... ma piuttosto il fatto dettomi chiaramente da un amico che lavora in una concessionaria che per la maggior parte degli annunci non cercano semplicementete nuovi venditori ma venditori che abbiano gia un portafoglio clienti.
Amico competente, il tuo. Gli agenti di commercio, a provvigione, sono i "veri" venditori e se poi hanno un portafoglio clienti già consolidato o potenziale, ovvero se l' aspirante agente di commercio vanta una sterminata parentela e un giro di conoscenze e fan da ex campione sportivo, allora è prezioso per qualsiasi azienda di qualsiasi settore.
Al contrario, i venditori assunti con contratto da impiegato, non sono "veri", nel senso che sono dei semplici "porgitori" di un prodotto così affermato sul mercato, che si vende da sè. Questi impiegati commerciali devono, in pratica, soltanto curare i rapporti umani con la clientela.
Comunque, caro Luca, venditori non si diventa, ci si nasce.
Io, per esempio, non ci sono nato e, anche se l' ho fatto per almeno la prima metà della mia vita lavorativa, sono sempre stato una gran "pippa", mentre ero bravetto ad addestrare e condurre gli altri, quelli che ci erano nati, quelli bravi, insomma!
Come al solito, esagero nelle mie affermazioni. Sì, una pippa lo ero davvero, come venditore, ma la questione è la solita: "beati monocoli in terra cecorum", ovvero la maggior parte dei miei colleghi era peggiore di me, quindi ...
La verità è che non mi piaceva vendere, era proprio contrario alla mia natura. Mentre avevo una certa predisposizione a dirigere e motivare gli altri e quello, infatti, ho finito per fare sia come dipendente che come imprenditore ... Attenzione! Ho parlato di "una certa predisposizione" e non "ero nato per quello"!
Allora, per cosa è nato paraffo? Volete la verità? Per non fare un c., tutto il giorno! O meglio, non c'è attimo della mia giornata in cui non sia impegnato a fare qualcosa, ma solo quel che mi aggrada!
Per esempio, scrivere post per il nostro beneamato bar! O fresare un pannello di legno, o potare un albero (l' ho fatto ieri mattina) oppure, ovviamente, leggere i vostri post o guardare un film o una serie televisiva.
Avete notato che non ho parlato di lettura di libri? É così: ho letto tutti i giorni della mia vita per almeno 50 anni e, finchè non ho cominciato a lavorare, ho letto anche 10 ore al giorno (invece di studiare) poi solo un' ora ogni sera, e di nuovo tutto il giorno nei miei we da uomo sposato e stufo marcio di sua moglie ...
Bene, poi è arrivata la presbiopia e la mia insofferenza patologica per gli occhiali. Pensate che ci ho messo almeno 10 anni ad accettarli, ovvero ad inforcarli senza bestemmiare ogni volta che lo facevo. Contemporaneamente è arrivata Internet, altra nemica giurata della lettura, tanto quanto l' abbassamento della vista e, infine, la cosa peggiore: la convinzione che leggere tanto in un mondo di semianalfabeti e analfabeti di ritorno, non è che sia una cosa tanto furba.... Ti fa sentire un disadattato, una mosca rara, e ti fa diventare più misantropo e intollerante del dovuto.
Infine, è arrivato l' ictus e con lui la consapevolezza che la vita è troppo breve per occuparsi dei problemi del mondo e della loro gestione che è poi quello che ti spinge a leggere e a farti una cultura.
Se potessi resettare la mia vita e ricominciarla da capo, sicuramente leggerei molto molto MOOOLTO meno, non andrei nè al cinema, nè a teatro e non guarderei mai la TV. Quel che farei sicuramente, è andare a bottega da un falegname ad imparare a costruire mobili e sedie su misura, ma solo per gente ricca sfondata, tipo sceicchi arabi del petrolio per poi comprare una cassa di prosecco (e scolarmela) ad ogni consegna!!
E per i poveri? Ikea e acqua di rubinetto!
Nella foto, a sx, paraffo redivivo che va a scuola di legno, invece di leggere libri ...