Io la pianterei con sti toni polemici e schieramenti, riportiamo la discussione nei ranghi del in topic che interessa chi ha tali box o chi è interessato ad acquistarne.
Detto questo io ne ho alcune di box dicodes (4, che apprezzo molto) e, le poche volte che ho prestato l'attenzione alla cosa, ho riscontrato comportamenti molto più simili a quelli descritti da
@iRcKenny: con batterie in ottimo stato (diciamo quasi nuove) ho un drop minore a 0.2.
Ma questi dati sono un surplus per monitorare lo stato della batteria e sono indicazioni troppo tecniche che per farmi arrivare il vapore alla bocca non mi servono più di tanto. E l'azienda ha scelto di rappresentare l'icona della batteria, laddove presente, in linea con i dati di monitoraggio.
Ma qualcuno si è preso la briga di scrivere all'azienda (che è sempre molto disponibile: risponde sempre e fornisce un ottimo supporto post-vendita, comprese le riparazioni per danni dell'utente a costi umani) per questa cosa che ritiene fastidiosa?
Alla fine quello che conta è usare buone batterie e ricaricarle con un buon caricatore esterno: un xtar o nitecore buono sta intorno ai 30 euro, quelli ottimi stanno oltre i 50 e anche i 100, ma per me la spesa non vale la candela perché al massimo posso strappare un centinaio di cicli in più a batterie che comunque dopo 2-3 d'anni sarebbe bene riciclare. Le batterie al litio hanno un degrado molto alto: chi come me non cambia cellulare ogni 2 anni si sarà reso conto che già una decina di mesi dall'acquisto l'autonomia del telefono scema parecchio rispetto all'idillio delle prime settimane.
Il charger dicodes è figo ma non è assolutamente necessario per utilizzare una box dicodes, diciamo che un accessorio per chi è attento al design ("
Piacere, Baiocchi...").
Le box è innegabile che siano solidissime e ben realizzate. Il circuito è indiscutibilmente il più apprezzato da chi svapa in TC e fornisce una marea di funzionalità e monitoraggi a portata di mano sulla box (senza collegamenti a pc), che può sembrare macchinoso ma dopo 5 minuti si fa apprezzare.
Tra queste funzionalità c'è la possibilità di indicare il voltaggio minimo della cella perché la box impedisca di erogare (low battery, che io consiglio di impostar a 3.0V).
E poi fornisce funzionalità per il monitoraggio di tutti i dati della batteria, spiegandoli anche molto bene (seppur molto tecnicisticamente):
Quindi per farla breve:
- avete una dicodes e non siete soddisfatti (specie dato il prezzo)? Fate valere il diritto di recesso o scrivete a Dicodes finché non risolve la cosa.
- non vi interessa una dicodes perché ritenete che spendere oltre 200 euro di box non ne vale la pena? Non compratela, ma ok la libertà di espressione, ma non è un obbligo di espressione.
Dicodes da un decennio produce ottime, quanto superflue, box a prezzi molto alti. Queste box, per chi svapa con piacere in variwatt, non offrono tanto di più di buone box (geekvape, lost vape, eleaf, vaporesso, etc..) se non una manifattura e dei materiali superiori, ma che non garantiscono indistruttibilità.
Nonostante i prezzi alti vendono moltissimo e continuano a produrre e rendere a disposizione in vendita anche i modelli precedenti, cosa molto apprezzabile.
P.s.: io uso le mie dicodes sia coi miei orginali che con i cloni, senza notare comportamenti strani, quindi direi che se un atom è ben realizzato a livello di conduttività senza resistenze spurie, che sia originale o clone, si comporta bene sui ciruiti Dicodes.
Mentre atom che dal pin 510 alle torrette (percorso a volte molto contorto) disperde energie e introduce resistenze spurie lavora male sui circuiti Dicodes.
Se qualcosa lavora male lo fa anche in altre box, la differenza è che Dicodes non è di bocca buona (so tedeschi, non cinesi, manco italiani).