il modello che ho non se sia il menelaus in quanto sulla scatola e sull'atomizzatore ho trovato solo questi codici
I.O.U./R minimo 775
Si, iddu è: il menelaus:
tra le poche cose che mi sono chiare è la legge di ohm che mi permette di capire dato un voltaggio di erogazione di una box e il valore della resistenza quanti watt impostare di base
Giusto in parte.
Cioè la legge di Ohm (sono tre in realtà) spiega, e fornisce le formule per calcolare, le forze in gioco in
un circuito a corrente continua (Watt, Ohm, Volt, Ampere), quindi conoscendo il valore di due forze si può ottenere il valore delle altre due, ma questi sono valori fissi, sono risultanti precisi a partire da valori precisi.
Avendo due valori fissi (Ohm Resistenza e Volt di Intensità della batteria) e la legge di Ohm che ci restituisce gli altri valori fissi, possiamo pensare ad una modalità di svapo strettamente vincolata al signor Ohm, statica a valori fissi
(*) .
Questo modo di svapare è definito "in meccanico".
Ora tu hai una box ti permette, una volta montato l'atomizzatore, di leggere il valore della resistenza e applicare in maniera dinamica la potenza , in Watt, che desideri.
Ma quindi superando la legge di Ohm? No, non proprio: prima si è parlato
un circuito a corrente continua , che può essere rappresentato con questo grafico:
Tra i simboli più e meno si colloca l'alimentatore, la corrente elettrica(la definizione più corretta sarebbe la tensione elettrica, definito in fisica come differenza di potenziale, ma facciamola semplice) percorre sempre il circuito, se questo è chiuso, partendo dal positivo dell'alimentatore fino ad arrivare al negativo dell'alimentatore.
Il circuito semplicisticamente potrebbe essere un cavo elettrico, e la corrente fa il suo giro dentro il cavo e va sempre a finire al negativo anche se incontra qualcosa nel suo cammino. Quel qualcosa che incontra nel suo cammino si rappresenta come una resistenza, ovvero un elemento che si oppone al passaggio della corrente elettrica, che potrebbe anche essere una lampadina collegata al filo, ma nel nostro caso è una resistenza: la coil a spirale che abbiamo tra le torrette o una testina prefatta, entrambe sono contenute dento un nostro atom il quale possiamo sempre vederlo semplicisticamente come il filo del nostro circuito.
La nostra resistenza, nel contesto in cui il nostro
circuito a corrente continua è detto sigaretta elettronica, sarebbe più corretto definirla resistore e il suo scopo è di opporsi al passaggio di corrente elettrica per convertire l'energia elettrica in energia termica (effetto Joule) per vaporizzare il liquido al suo interno (provveduto da un veicolo come il cotone che pesca da un serbatoio, ovvero la parte tank del nostro atom, ma è un altra storia).
Nel nostro contesto, la sigaretta elettronica (la cui definizione più consona sarebbe Vaporizzatore Personale), quando si preme il tasto fire si chiude il
circuito a corrente continua connettendolo, idealmente, al negativo dell'alimentatore. Cosa può essere l'alimentatore nel nostro caso?
In meccanico l'alimentatore è esattamente la batteria (detta anche cella), quindi una box meccanica non è altro che un contenitore con un connettore (che può essere una semplice lamella di rame) sul positivo, un altro connettore sul negativo ed un tasto: uno di questi connettori è sempre connesso, mentre l'altro non lo è finche non si preme il tasto che chiude il circuito mettendo in moto la corrente elettrica che passa, tramite l'atomizzatore che è avvitato sul connettore 510 della box, attraverso la nostra resistenza.
Ma tu hai una box che ti permette di modificare dinamicamente alcune delle forze in gioco nel
circuito, normalmente aumentando o diminuendo la potenza in Watt.
Questo modo di svapare è definito "in elettronico".
In questo caso l'alimentatore non è semplicemente la batteria, ma il circuito della box che incapsula la batteria e che si occupa di mettere in circolo una corrente
I amplificata o attenuata in base a quanto da te impostato coi tasti + e -, come Watt in VariWatt o in Volt in VariVolt.
Quindi la box circuitata "manipola" la legge di Ohm ponendosi tra la batteria e i poli del
circuito a corrente continua amplificando (con dei limiti fisici che non sono evidenti dal display della box e dipende dalla capacità e dalla capacità di scarica continua della batteria) la tensione immessa nel circuito.
non mi è invece ancora chiaro come funziona la modalità bypass, ho provato ad attivarla e non mi fa regolare i watt che pertanto ipotizzo che vengano regolati direttamente la box leggendo gli ohm della resistenza?
Ora, grazie ai concetti dello svapo
in meccanico, è possibile capire cosa sia la funzionalità bypass: il verbo bypass è usato a significare che il funzionamento della box fa in modo che la corrente bypassi, quindi scavalchi, le funzioni della box che gestiscono la manipolazione della tensione in ingresso, comportandosi come una semplice box meccanica.
Quindi non potrai regolare nulla: i Volt sono fissi, quelli erogati direttamente dalla cella, ed in base al valore statico della nostra resistenza a questa viene applicata una potenza in Watt proporzionale che si calcola con la formula W = (V*V)/R:
A questo punto la progettazione della coil in riferimento ad un flusso termico desiderato diventa fondamentale per stabilire a priori quante spire, di quale materiale e con quale diametro interno (su quale punta) perché l'unica variabile possibile che puoi decidere te è il valore resistivo, dato che non puoi manipolare i Watt sulla box.
N.B 1:
(*) Per lo svapo in meccanico abbiamo detto di valori fissi e statici delle forze in gioco, ma in realtà per quanto concerne l'intensità di corrente il valore in Volt è fisso, si, ma non statico, meglio definibile come una curva discendente: la corrente è fornita dalla batteria, la nostra cella a ioni di litio (nei vari formati 18650, 21700, 18500 o 18350) a piena carica eroga 4.2V massimi e al calare della carica/capacità l'erogazione cala proporzionalmente.
I 4.2V massimi (possibili solo per celle in ottimo stato e alquanto "giovani") sono erogato per pochi primi tiri, e abbastanza rapidamente cala intorno a 4.0/3.7V fino ad esaurirsi lentamente (quanto lentamente dipende dalla sua capacità e il suo "stato di salute ed utilizzo").
Per mantenere in buona salute la cella si deve evitare di far calare la cella sotto la soglia dei 3.0V (una box puramente meccanica non avvisa sulla carica della batteria, quindi "è la nostra bocca" a dover capire quando la batteria è scarica).
Per ragionare sulla progettazione della coil si considera per prima cosa 3.7V come valore medio (definito valore nominale, usato per capire a quanti Watt mediamente svapiamo quella build), poi 4.2V come valore massimo (per capire a quanti Watt viene inizializzata la coil ai primi tiri, per stimare di non bruciarla) ed infine 3.0V (per immaginare la sensazione svapando ai Watt bassi con la batteria scarica) .
Questo modo di svapare per molti è la migliore simulazione per svapare un sigaro: alta intensità appena acceso (4.2-4.0V) intensità stabile quando la combustione è regolare nel corpo centrale del sigaro ed infine la sensazione dell'intensità che scema rapidamente avvicinandosi al termine del sigaro.
N.B. 2: Svapando in meccanico puro si deve fare attenzione ad alcuni rischi concreti all'incolumità nostra e dell'attrezzatura legata alle batterie:
- [inversione polarità] corretto allineamento dei poli rispetto al positivo e negativo della box
- [corto circuito] integrità della cella in ogni sua parte, compresi l'isolatore sul positivo e la wrap esterna che isola la cella per evitare rischi di corto circuito all'interno della alloggiamento della box
- [corto circuito] corto circuito della resistenza nell'atom (filo tagliato male che potrebbe fare contatto con la campana o coil troppo alta che potrebbe fare contatto con la campana o le torrette in modo non corretto oppure hot/leg spot sulla resistenza)
- [basso voltaggio] livello di tensione troppo basso della batteria scarica
- [erogazione continua] erogazione continuativa per troppi secondi (le box circuitate sono limitate a 10 secondi massimi)
- capacità di scarica continua erogata superiore a quella sopportata dalla cella
ognuno di questi rischi può determinare un surriscaldamento della batteria che in casi estremi può sfiammare (dalla parte del polo positivo) e potrebbe anche esplodere. L'ultimo punto potrebbe non arrivare a questi alti livelli di rischi, ma deteriorare lo stato di salute della cella la quale potrebbe non essere possibile ricaricare a piena capacità o mantenere la carica.
Le diciture nelle quadre sono delle protezioni che le box circuitate garantiscono sempre (per cui è quasi impossibile che si presentino sfiato o esplosioni della cella con queste box, a meno di non lasciarle esposte al soleone estivo la box con la cella, cosa da evitare anche per i telefoni). Queste protezioni sono presenti anche dalle box semi meccaniche, ovvero rispetto alle meccaniche hanno un circuito mosfet o clickfet tra la batteria e il circuito elettrico.
Le box puramente meccaniche non hanno nessuna di queste protezioni, alcune hanno un fusibile tra batteria e pin del connettore 510 che limita alcuni rischi (i primi tre).
La protezione da [erogazione continua] è implementata con un limite temporale all'erogazione del tasto fire (solitamente 10 sec.) e non in tutte le box semi meccaniche ce l'hanno.
Per l'ultimo punto è necessario fare attenzione anche che la nostra batteria supporti una corrente di scarica continua adeguata alla scarica continua richiesta dalla nostra build