenitore di vetro.
(Può essere introdotto nello schiacciapatate/pressa un filtro da caffè americano per evitare che residui di materia vegetale vadano nell’imbuto e rallentino la filtrazione.)
Procedere alla pressatura del composto tramite lo schiacciapatate/pressa fino all’esaurimento del liquido. Attendere la filtrazione del liquido presente nel filtro da 10micron. Quando la parte liquida è stata filtrata il filtro esausto va gettato e l’imbuto deposto nel contenitore degli oggetti da sanificare.
(filtrazione a vuoto) preparare un filtro da 10micron della dimensione idonea al buchner in uso. (altamente consigliato buchner in ceramica da 10cm di diametro ovvero buchner in vetro borosilicato con diametro da 6,5cm). Bagnare il filtro e deporlo nel buchner inserito nella beuta codata. Accendere la pompa a vuoto e attendere che si crei il vuoto nella beuta (si percepisce un cambiamento di rumore). Versare il composto nel buchner facendolo versare tramite una bacchetta di vetro da laboratorio o cucchiaino nel buchner, questo per evitare che il composto possa spostare il filtro di carta. Quando il tabacco sarà simile a una cialda di caffè esausto la filtrazione è completata.
Inserire nella beuta del liquido filtrato una quantità di talco veneto, preventivamente pesato sulla bilancia da orefice, pari a 0,25gr ogni 10gr di materiale vegetale utilizzato. (per 15gr di tabacco bastano circa 0,40gr di talco veneto). Inserire l’ancoretta magnetica nel composto, tappare il contenitore, agitare il il talco veneto per circa 2 ore. Il vortice che si creerà nella beuta deve essere regolato fino ad essere appena percettibile. Questo ci assicurerà che il composto è in agitazione, il talco veneto in sospensione e limitiamo al minimo l’introduzione di aria nel composto (l’aria ossida il liquido). Dopo circa 2 ore possiamo spegnere l’agitatore magnetico, levare l’ancoretta magnetica.
Mettere in freezer il composto per circa 2 ore al fine di far precipitare il talco veneto sul fondo della beuta.
La filtrazione finale va tassativamente fatta “per caduta”.
Preparare la bottiglia di vetro ambrato dotata di tappo con pipetta di vetro ed inserire l’imbuto con il filtro da 10 micron opportunamente pieghettato al suo interno. Versare il composto nel filtro lentamente aiutandosi con una bacchetta di vetro da laboratorio o un cucchiaino da caffè. Noterete che gran parte del talco veneto rimarrà nella beuta sedimentata sul fondo. Non è necessario inserirla nel composto da filtrare, è già un materiale di scarto.
Attendere che il liquido sia completamente filtrato nel contenitore di vetro (ci possono volere 72 ore e anche oltre). Il liquido nella bottiglia di vetro ambrato è un aroma pronto da utilizzare.
Ci sarebbe un ulteriore passaggio di raffinazione della purificazione ma non è alla portata di tutti e quindi… “muto sono!”
Come avrete capito il testo non esaurisce l’argomento però può stimolare la discussione, no?
P.S. non mi meraviglierei se questi appunti finissero in altro forum, discussione simile, frutto del lavoro di ricerca di qualche "falco da tastiera" che lo spaccerà per farina del suo sacco... Mi divertirò a leggerlo da utente ombra sperando che qualcuno impari qualcosa... lo so, sono perfido!