La storia si ripete e il mondo fa bum bum... chiamiamo Italia una penisola che un piccolo re savoiardo ha messo insieme grazie al piano e all'intelligenza politica di un benso e all'istinto bellicoso di un mercenario giramondo.
Il tempo, però, nobilita tutto. Ma la storia si ripete e il mondo fa bum bum... come le pistole della mafia che certo italiani hanno esportato da emigrati, godendo dello ius soli...
Odio chi ha vissuto nei partiti politici italiani che sguazzavano nei soldi di Stato pagati dalle tasse dei poveri ignari ai quali poi le stesse sezioni, federazioni, direzioni chiedevano contributi di autofinanziamento, di cui la minimissima parte poteva restare li, ma tutto il resto doveva andare a Roma dove servivano i soldi per fare la politica quella vera.
Si quella dei patrimoni gestiti e spartiti dalle segretarie di partito.
La storia si ripete e il mondo fa bum bum... e c'è ancora chi insiste nel voler fare politica, arrogandosi una professionalità della politica che non esiste e non è mai esistita, se non per fare demagogia a buon prezzo.
Perché la storia si ripete e il mondo fa bum bum... ma l'Italia al massimo fa una scorregina... il massimo della nostra rivoluzione è stata la pantomima della marcia su Roma.
Perché la storia si ripete e l'Italia che non è mai esistita se non come riferimento geografico può al più citare Dante e Michelangelo... e tanti altri... ma italiani di chi? di quale Italia?
Dell'Italia che nel Nord non affittava le case ai meridionali e che oggi li chiama clandestini, ma il senso non cambia, perché la storia si ripete e il mondo fa bum bum... dell'Italia del Sud sprofondata nell'inciviltà più totale della cultura dell'ignoranza, della maleducazione e dell'assistenzialismo parassita.
Quell'Italia che non è mai esistita se non per muovere qualche lacrimuccia... quell'Italia che ha sacrificato le vite di giovani meridionali per una prima guerra mondiale che non le apparteneva e che si è ritrovata a combattere e finire sotto le macerie di un secondo conflitto mondiale per saziare il desiderio di potere di un maestro di scuole elementari che scimmiottava un superuomo del quale aveva colto il senso teatrale più sbagliato e mai pensato.
E la storia si ripete e il mondo fa bum bum, mentre l'Italia continua a dimostrare di non essere uno Stato, per l'Italia non c'è mai stata se non su qualche atlante scolastico.
Perché se fosse il contrario la storia si ripete e l'Italia che avrebbe dovuto già fare bum bum.
E invece no, perché l'Italia non c'è i politici parlano di un paese che non c'è e forse lo sanno e se non lo sanno è ancora peggio.
Non c'è niente di male ad ammettere che ci siamo sbagliati ragazzi... che l'Italia non è mai esistita.
Che ce la siamo inventata poco più di un secolo e mezzo fa e che prima c'erano Comuni e le Città Stato e le signorie e i Ducati e i contadini e prima ancora i Regni e ancora prima gli imperi e i celti, i normanni i longobardi e i borboni ancora ancora prima l'impero romano che tutto era ma non Italia e ancora prima la Magna Grecia e gli Etruschi e ancora molto tempo prima gli indoeuropei... i clandestini di oltre tre millenni fa, perché la storia si ripete e il mondo fa bum bum, mentre l'Italia che non esiste si professa anche cristiana e quindi condanna... condanna esattamente come Cristo aveva detto di non fare.... e allora dell'Italia che non c'è condanna clandestini, omosessuali, peccatori e poi che dire se non il meglio che possiamo???
Ma si... w la fi#a! In un delirio bacchettone e minchione di un conservatorismo che non ha mai fatto parte della storia politica di un'Italia che non c'è e non c'è mai stata.
E allora sarebbe meglio fare come in Yugoslavia e ammettere che ci siamo sbagliati e tornare ognuno a casa propria con la propria identità e le proprie origini. Senza continuare a illudersi e illudere.
Potremmo farlo nel nostro stile. Senza una vera rivoluzione e quindi senza spargere inutile sangue.
Sarebbe molto meglio per tutti.
E pensare a fare Stato e non retorica e inutile dialettica... perché la storia si ripete e il mondo fa bum bum e il resto è noia.