Paraffo
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Probabilmente ho già sfiorato l' argomento, ma ancora non mi sono abituato all' idea di non provare più le indignazioni feroci della mia giovinezza (e anche della maturità, a dire il vero)!
Il balletto del "DopoPontediGenova" è in pieno svolgimento ed io sorrido distrattamente, assai poco interessato, come succede alla visione di un film visto troppe volte, di cui ricordi perfettamente la sceneggiatura.
Ho evidenziato l' ultima frase perchè, contrariamente a quel che accade in politica, con i film, per fortuna, succede raramente di ricordare tutti i dialoghi. Per questo si può continuare a guardarli, a distanza di anni, con rinnovato piacere.
Mi è capitato l' altra sera, quando Rai3 ha riproposto "il buono, il brutto e il cattivo". Il film, a mio parere, regge bene al trascorrere del tempo e, ogni volta che lo riguardi, noti aspetti diversi, come si confà ai veri "classici".
Per esempio, questa volta mi sono gustato appieno la interpretazione di Eli Wallach, in fondo l' unico vero attore di quel fortunato film, dove a farla da padrone è solo il regista, Sergio Leone.
Eastwood era, allora, ancora un bietolone monoespressivo e Lee van Cleef un onesto caratterista hollywoodiano come tanti, con una faccia più simile ad una maschera che ad un volto.
Ecco, l' unico difetto vero di quel cast, notato fin dalla prima volta che vidi questo film, è la scelta dell' attore che interpreta il ruolo del Capitano alcolizzato che comanda le truppe nordiste che difendono un ponte da quelle sudiste, in un inutile massacro quotidiano, chiaro riferimento del regista alle insensate stragi della guerra di trincea del 1915/18.
Anche stavolta, come tutte le altre volte che ho visto il film, la scelta di Aldo Giuffrè mi è sembrata un vero non-senso.
Diosolosa quanto io ami il teatro napoletano e gli attori napoletani, anzi tutti gli artisti napoletani, di qualunque musa siano cultori. Quindi ho amato anche i fratelli Giuffrè sia Aldo che Carlo, ma che ci azzecchi Aldo, napoletano verace fino all' ultimo pelo della barba, con un capitano yankee disilluso e disperato e sbronzo e votato al suicidio eroico, non riuscirò mai a capirlo!
Secondo me, in quella scelta di Leone, deve esserci stata qualche ragione extra-artistica, chesso'? Una scommessa perduta? Un debito di gratitudine? Una imposizione di chi ci ha messo i soldi? Mah! Fatto sta che, a distanza di anni, quell' attribuzione di ruolo continua a sembrarmi una stonatura in uno spartito altrimenti perfetto.
Nella foto di scena, i due grandi attori fratelli, Carlo (in piedi) e Aldo Giuffrè.
Il balletto del "DopoPontediGenova" è in pieno svolgimento ed io sorrido distrattamente, assai poco interessato, come succede alla visione di un film visto troppe volte, di cui ricordi perfettamente la sceneggiatura.
Ho evidenziato l' ultima frase perchè, contrariamente a quel che accade in politica, con i film, per fortuna, succede raramente di ricordare tutti i dialoghi. Per questo si può continuare a guardarli, a distanza di anni, con rinnovato piacere.
Mi è capitato l' altra sera, quando Rai3 ha riproposto "il buono, il brutto e il cattivo". Il film, a mio parere, regge bene al trascorrere del tempo e, ogni volta che lo riguardi, noti aspetti diversi, come si confà ai veri "classici".
Per esempio, questa volta mi sono gustato appieno la interpretazione di Eli Wallach, in fondo l' unico vero attore di quel fortunato film, dove a farla da padrone è solo il regista, Sergio Leone.
Eastwood era, allora, ancora un bietolone monoespressivo e Lee van Cleef un onesto caratterista hollywoodiano come tanti, con una faccia più simile ad una maschera che ad un volto.
Ecco, l' unico difetto vero di quel cast, notato fin dalla prima volta che vidi questo film, è la scelta dell' attore che interpreta il ruolo del Capitano alcolizzato che comanda le truppe nordiste che difendono un ponte da quelle sudiste, in un inutile massacro quotidiano, chiaro riferimento del regista alle insensate stragi della guerra di trincea del 1915/18.
Anche stavolta, come tutte le altre volte che ho visto il film, la scelta di Aldo Giuffrè mi è sembrata un vero non-senso.
Diosolosa quanto io ami il teatro napoletano e gli attori napoletani, anzi tutti gli artisti napoletani, di qualunque musa siano cultori. Quindi ho amato anche i fratelli Giuffrè sia Aldo che Carlo, ma che ci azzecchi Aldo, napoletano verace fino all' ultimo pelo della barba, con un capitano yankee disilluso e disperato e sbronzo e votato al suicidio eroico, non riuscirò mai a capirlo!
Secondo me, in quella scelta di Leone, deve esserci stata qualche ragione extra-artistica, chesso'? Una scommessa perduta? Un debito di gratitudine? Una imposizione di chi ci ha messo i soldi? Mah! Fatto sta che, a distanza di anni, quell' attribuzione di ruolo continua a sembrarmi una stonatura in uno spartito altrimenti perfetto.
Nella foto di scena, i due grandi attori fratelli, Carlo (in piedi) e Aldo Giuffrè.




