Se riesci ad utilizzare il 5 punte presumo il tuo clone sia ok.
il tiro del mio clone con il 7 punte tutto aperto, coincide con quello dell’originale con il 7 punte e 2-3 fori della ghiera liberi.
Quel tipo di contrasto lo trovo ok (ma molto contrastato) e non ho sentito l’esigenza di cambiar pin per indurirlo ulteriormente.
Siam comunque dinanzi ad uno dei tiri più contrastati che io ricorda!
Ma non escludo esperimenti futuri con coil dal diametro più piccolo (1.5~1.8mm) e camera ribassata!
Sei una delle prime persone con cui mi confronto che sembra esser soddisfatta del clone.
Finalmente... iniziavo a pensar di avercle visioni!
Non è un 1:1 perfetto: i tagli dei pin son leggermente più stretti sul clone (ed ho la sensazione che possano variare da un esemplare all’altro), gli stessi fori parzializzabili via ghiera, son di un 0.1mm più piccoli rispetto all’originale. La mescola degli o-ring è completamente differente: morbidi quelli del clone e duri quelli dell’originale. Quello del top cap mi ha dato qualche grana sul clone... talmente morbido che si dilatava bloccando il top cap avvitandolo sino a fine corsa. Con il tempo è migliorato.
L’allineamento dei fori di alimentazione rispetto alle due asole, sul clone, non è perfettamente centrato: uno dei due fori resta parzialmente (1/4 circa) coperto dall’asola! Credo dipenda dal tank leggermente troppo alto... ne ho anche uno in ultem mai provato... magari con quello è ok. Ed avrei anche quello in policarbonato del mio originale.
A livello di resa li trovi identici. Trovo leggermente più semplice cotonare e gestire l’originale... ma venivo da mesi di clone dove inizialmente ho dovuto penare un po’ per trovare un giusto equilibrio con la cotonatura e la coil.
C’è chi parla di differenze abissali tra clone ed originale. Saró stato fortunato io con il mio che sembra un buon clone e sfortunato con il mio originale che trovo tutt’altro che perfetto (bave, segni di lavorazione evidente nel deck, una smussatura sulla base del top cap nonostante mi sembra quwst’ultimo non mi sia mai caduto) ma, ripeto, nonostante abbia provato ad andare più a fondo senza riuscirvi, c’è chi parla di differenze abissali e non posso fare a meno che riportare anche tali voci.
L’atom che ho che gli somiglia di più è il Karma. Ma lo Spica è ancor più secco ed estremo. Non annulla del tutto il dolce ma ‘caratterizza’ molto... alcuni liquidi farete fatica a riconoscerli, altri risulteranno ancor più ‘pungenti’ ma, allo stesso tempo, molte sfumature potrebbero finir per perdersi del tutto. Non un tutto fare.
Coil da 2mm e... meglio una spira in più che una in meno, imho.
Al momento lo sto usando con una 7 spire awg27 ss304 da 0.46 ohm circa a 18 watt con leggero preriscaldamento e tiri lunghi (7-8 secondi!).
Campana al max della sua altezza disponibile.
Stesso set up anche con lo Ion che trovo più equilibrato e fedele all’aroma. Molto più bilanciato ed adatto ad una gamma molto ampia di liquidi. Tiro più morbido e progressivo condito da un hit un filo più delicato (ma sa esser cattivo se buildato in un certo modo).
Anche molto silenzioso (tiro) ma senza raggiungere ‘il velluto’ del phenomenon Lite (deck 1-0.8-1)... forse più simile ad uno zest (deck... non ricordo quale!!!) con tip stretto (non ricordo il nome...con i gus tra deck, campane e roba varia mi perdo un po’!).
Sono in uscite due versioni dello Ion da 22 più economiche con alcune differenze. La più evidente son le vaschette chiuse simil Spica Pro ed un sistema di alimentazione ridisegnato.
Esteticamente, per me, m un passo indietro rispetto al 23mm che sto usando in questi giorni e... dato che alimenta molto bene ed è praticamente impossibile farlo perdere, non so quanto giusta sia stata questa decisione di modificarlo!
Vedremo
