Mi hanno fischiato le orecchie per tutto il giorno. Riponete troppa fiducia in Igiit ragazzi!
Qui c'è una
del prodotto e parecchi commenti interessanti.
In via del tutto preliminare mi sento di dire che l'idea è estremamente interessante:
racchiudere la resistenza (in tungsteno) all'interno di un involucro protettivo, termicamente conduttivo e chimicamente inerte è un'ottima soluzione in quanto
1) consente di ottenere una grande superficie di scambio termico
2) consente di avere una temperatura uniforme evitando la formazione di hot spot
3) consente una lettura estremamente precisa della resistenza e quindi della temperatura (anche i contatti elettrici sono dorati e questo dovrebbe portare a zero o quasi la resistenza statica).
Sembrerebbe che 'involucro sia in ceramica . Se ne avessi uno per le mani sarebbe facile analizzarlo. Cercherò di approfondire.
Bisogna dire che l'idea in sè non è nuova, qualcuno ci aveva provato, solo che ogni tanto le coil rivestite esplodevano. Probabilmente questa è una soluzione tecnologicamente più avanzata in cui è stato risolto il problema della dilatazione termica differenziale : il metallo della resistenza si dilatava più della ceramica al crescere della temperatura e quindi faceva "esplodere" l'involucro in ceramica. Pensate che il cemento armato si sbriciolerebbe in poco tempo se non fosse per la fortunata coincidenza che calcestruzzo e acciaio hanno lo stesso coefficiente di dilatazione termica. Il tungsteno è uno dei metalli con il coefficiente di dilatazione più basso (forse il più basso in assoluto) ed è compatibile con quello delle ceramiche , del quarzo fuso e del pyrex e non ho dubbi che sia stato scelto per questo.