Uscendo dal contesto sigarette elettroniche, tabacco e nicotina, uscendo anche dai panni di un ex fumatore e utilizzatore di vaporizzatori personali, quello che è lampante è che nella mentalità italiota il mercato libero è inconcepibile (in ogni ambito).
Rientrando nel contesto io mi sorprendo che non ci sia un parlamentare o senatore a cui venga il dubbio di chiedere: "Scusi, ma se i negozi online sono depositi fiscali, quindi praticamente equiparabili ad un negozio fisico di sigarette elettroniche, com'è possibile che facciano contrabbando?"
L'unica legge sensata che sarebbe da introdurre, e anche rapidamente, è che qualsiasi negozio di tabacchi o sigarette elettroniche, fisico o online, debba richiedere obbligatoriamente il codice fiscale e questo sia automaticamente integrato nel rilascio della fattura o dello scontrino fiscale, col blocco automatico verificato che non si tratti di un maggiorenne.
Ad esempio se andassimo a vedere a livello di evasione del fisco sulla vendita nessuno shop online può farlo, perché con la spedizione emette sempre documento fiscale valevole come "bolla di accompagnamento". Lo stesso si può dire dei tabaccai?
Aggiungo che gli stessi controlli andrebbero imposti anche a chi vende alcoolici.
Pure io, bimbo negli anni 80 e ragazzino nei 90, non ho mai avuto problemi a comprare tabacco e alcolici.
Bacco, tabacco e.... l'unica cosa che mi è stata interdetta è stata l'accesso alle case chiuse, ma solo perché la legge Merlin che le chiuse per davvero è entrata in vigore nel 1958, prima della mia nascita.
Ma non dubito che se fossi stato ragazzino in quegli anni non avrei avuto problemi ad accedere.