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ZioPelle:
ciao Zio, effettivamente ho disattivato i messaggi privati, preferisco che tutte le comunicazioni siano pubbliche.
Ho letto l'articolo e mi sembra decisamente immondizia. Uso un termine così duro perchè a Maggio 2017 ci sono ancora gruppi di ricerca che non hanno dimestichezza con le basi del vaping, nonostante in letteratura siano oramai presenti molti lavori seri sulla metodologia da seguire.
Se leggi la sezione "Material and Models", trovi che hanno usato un non dichiarato atomizzatore con una resistenza da 2 Ohm in acciaio, configurazione dual coil. Per produrre i vapori hanno eseguito erogazioni da 6 secondi a 15W, seguite da 5 secondi di riposo, e da un altra erogazione dii 6 secondi a 15W, il tutto ripetuto ogni 20 minuti.
Intanto il primo peccato originale del lavoro stà nel fatto che non dichiarino l'atomizzatore usato, ne il modello della coil, e ciò significa che l'esperimento non è ripetibile da altri in modo indipendente. Non volevano fare pubblicità? Lo escludo perchè dichiarano marca e produttore dell'eliquid. Secondo mè lo hanno fatto solo per pararsi il culo dalle critiche sulla configurazione scelta, ottenendo l'effetto contrario.
Infatti, tale omissione ci impedisce di capire se 15W era la potenza adeguata per quella configurazione o era troppo alta (o troppo bassa). Se io avessi svapato a 15W le mie prime dual coil nel 2015 adesso sarei carbonizzato.
Ammettendo che 15W fossero adeguati, molto probabilmente si tratta di un atomizzatore da guancia. Ma tiri da 6 secondi con un atom di guancia sono alquanto improbabili. Non dico che non esistano vapers che lo fanno, ma saranno 1 su 1000, forse. Eppoi la modalità dei due tiri consecutivi da 6 secondi, mi fa pensare che al secondo tiro l'atom fosse ancora troppo caldo. Perchè non hanno usato il pattern standard per i puff? (io un'idea ce l'avrei: perchè così facendo non riuscivano a trovare la benchè minima traccia di acroleina).
Alla fine quanta acroleina trovano? Se ho capito bene la dose giornaliera di liquido usato per ogni esperimento (per coppia di topi) è di un ml di liquido., somministrato in 11 cicli al giorno del tipo 6 secondi on, 5 secondi off, e 5 secondi on. Pertanto ad ogni ciclo hanno erogato 1ml/11 =90ul (microlitri) di liquido corrispondenti grossomodo a 100 ug (microgrammi). E nei vapori prodotti in un ciclo hanno trovato lo 0.02% di acroleina. Lo 0.02% di 100 ug sono 0.02 ug ovvero 20 ng (nanogrammi) di acroleina.
Riportando il tutto ad 1 ml di liquido, hanno trovato 0.22 ug di acroleina