ares4
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Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai a svapar in una stanza oscura
ché la vista del tank era smarrita
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta STECCA selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del MAL ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ ho scorte.
Io non so ben ridir com’i’ POTEI,
tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace VISTA abbandonai.
Ma poi ch’i’ fui al piè d’una STECCATA giunto,
là dove terminava LA SVAPATA
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi LA MIA SCIMMIA
vestita già DI INSULTI RIPETUTI
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del POLMON m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta.
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l’acqua perigliosa e guata,
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.
Poi ch’èi posato un poco DAL COLLASSO,
ripresi via CON L’ARIA TUTTA APERTA,
sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso.
Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una COIL BRUCIATA E LESA MOLTO,
che di COTON ANNERITO era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi ’mpediva tanto il mio CAMINO,
ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto.
loooool
ahahahaahhah ragazzi a chi non è mai capitato???
dai continuiamola insieme la DIVINA STECCATA parte 1
mi ritrovai a svapar in una stanza oscura
ché la vista del tank era smarrita
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta STECCA selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del MAL ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ ho scorte.
Io non so ben ridir com’i’ POTEI,
tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace VISTA abbandonai.
Ma poi ch’i’ fui al piè d’una STECCATA giunto,
là dove terminava LA SVAPATA
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi LA MIA SCIMMIA
vestita già DI INSULTI RIPETUTI
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del POLMON m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta.
E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l’acqua perigliosa e guata,
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.
Poi ch’èi posato un poco DAL COLLASSO,
ripresi via CON L’ARIA TUTTA APERTA,
sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso.
Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una COIL BRUCIATA E LESA MOLTO,
che di COTON ANNERITO era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi ’mpediva tanto il mio CAMINO,
ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto.
loooool
ahahahaahhah ragazzi a chi non è mai capitato???
dai continuiamola insieme la DIVINA STECCATA parte 1
