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Pavap
anche io uso in prevalenza ss316l (mi trovo bene!) in tc e, seguendo alcuni spunti colti da cose che ha scritto @
Tabac in vari post, sto incominciando ad aumentare la superficie di vaporizzazione spingendomi anche con coil da 8.5 spire.
Essendo piuttosto fissato con coil centrate e bilanciare rispetto ai flussi d’aria, sto ricorrendo sempre più spesso all’uso di microcoil:
presentano qualche difficoltà in fase di realizzazione ma ho scoperto che riescono ad essere molto aromatiche (contrariamente a quanto si è portati a credere) e che non danno grossi problemi in TC.
La cosa mi sta portando pian pianino ad una graduale riduzione degli HF a cui lavorano le mie coil e tiri un po’ meno lunghi senza ‘limitare’ la qualità generale del vaping.
Ed è incredibile quanto una coil allineata all’airflow possa amplificare la resa aromatica: su atom come il Reaper v2 è evidentissimo.
Così come una spaced rispetto ad una micro puó render il vapore più umido e modificare la resa aromatica dello stesso atom con un determinato liquido (Karma con baffomotto). In alcuni casi é invece evidente la superiorità della spaced (Spica Pro).
Questo solo per citare i miei ultimi esperimenti.
Concludo con una considerazione: 230 gradi celsius sono oggettivi ma la loro percezione è invece molto soggettiva!
Riesco a mangiare cibi roventi che mia moglie non riesce nemmeno a sfiorare e finirebbe per ustionarsi il palato!
Eppure la temperatura è la medesima: stessa cosa vale per la percezione del vapore.
Chi magari è abituato a vaporizzare vagonate di vapore a 70/80 watt in dual coil con coil da 0.2 ohm ha fatto il callo per tollerare più facilmente il calore del vapore rispetto a chi è abituato ad usare l’awg30 con deck nemmeno tanto piccoli e flussi d’aria sovradimensionati!
Io ero uno di quelli e facevo fatica anche solo provando a chiudere un po’ l’aria o provando ad utilizzare un awg28!
Con quel vapore mi scottavo! Ancor di più se la coil è molto vicina al drip tip.
Sicuramente un tip che diventa rovente puó esser legato anche solo ad un piccolo dettaglio della rigenerazione che ci sia sfuggito... ma non sottovalutiamo le abitudini... sono spesso gli scogli più duri da spostare per allargare l’orizzonte delle nostre esperienze.