@Max69*, comunque li conosciamo vecchi e sfruttare un fondo di verità normativa per creare panico ("FOMO" - Fear of Missing Out) e spingere gli svapatori a fare scorte immediate di aromi prima che sia "troppo tardi", svuotando i magazzini o gonfiando il fatturato del mese non è una bella cosa da fare sinceramente.
La situazione reale a livello europeo e italiano è un po' più complessa di come viene dipinta in quelle email allarmistiche:
1. Il fondo di verità (La minaccia europea).
È vero che la Commissione Europea e l'OMS stanno spingendo da tempo per una forte stretta sui gusti fruttati e dolci nella prossima revisione della TPD.
Paesi come la Danimarca o l'Olanda hanno già applicato restrizioni severe a livello nazionale, vietando tutto ciò che non sia gusto tabacco o mentolo.
2. L'Europa non vieta le cose dall'oggi al domani con uno schiocco di dita. Qualsiasi revisione della TPD richiede:
- Discussioni, bozze e votazioni al Parlamento Europeo.
- L'approvazione di una direttiva (che non è un regolamento diretto).
- Anni di tempo affinché lo Stato Italiano recepisca la direttiva nella legge nazionale (solitamente vengono concessi ampi periodi di moratoria per smaltire le scorte).
In breve: non c'è alcun pericolo che i liquidi fruttati o cremosi spariscano legalmente dagli scaffali la prossima settimana o il mese prossimo, capisci a me...
Il dettaglio "ironico" riguarda proprio il ruolo di associazioni come ANAFE.
ANAFE è la controparte europea IEVA nascono e vengono finanziate dalle aziende proprio per fare "lobbying contrario" a questi divieti, difendendo la varietà dei gusti come strumento fondamentale per tenere i fumatori lontani dalle sigarette tradizionali.
Vedere un grande distributore associato che usa quella stessa minaccia (contro cui l'associazione dice di combattere) per fare pressione commerciale sui clienti e spingerli all'acquisto compulsivo, mostra chiaramente dove finisce la "battaglia ideale" e dove inizia il puro interesse di cassa... E qui mi fermo.