Con la punta da 2 è il miglior modo per limitare schizzetti e fastidi vari.
Il FEV Vs necessita di parecchia esperienza ed accortezze per poter essere buildato con la punta da 2, mentre il fratello maggiore non fa problemi. Poi parli di schizzetti e, immagino, gorgoglii nel tiro che risulta mozzo a tratti o turbolento, e mi rivedo nelle mie prime esperienze con questo atom, per cui i cloni in particolar modo, e soprattutto la versione clone yftk, il gorgoglio è sistematico: con la punta da 2 è insopportabile e diminuisce con la punta da 2.5 (ma può capitare anche così).
Sull'originale l'effetto mi pare meno evidente, ma si presenta comunque.
Tutto dipende, secondo me e quanto ho osservato, dal fatto che condensa ed eccesso di liquido in questo piccolino si accumulano nella parte alta della campana tra gli scassi degli airscrew, i gocciolatoi e l'imbocco del camino, mentre nel FEV 4.5s+ condensa ed eccesso riescono a scendere sulla base del deck grazie alle dimensioni molto più generose (infatti su questo è molto più conveniente lasciare appoggiato alla base del deck anche solo un piccolo filo di fibre di cotone a raccogliere e riportare nuovamente alla coil). Si deve considerare sempre la tensione superficiale dei fluidi, in particolare i nostri aromi con VG e PG hanno un effetto tensione superficiale maggiore dell'acqua, e aumenta nel caso di piccole quantità di liquido, per cui questo si "aggrappa" ad alcune superfici (negli angoli ed intercapedini) resistendo pure alla forza di gravità.
Queste sacche di liquido si formano soprattutto come condensa del vapore che rimane intrappolato in quegli spazzi angusti tra angolo della campana, scassi dell'aria e gocciolotai. Inoltre nei FEV è tipico lo scoppiettio della coil in fase di vaporizzazione, quante volte abbiamo premuto il tasto fire, dopo che l'atom è fermo da qualche ora, e notare che dopo un ritardo di qualche decimo di secondo inizia ad arrivare il vapore in seguito ad uno schiocco abbastanza importante (a volte si può sentire anche fisicamente la vibrazione/rinculo corrispondente nella mano). Questo è dovuto dall'alimentazione più costante di ogni altro atom: il fev alimenta anche quando non c'è depressione perché i gocciolatoi sono a contatto del cotone e quindi, per capillarità, gli fornisce liquido fino a quando il cotone non è saturo e "non né chiede più".
Quindi quando l'atom è fermo da un po' il cotone è saturo in tutta la sua lunghezza, compreso all'interno delle spire quando la corrente scalda la resistenza (effetto joule) nella parte centrale, dove si scalda più rapidamente e maggiormente, la "sacca" di liquido si scalda velocemente ma, sempre per la tensione supeficiale, all'interno di una "bolla", quindi si crea una sacca di vapore costretto in una bolla e nel momento parossistico la pressione fa scoppiare la bolla, da quel momento la vaporizzazione diventa costante, ma è talmente abbondante e costante da poter creare altre piccole sacche o saturazione di liquido che arriva sulla superficie del filo della resistenza con conseguenti scoppiettii.
Con altri atom si parlerebbe di problema di sovralimentazione, ma i FEV tank sono stati progettati con un sistema efficace che è sul limite della sovralimentazione.
Dopo sto pippone mi sento di consigliare quella che è la mia solita cotonatura per il FEV VS (sia dual che non) e che molti hanno iniziato ad adottare, ovvero la cotonatura a tulipano che mostro in questo post (nella prima parte del post parlo di una prova per girare e fissare la coil come mostra Pastore in un video, mentre nella seconda metà mostro la tecnica a tulipano):
Ragazzi buonasera ho visto che su vbar è disponibile il fev vs dual e leggendo un po’ molti dicono che per i tabacchi scuri è il top. Voi che dite ne vale la pena??
www.sigarettaelettronicaforum.com
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Già che c'ero a fare una prova ho affinato la mia tecnica di cotonatura detta "tulipani" evolvendola in "tulipani a 45", ovvero invece di tagliare il cotone in modo tradizionale (taglio verticale) sul bordo del deck, ho tagliato obliquo a circa 45 gradi.
Poi spumato verso l'alto fino a che il cotone è bello soffice e sembra un tulipano e la torretta è il suo stelo. Il diver, come fosse un ape, si tuffa tra i petali ed impollina con l'aroma.
Mizzecha che poeta.
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L'unica cosa che non ho mostrato in quelle immagini è che lascio cadere verso la base del deck un piccolo codino ("alla Baggio o alla Palacio") prima di tagliare a 45 gradi per creare il calice del tulipano. Basta fare il codino anche solo da una parte, non è necessario farlo da entrambe, ma nel caso si volesse fare da entrambe la cosa importante è che i due codini non si tocchino, altrimenti influisce malamente con la capillarità verso la resistenza.
Dato che non ho immagini di una mia rigenerazione col codino, vi mostro un esempio a partire dal manuale ufficiale dei vari tank fev:
lasciate stare che nel manuale e nelle foto si consiglia ancora di buildare con la silica wick e ignorate che la "cotonatura" mostrata è il classico tronchetto sopra le viti. Il codino può essere composto di pochissime fibre, quindi molto sottile, e non è necessario che sia così tanto lungo, come nell'immagine, e che passi dentro le torrette. Non è neanche necessario che faccia sto giro dall'esterno della torretta come nell'immagine, può cadere direttamente sulla base dalla parte da cui esce dal tulipano.
Basta che una piccola quantità sia ben adagiata sulla base, quindi basterebbe un terzo della lunghezza mostrata nella foto.
Questo metodo del tulipano si fa con pochissimo cotone, è rapidissimo: taglio a 45 gradi, si spuma verso l'alto, si imbeve con pochissimo liquido e si tira su verso l'alto come se fosse un tulipano, la due cosa importanti sono:
1) che i bordi verso l'alto siano ben aperti verso l'esterno in modo che i gocciolatoi possano adagiarsi dentro ai calici dei tulipani senza trascinarsi verso l'interno i bordi alti
2) che i tulipani siano ben proiettati verso l'alto, come se nascessero dalla croce delle viti, in modo che stiano all'interno della proiezione della campana. Quindi quando la campana viene chiusa non tocca il cotone e non lo deforma o trascina giù.
3) la chiusura della campana deve essere fatta imboccandola sul deck già perfettamente allineata tra asola e pirulino evitando il più possibile di effettuare rotazioni della campana in fase di chiusura, altrimenti il gocciolatoio andrebbe a deformare la forma del cotone.
Questo punto è comunque importante anche nei casi di cotonature diverse e più tradizionali perché anche col cotone a tronchetto o a esse o a sciarpetta i gocciolatoi devono adagiarsi dentro il cotone senza deformarne la forma.