Potrei scrivere 3 pagine di discussione andando a descrivere il tipo di vapore (secco-equilibrato-denso) e di resa (intensità-varietà-adattabilità) dei vari deck e delle relative campane con cui puoi interfacciarli ma credo sia superfluo perché molto… troppo condizionato dalle proprie abitudini ed esperienze. Molto spesso leggo di una associazione gus=atom da creme: affermazione non del tutto sbagliata! Prendi lo stesso menelaus e come viene usato fuori dall’Italia! Eppure qui è osannato come atom da tab (singoli) con risultati eccellenti con latakia in purezza, orientali (questo lo dico/scrivo io… molti non lo riportano!) e Kentucky (ma per i Kentucky quasi tutte le configurazioni gus sono eccellenti! Ma bisogna essere con la mente aperta e staccarsi dalle solite letture/interpretazioni a cui si è legati!)
Potrei parlarti nello specifico dei vari deck (ne ho più di 30 con i preferiti che ho in 3/4 esemplari) e delle campane (le ho tutte: anche la stessa campana con piccole variazioni che il modder ha portato tra una batch ed un’altra).
Ma non lo faccio per lo stesso motivo che ti ho scritto prima.
Mi fermerei su due modelli:
Zest v2.2: uno degli atom più equilibrati e riusciti di sempre. Ci ho messo un po’ per imparare ad apprezzarlo, per capirlo e per adattarlo a quelle che sono le mie esigenze. Parlo di anni! Il mio primo zest l’ho accantonato per almeno un paio di anni usandolo sporadicamente con solo Kentucky. Oggi è quasi sempre una prima scelta.
Con tabacchi, sia singoli sia mix, risulta quasi mai banale. Anche sui chiari dove sicuramente c’è una tendenza a risaltare il ‘dolce’ senza però farlo risultare eccessivo e nauseante.
Con gli aromatizzati è da sempre apprezzatissimo ma io non li utilizzo quindi mi baso esclusivamente al suo utilizzo con soli tabacchi.
Non è atom che esalta il colpo in gola ma riducendo quasi al minimo l’apporto di aria alla coil parzializzando di circa 1/3 il singolo foro da 1.7mm (due contrapposti in realtà) si riesce a renderlo un atom molto analogico (dove con questa espressione intendo un atom che ricorda molto le sensazioni di una sigaretta), hittoso e con una produzione di vapore abbastanza rarefatto (non è proprio secco… direi equilibrato ma per nulla denso/umido!). Bilanciando il tiro con un drip tip adeguato riesci ad ottenere un tiro bello contrastato (ai livelli di un fev vs con singolo foro da 1.1mm e coil da 2.5 con baffi molto voluminosi) e sufficientemente fluido a patto che tu incominci ad adeguarti a lui. I gus vogliono essere tirati in un certo modo. Agli inizi devi tenerlo bene a mente… poi ci fai l’abitudine e non ci pensi più diventando cosa naturale come allacciare la cintura di sicurezza appena entri in macchina.
Parlo della sua configurazione classica con una extreme.
Con Kentucky, singoli e mix, c’è da divertirsi ritrovandoti un ventaglio aromatico molto ampio e per nulla impastato. Il latakia ed i mix che lo contengono li evito per una troppa tendenza ad addolcire. Non è atom particolarmente cattivo (dove per cattivo parlo di ‘intensità’ aromatica) e per questo aspetto se si ricerca proprio quello caratteristica meglio virare su altre configurazioni!
Ed ecco il Menelaus! Cosa cambia? I fori sotto coil, il tipo di fermacotone (di derivazione dallo iou-r e lo stesso usato nell’et9) e la campana. Piccoli dettagli che portano ad un risultato completamente diverso. Qui l’intensità, la rudezza, la brutalità dà una spinta non indifferente all’aroma sacrificando, peró, il ventaglio aromatico che risulta piuttosto ristretto e monotematico. Con questa configurazione il tiro incomincia ad essere abbastanza stretto (troppo per molti) anche lasciandolo tutto aperto (cosa che io non faccio mai! Anche con il menelaus parzializzo un singolo foro da 1.7mm lasciandolo scoperto di circa 1/3).
È l’atom con cui mi sono innamorato dei gus! È quello che mi ha spinto ad utilizzarli con una certa frequenza. È quello che mi ha dato la forza di andar oltre le prime difficoltà, di sperimentare e di ritornare sugli altri che avevo. La mia voglia di collezionarli tutti nasce da lì. La mia passione per lo zest nasce da lì.
Non sono atom economici, sono tra i più precisi in tc, obbligano a wattaggi molto moderati e richiedono pratica. Una volta acquisita (pratica) la rigenerazione diventa semplice (anche se per molti risulta uno scoglio insormontabile). La manutenzione è semplice essendo composti da tre pezzi facili da lavare accuratamente (non ti azzardare nemmeno a pensar di voler smontare il deck!). Belli ed eleganti. Molto capienti ed incredibilmente leggeri se abbinati a tank come i bell o lo starlight.
Il loro limite più grande è l’estrema difficoltà ad accedere alla coil ad atom pieno!
Potrei continuare per ore ma mi fermo qui…