Marko

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Arriva la prima sigaretta
elettronica tutta “Made in Italy”


Realizzata dalla Italeco di Moncalieri


Arriva la prima sigaretta elettronica “Made in Italy” [SigarettaElettronicaForum.com]
"Sigaletta elettlonica? No grazie". Soprattutto se di elettronico nel tubetto cinese c'è ben poco. L'idea di progettare e far nascere la prima sigaretta elettronica completamente “made in Italy” e allo stesso tempo – due primati in uno - la prima sigaretta “davvero” elettronica, quindi intelligente quasi quanto uno smartphone, è venuta a tre amici, tre giovani imprenditori con 20 anni di innovazioni tecnologiche alle spalle. Prima della ecig “a chilometri zero” ed “ecosostenibile”, Marco Torello, Federico Pastore e Riccardo Bonardi e la loro Italeco, una quarantina di dipendenti a Moncalieri, alle porte di Torino, avevano dato una mano al pianeta – e anche alla new economy – con un'altra idea "eco-tecnologica" di successo: microchip nuovi di zecca per rigenerare le cartucce esaurite delle stampanti, quelle con toner, le più costose e le più inquinanti. Avevano portato il loro progetto a Parigi e un investitore inglese ci puntò su. Da dieci anni i “chip” Italeco vanno forte in Italia, Spagna e Gran Bretagna.



È proprio durante uno dei viaggi di lavoro nella Repubblica Popolare Cinese che si imbattono nell'oggetto sulla bocca di tutti, la sigaretta 2.0, e si accorgono che di elettronico l'ecig “made in China” ha ben poco: la resistenza è elettrica, il sensore di tiro un circuito stampato “low-cost” e ci sono troppi cavi a rischio di surriscaldamento. “Serviva più elettronica, più sicurezza, più creatività italiana”, spiega Riccardo Bonardi. In poco più di 12 mesi mettono a frutto il loro know-how in fatto di elettronica miniaturizzata e sfornano il primo prodotto, appena presentato (sarà in vendita dall'inizio di luglio). Estetica minimal ed elegante, la “carrozzeria” è in alluminio riciclato – leggerissimo e forse un po' delicato -, la nuova ecig si chiama “Big Battery” perché più simile ad un “sigaro elettronico” nelle proporzioni: più voluminosa delle ecig in circolazione – strizza l'occhio a svapatori esperti – perché monta batterie più potenti, che quindi danno performance migliori in fatto di “nuvole” e assicurano agli intenditori, che ormai si fanno strada, lussuose svapate domestiche. Vero fiore all'occhiello è il “cuore” elettronico, un “processore” che incorpora una serie di funzioni persino eccessive rispetto all'oggetto.



A parte data e ora, un bottone a cloche permette di settare il “voltaggio” della batteria, che tra l'altro riesce a conservare la stessa “potenza di fumo” anche quando sta per scaricarsi, oppure di modularlo per avere più o meno vapore. Utilissima la funzione che manda in blocco la sigaretta dopo 5 secondi di uso ininterrotto: una funzione salva-boccata e salva-sigaretta. Un prodotto di alta fascia, che in fase di lancio verrà venduto nei negozi della catena ePipe e “al quale seguirà dopo l'estate quella da passeggio – continua Torello - mentre adesso volevamo creare una fuoriserie delle ecig, dotata di una vera interattività che può assistere lo svapatore anche in un personale programma per ridurre il fumo collegando la sigaretta direttamente al pc per scaricare le statistiche sul numero di tiri giornaliero, settimanale e mensile o per aggiornare il firmware con le nuove funzioni che rilasceremo in futuro”.



Un altro problema da usare a proprio vantaggio era quello della sicurezza. “Abbiamo voluto creare una sigaretta che fosse 'italiana' soprattutto negli standard di produzione e nell'attenzione ai particolari – spiega Federico Pastore – e che fosse la risposta efficace a tutti i problemi fin qui riscontrati su molte delle sigarette di importazione cinese, come un eccessivo surriscaldamento o una produzione modesta di vapore. Il fatto di averla prodotta tutta qui, in Piemonte, regione leader nel campo della sigaretta elettronica, è un vanto – conclude Pastore - per un territorio che continua a fare ricerca e innovazione”.
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Iv3shf
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In parte è farina del mio sacco, in parte presa da un vecchio articolo della TPA, che trovo ancora oggi interessante e diventa sempre più attuale visto le normative che sono in aria, fa capire a chi ancora non lo sa, come sono fatti gli aromi, spero vi piaccia, leggetelo con calma quando avete...
Sva3d
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Per calcolare la resistenza interna di una box bisogna avere il dado in rame, chiamato Calibration Tool for DNA200, ad oggi introvabile, parlo di questo: il miglior strumento atto allo scopo, si trovava qui (link), oppure un filo spesso di rame per cortocircuitare un atomizzatore (usatene uno...
Sva3d
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Un saluto a tutti ed inizio subito postandovi un video di come si è sempre lavorato un pad di Muji o cotoni organici similari: Bene! Forse per il cloud di un tempo poteva andare anche bene come regola. Sta di fatto che se ne spreca un po' e si perde anche un bel po' di tempo a stare, con...
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Ciao a tutti, stavo leggendo qua e la vari post nel forum, ad un tratto mi hanno colpito alcune righe dove si nominava la qualità dell'acciaio usata per gli ATOM. Ho scambiato qualche parola con @Sva3d e mi son convinto a darvi qualche nozione su questo materiale. Allora per iniziare non farò...
Iv3shf
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Una delle cose di cui parlo spesso sono le combinazioni aromatiche, l'articolo precedente ha ormai qualche annetto e andrebbe aggiornato e probabilmente lo farò, per chi non l'avesse letto, ecco il rimando...
Sva3d
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Come promesso, eccomi a descrivere quale tipo di rigenerazione, in particolare sul cotone, ho testato in questi dieci giorni e più, sperimentando tutti i cotoni più noti (Cloud9, Bacon V2, Bacon Prime, Titanium Fumytech, Titanium Fiber Cotton, Miracle UD, Native Wicks Platinum Plus, Fiber...
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