Grazie per il nuovo metodo, mi procurerò il necessario e ci provo.
Vorrei capire se sto sbagliando, ultimamente ossido anche il filo e avvolgo direttamente sulla mesh 3 o 4 spire, non sempre mi va bene ma se dopo un po' non riesco a togliere gli hotspot rinuncio è rifaccio.
Il Rocket è un cagnaccio. Fare la coil direttamente sulla mesh è l'anticamera della steccata. Non ti può venire un filo tirato in maniera omogenea. Va fatta la coil su un supporto sempre. Poi la puoi costruire sull'atom o a parte sul supporto e poi montarla. Quello che mi ha dato i migliori risultati è infilare il supporto nel foro, fare le tue spire e poi inserire la coil. Il vantaggio del metodo di Mikael sta proprio lì, utilizzare lo stesso supporto per la coil e per rollare la mesh. Una volta girata nello stampo, fino a quando non si forma "la chiocciolina", la estraggo e la porto a misura rollandola ancora un poco, poi tenendola bloccata con le dita la infilo nella coil, quando la lascio andare si riallarga e si assesta per bene all'interno della coil. Fino ad ora Ho provato il metodo solo con la
#200SF e trovo resti molto elastica, voglio provare a farla con la mesh un poco scottata, dovrebbe irrigidirsi un poco.
Gli hot spot tardivi dipendo sempre da errori nell'assemblaggio della coil e possono essere causati da:
quando estrai la punta dalla coil e questa non scorre o si inceppa in uscita
quando fai dry burn troppo insistiti, tende a deformarsi il filo
quando attivi a secco con la mesh inserita, se insisti con attivazioni che superino i due secondi tende a deformarsi la mesh o a far si che si saldino le maglie sovrapposte
Bisogna fare le cose con calma, per bene ed essere delicati