Cesga

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Mi ero perso questa interessante discussione sui fili. Come sempre Igi quando si tratta di faccende tecniche ha espresso il suo parere competente, lucido ed autorevole.
In materia sono totalmente ignorante e leggo con interesse quanto esposto da chi ne sa.

Uscendo però dall'ambito squisitamente tecnico voglio esprimere la mia opinione su come si sta evolvendo il settore "svapo-consumer" (mi si concedano i termini) e sono curioso di sentire se qualcuno è oppure no d'accordo con me..
Ho l'impressione che lo svapo stia percorrendo la strada che, molto tempo fa, fu dell' HI-Fi. Mi riferisco ai "Super-Cotoni", ai "Mega-FIli" e a soluzioni di alimentazione più o meno bizzarre.
Ho anche l'impressione che molti recensori, escludendo i "markettari" per ovvii motivi, siano più sensibili al costo ed alla estrosità dei materiali e dei dispositivi che non alle effettive performance commisurate alle reali esigenze di chi svapa per conservare un vizio con il minor danno possibile per la propria salute. Riferendomi a questa categoria di svapatori mi chiedo, ad esempio, se ha senso parlare di wattaggi da 40 in su o se ha ancora ragione di essere il meccanico che se utilizzato con disinvoltura può anche diventare pericoloso. Dopodichè se si vuole usare il proprio PV per ricreare l'ambiente da concerto di Vasco nella propria stanza va bene tutto, ma a mio avviso non parliamo più di svapo.
 

Igiit

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Igi, mi sembra di capire che il gioco a questo punto non vale la candela, troppo lavoro e impegno per articoli marginali nel mondo dello) svapo

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Caro Lorenzo, la mia impressione iniziale, appena hai lanciato la proposta, era che non ne valesse la pena in quando davo per scontato (spesso sono superficiale) che si trattasse esclusivamente di marketing, ovvero che i "fili da competizione" altro non fossero che i soliti fili venduti ad un prezzo 20 volte maggiore del loro giusto prezzo.

Poi ho dedicato qualche ora a ricerche sui vari forum realizzando che l'impressione iniziale era probabilmente corretta e che uno ad uno i vari super wire erano stati smascherati, alcuni da anni. Rimane il "Nembo Wire", oggetto italianissimo e di lancio recente ed in quanto tale non d'interesse della comunità mondiale, o perlomeno non ancora. Che il commerciante di Roma che lo vende non abbia fatto studi in merito o commissionato a dei metallurgisti la sua creazione, mi pare assai probabile.


Credo quindi che possiamo dire con ragionevole certezza ai nostri users che si tratta solo di marketing. Sarebbe però utile ed auspicabile diffondere un minimo di cultura tecnica sull'argomento al fine di sfatare luoghi comuni del tipo

il filo X produce nuvoloni pazzeschi,
il filo Y ha una resa aromatica pazzesca,
il filo Z è adatto ai tabaccosi,
...


facendo capire che quel che conta nel determinare l'esperienza di svapo (limitatamente a all'influenza del materiale della coil) è la potenza di alimentazione, la superficie della coil ed eventualmente la reattività.


Dopo aver scritto il post sulla progettazione delle coil (http://www.sigarettaelettronicaforum.com/teoria-e-tecnica-del-vaping/8874-[guida]-il-progetto-delle-coils.html), post molto tecnico e quindi leggibile da pochi, ho cominciato a verificare se effettivamente il flusso termico ideale da mè ipotizzato (ispirato da steam-engine) avesse dei riscontri reali nella pratica del vaping. Ebbene per quelle coil heads prodotte industrialmente che mi sono preso la briga di verificare, il range di flusso termico ideale ( 15-35 W/cm2) determina con grande precisione il range di potenza consigliato dai produttori di coils che eventualmente lo limitano ulteriormente a causa dei limiti del sistema di wicking. Ciò non può essere un caso fortuito.

Ciò mi porta a concludere, perlomeno in via preliminare, che non ci siano più segreti nella costruzione di una coil e che con un minimo di conti si possa determinare esattamante lo "sweet spot" di ogni resistenza (sempre che il sistema di wicking sia adeguato alla coil). Mi limito ovviamente a considerare coil semplici chè nelle costruzioni complesse (tipo Clapton) ci sono troppe variabili.
 

Tabac

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Grazie Igiit, sei sempre di conforto in questi dubbi di carattere tecnico.
Sul Nembo Wire di MrSvapo - è il romanaccio, in senso buono, che ha lanciato questo filo, eh, @Cesga - in effetti mi resta la curiosità di capire come sia fatto e che lega sia. Non che abbia l'intenzione di comprarlo, perchè 18 euro per un rocchetto sono una ladrata, era solo un mio sfizio personale che mi ha fatto scattare il sospetto del "ci stanno marciando troppo".

Per restare in tema coil e alimentazione, come sai non sono un teorico ma un pratico. Posto che si costruisca una coil corretta dal punto di vista geometrico e matematico - flusso termico e sweet spot - e sia adatta all'atom su cui si pensa di utilizzarla, ho riscontrato che un corretto wicking sembra addirittura più importante della coil in sè. Mi spiego: ho provato coil in Ti, SS, kanthal, resistherm, nichrome, ni200, clapton, twisted ed eagle, su dripper, tank di guancia e ariosi, genesis e bf da 16 mm. Se uno non è gnocco, con un minimo di esperienza, alla coil giusta ci arriva di intuito senza perdersi in troppi calcoli. Quello che ho notato invece è che atom con un wicking fatto alla sanfasò perdevano, anche se erano sulla carta leakingproof, a volte scoppiettano, a volte vanno in secca. Qui si gioca con cotone e mesh. Non sono un "arrivato" nel campo ma mi sto applicando, e scopro che il 90% dei problemi di perdite, secche e allagamenti alla fine dipendono da come è stata realizzata la wick, quanto cotone si è usato, se si è riempito bene il deck, se si è esagerato o se n'è messo poco.

Ok, si potrebbe aprire un'enciclopedia, secondo me se chi lamenta "il mio atom perde" se si studiasse un po' di tecniche di wicking più avanzate del "faccio il rotolino e lo infilo", si eviterebbe parecchi problemi e trarrebbe maggiore soddisfazione dal proprio atom, tutto Imho ovviamente
 

Cesga

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Sul Nembo Wire di MrSvapo - è il romanaccio, in senso buono, che ha lanciato questo filo, eh, @Cesga -

Sarei io che ho lanciato 'sto filo di cui neanche conosco l'esistenza? O nel discorso mi sfugge qualcosa? :)
 

Igiit

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Sarei io che ho lanciato 'sto filo di cui neanche conosco l'esistenza? O nel discorso mi sfugge qualcosa? :)

No che non sei tu, il Romanaccio è MrSvapo. Ciòè, anche tu magari sei un romanaccio, ma è l'altro che vende a peso d'oro il Nembo.
 

Igiit

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@Tabac. Sono in totale accordo con quanto dici riguardo alla criticità della wick. La coil ha il suo range di potenza ideale, sfruttabile tutto solo se il sistema di alimentazione (liquido) è perfetto, cioè se riesce sempre a trasportare alla coil tanto liquido quanto ne evapora: se ne porta di più, il sistema si ingolfa (allaga), se ne porta di meno il sistema và a secco. E mentre la coil è facilmente progettabile, dipendendo da pochissimi parametri, la wick è un casino ed un controllo completo e preciso non l'avremo mai, perlomeno con i sistemi a wick che sono passivi.

Proprio per questo, cioè per la criticità del sistema di wicking passivo, credo che il futuro sia l'iniezione. Quanto ci vorrà non lo sò, ma non vedo alternative. Per iniezione intendo la nebulizzazione di una quantità regolabile di liquido all'interno della camera di evaporazione. Ci stò pensando fin dall'inizio della mia carriera di vaper.
 

Tabac

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@Tabac. Sono in totale accordo con quanto dici riguardo alla criticità della wick. La coil ha il suo range di potenza ideale, sfruttabile tutto solo se il sistema di alimentazione (liquido) è perfetto, cioè se riesce sempre a trasportare alla coil tanto liquido quanto ne evapora: se ne porta di più, il sistema si ingolfa (allaga), se ne porta di meno il sistema và a secco. E mentre la coil è facilmente progettabile, dipendendo da pochissimi parametri, la wick è un casino ed un controllo completo e preciso non l'avremo mai, perlomeno con i sistemi a wick che sono passivi.

Proprio per questo, cioè per la criticità del sistema di wicking passivo, credo che il futuro sia l'iniezione. Quanto ci vorrà non lo sò, ma non vedo alternative. Per iniezione intendo la nebulizzazione di una quantità regolabile di liquido all'interno della camera di evaporazione. Ci stò pensando fin dall'inizio della mia carriera di vaper.

Eh si, mi ricordo che ne accennavi e dibattevi con Wild. Hai per caso fatto progressi nel campo?
 

Barlex

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Premettendo che io non ne so un granché di vaping, sono ancora ai preliminari, ma mi sto appassionando sempre di più anche verso le Mod (da buon smanettone e ex pc modders) girando per il yutubo ho visto dei tizi che adottavano un sistema "wickless", credo sappiate molto meglio di me di cosa si tratta, ma per chi non lo sapesse è un sistema senza cotone che "feedda" :)109: passatemi il termine) la coil direttamente col liquido per caduta o in altro modo.
Ma al momento la grossa pecca di questi sistema sembra essere proprio il feeding, infatti nei video avveniva girando a testa in giù la e-cig dopo ogni aspirazione, mi chiedevo se un sistema del genere, ma ben congeniato, con feeding "automatico" potesse rappresentare una buona alternativa.

Ripeto che non ho idea di che impatto possa avere sulle prestazioni dell'atom, mi stavo solo interrogando su se potesse realmente portare qualche innovazione/miglioria o meno.
 

Tabac

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Forse sono atom top coil tipo il vecchio justfog 2043?

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Barlex

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Perdonate l'ignoranza in materia, investigando più a fondo ho capito che è una sorta di Dripping wickless, solo coil senza cotone :39:, ma che roba è!! Cioè ogni volta che si secca la coil si deve aprire e ribagnare, mi sa di un pelino scomodo.

Ad ogni modo la domanda resta: secondo voi un sistema wickless funzionale, con erogazione del liquido "automatica" proporzionata, potrebbe essere un'alternativa in attesa degli iniettori?

Poi mi fermo qua, visto l'abbondante OT

(voglio vedere se riesco a buttar via un paio di serate con sketchup nel vano tentativo di inventarmi qualcosa :), più per passare il tempo che altro)
 

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