@apoikos
Il concetto che esprimi sul tc è, a mio avviso corretto, ed è il motivo per cui ho sempre affermato che, una volta che si conosce alla perfezione l’atom in uso, la sua coil (ed il materiale usato), il cotone ed i wattaggi con cui l’atom va a regime, in vw è possibile replicare quel tipo di esperienza pari pari.
L’unica differenza è che l’erogazione non va in protezione nel caso in cui abbiamo sbagliato qualcosa con la cotonatura o perché abbiamo fatto qualche attivazione con il tank vuoto!
Ovvio che con un tcr sballato e con una prima lettura non corrispondente a quella dei 20 gradi (temperatura ambiente) i riferimenti delle temperature saranno completamente sballati.
Altra cosa di cui non tieni conto nel tuo ragionamento è la stabilità dei contatti dell’atom e della box: se la board rileva ogni volta un valore resistivo differente quando la coil si assesta alla temperatura ambiente, ogni riferimento (più o meno veritierii che sia) non servirà a nulla e rischi steccate o pesanti tagli ad ogni attivazione.
Ad ogni modo il grande è vero problema del tc sono i fili.
Recentemente ho finito una bobina di 50mt awg28 zivipf ss316l di zivipf. Mi è durata diversi anni e già da qualche mese ne avevo una nuova con cui ho iniziato a girare resistenze da qualche settimana.
I due wire non hanno la stessa impedenza. Risultano lievemente differenti con differenze di 6~7 centesimi di ohm (al ribasso) rispetto ad i valori a cui ero abituato.
In tc, utilizzando sempre il medesimo tcr (100) suggerito da zivipf, funzionano lo stesso ma, ovvio, le temperature di riferimento sono ora più basse costringendomi ad abbassare il tc protection di almeno una decina di gradi celsius!
I produttori di board per il tc avrebbero dovuto commercializzare anche wire certificati con tanto di tcr (e file tfr da caricare via EScribe). L’unica azienda che lo ha fatto è stata Dicodes con il resistherm di Dicodes (nife30 con tcr320). Peccato, però, che si son limitati a commercializzarlo solo nel diametro di 0.28mm (awg29). Uno 0.32 sarebbe stato molto più versatile ed anche meno delicato dato che l’awg29 si spezza molto facilmente.
Riguardo al discorso del rapporto tra valore della res e wattaggio… credo che spesso si faccia confusione per cose lette che riguardavano il
Vaping in meccanico che, chiaramente, contano nulla utilizzando dispositivi elettronici.
Una 7 spire da 2 di awg28 girata con nife30 zivipf da 0.15 ohm a 13 watt (200mw/mm2) scalda quanto una 7 spire da 2 ka1 di awg28 da 1.1 ohm a 13 watt (medesimo heatflux)!
Una delle due tenderà a riscaldarsi e raffreddarsi più o meno velocemente ma parliamo di valori del tutto trascurabili e difficilmente percepibili durante il tiro!
Conseguentemente anche l’aroma percepito risulterà praticamente identico.
Quest’ultimo è solo influenzato dal calore; quindi dalla grandezza e dal numero di spire della coil, dall’ heatflux corrispondente la wattaggio scelto, dal l’airflow selezionato e dal percosrso, forse anche dalla velocità, che compie il vapore da quando viene generato sino a raggiungere il nostro palato. Se proprio vogliamo fare i sofisticati aggiungiamo anche la capacità dell’atom di trattenere e dissipare il calore (non cito drip tip e camini/campane perchè credo rientrino nel discorso calore, velocità e percorso del vapore accennato precedentemente).
Concludo, infine, con una riflessione riguardo al tc: assumendo che i dati relativi alla temperatura mostrata dalla nostra box sia veritiera, non dobbiamo dimenticare che quel valore è relativo alla temperatura raggiunta dalla nostra coil e non dal vapore! Vien da sè che, a parità di heatflux, una coil di 5 spire su punta da 1.5 girata con lo 0.25 a 220 gradi scaldi praticamente nulla rispetto ad una 8 spire da 3mm girata con lo 0.50!