Sono lontano anni luce dalle sue convinzioni politiche e religiose ma queste righe mi hanno sempre commosso profondamente.
A me, invece, non hanno mai commosso, né allora né oggi, per due motivi.
1. L' autore non è un angioletto come vorrebbe farci credere, ma è uno dei principali responsabili del degrado della nostra amata Repubblica, come dimostra il modo barbaro con cui i suo complici lo hanno lasciato ammazzare.
2. L' autore era in perfetta buona fede, nello scrivere quelle tenerezze verso i familiari e questo non è altro che la dimostrazione di come l' ipocrisia, praticata fin da giovanissimi, attraverso l' educazione religiosa, porti gli esseri umani a commettere le peggiori nefandezze con animo leggero, credendosi innocenti persino quando sono colpevoli.
L' unico uomo politico che si adoperò per tentare di salvare Moro, fu quel "lestofante" di Craxi, il quale non era certo un angioletto, anzi era il Re dei Briganti da strada, ma aveva una qualità rispetto agli altri: NON ERA UN IPOCRITA! Era un ladro, ma lo sapeva e neppure se ne vergognava perchè la politica è, è sempre stata fin dai tempi di Atene, e sempre sarà, secondo la felice espressione di Rino Formica (altro socialista):
sangue e merda.
Il problema, con i politici, non è pretendere che siano onesti, che non abbiano conflitti di interessi, che non abusino delle loro cariche e che, quando muoiono, vadano in paradiso,
ma che siano meno imbecilli dei loro amministrati, cioè di noi cittadini.
La classe politica dei tempi di Moro (quella spazzata via da mani pulite, per intenderci) aveva questa unica qualità, rispetto alla successiva: era più colta ed intelligente e preparata di noi elettori.
Gli attuali, no, non lo sono migliori di noi, nè quelli del vecchio governo nè tantomeno quelli che stanno per arrivare. Che Iddio ci salvi!
Nella foto: quando una stretta di mano porta dritti dritti al bagagliaio di una Renault 4 rossa.