Notizie Articolo Del 4 Maggio 2026 Sul Washington Post

Riccioli

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Ciao a tutti.
Segnalo un articolo pubblicato sul Washington Post di ieri dal titolo: “Can vaping cause cancer? The evidence suggests it might” (trad. Il vaping può causare il cancro? Le evidenze suggeriscono che potrebbe”). L’articolo è scritto da Mikkael Sekeres, un oncologo. Si tratta di un testo divulgativo, per il grande pubblico, e non di un articolo scientifico in senso stretto.
Questo il link:
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Nella sostanza, non viene detto nulla di particolarmente nuovo; l’articolo si conclude con l’affermazione della necessità di maggiori e più approfonditi studi per dipanare la questione.
Tuttavia, nell’articolo viene citato (e linkato) un case report relativo a 2 casi di cancro alla mucosa orale occorsi in Vietnam a due vapers di lungo corso (circa 20 anni) che non avevano mai fatto uso di sigarette tradizionali.
Il link al case report è
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La qualità scientifica di questo case report è davvero infima: gli autori, medici della Ohio University e del Dipartimento della Salute pubblica della Corea, affermano che il carcinoma alla mucosa orale è avvenuto in persone che hanno fatto uso di 20-30 ecig al giorno da oltre 20 anni (? ma che significa???) e, soprattutto e SORPRENDENTEMENTE per dei medici, che il carcinoma è stato indubbiamente provocato dalla nicotina contenuta nelle e-cigarette!

Io sono veramente, ma veramente basita. A titolo di cronaca e solo per comprendere il mio stato d’animo, faccio presente che sono dottore di ricerca in Fisica e che ho fatto ricerca per quasi 10 anni, pubblicando diversi articoli scientifici (in settore diverso dal vaping, ovviamente). Ma, nonostante la diversità di temi affrontati, il metodo scientifico è sempre lo stesso. O dovrebbe esserlo…

In ogni caso, credo che a tutti i membri di questa bella comunità interessi avere informazioni serie e scientificamente validate sui rischi che il vaping può arrecare alla salute. Ma fin quando la cosiddetta “comunità scientifica” continuerà ad affrontare la questione con questo livello di serietà, credo che non si verrà a capo di nulla!

I professori Polosa e Farsalinos conducono, ormai da anni, numerose battaglie scientifiche per dimostrare l’illogicità, l’infondatezza e l’incoerenza di numerose affermazioni riportate in molti articoli scientifici pubblicati su riviste accreditate. Credo che siano ben consapevoli di quanto grave e quanto esteso sia il problema della ricerca di bassa qualità, specialmente quando l’obiettivo è la tutela della salute pubblica in un contesto che comporta interessi miliardari su più fronti (le compagnie del tabacco, l’industria del vaping, le aziende farmaceutiche, le assicurazioni sanitarie -specie negli USA).

Se continua di questo passo, a breve le compagnie assicurative non sottoscriveranno più polizze ai vapers, perché del tutto equiparati ai fumatori di tabacco.

Che ne pensate? Mi farebbe piacere se qualcuno di voi volesse condividere le sue considerazioni sul tema.
 

Sva3d

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Bastano queste due righe per far capire l'estrema dannosità e falsità di questo studio.
La nicotina è un veleno ed una droga tra le più potenti come dipendenza ma non è cancerogena.
Poi la frase "uso giornaliera di 20/30 e-cig" farebbe sobbalzare dalla sedia anche il più ignorante lettore.
Ormai non riesco più a tenere il conto delle falsità e degli attacchi contro questo strumento per la riduzione del danno da fumo combusto e già questa mia ultima frase spiega chiaramente che non è come respirare aria, evito la parola "pura" perché ormai quella ce la siamo giocata da decenni.
È un mezzo per farsi meno male e non un mezzo per non farsene per nulla. I suoi rischi li ha ma non sono un medico che possa elencarli con rigore scientifico.
Io mi affido solo a Polosa, Farsalinos ed al Prof. Fabio Beatrice.
Riporto di nuovo l'articolo del Prof. Beatrice (
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) dove:


La presunta cancerogenità​

L’allarme sulla presunta cancerogenicità si appoggia invece a una revisione australiana che difetta delle basi stesse dell’epidemiologia clinica. In primo luogo, non analizza dati sull’uomo, ma si limita al monitoraggio di biomarcatori cellulari e a test su topi sottoposti a scenari di esposizione all’aerosol elevati ed irrealistici. Inoltre, gli autori ignorano il principio base della tossicologia per cui “è la dose che fa il veleno”, presentando qualsiasi sostanza sospetta come cancerogena anche se presente in tracce minime e clinicamente irrilevanti. Il fumo di tabacco sprigiona migliaia di agenti chimici, di cui almeno 158 noti per essere tossici o cancerogeni. Come dimostrato dai ricercatori del King’s College di Londra, nel vapore dell’e-cig tali cancerogeni sono totalmente assenti o, se presenti, si attestano per lo più a livelli inferiori all’1% rispetto al fumo combusto. Si omette, quindi, la vasta letteratura che dimostra la riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene nei fumatori che passano allo svapo.
 

maurocaf

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