Questa mia "alzata d'ingegno" (la mia solita impulsività, maledizione) mi è costata il fatto che, almeno per quest'anno, non se ne parla di rifare il trasloco.
Il tuo racconto, caro Stefano, mi ha rammentato una delle mie "alzate d' ingegno", come le chiami tu. Io le chiamo in altro modo ma te ne parlerò dopo aver descritto il mio caso che è consistito nel prendere moglie e figlia e trasferirle improvvisamente, armi e bagagli, da Bologna a Vietri sul Mare (Costiera Amalfitana), come dire da una delle più belle e vivibili città d' Italia ad una delle "cartoline" più incantevoli a disposizione del nostro ministero del Turismo.
Non essendo certo di indicare la casa giusta (sono passati secoli e non riesco ad ingrandire abbastanza la foto) vi dico solo che abitavo l' ultimo piano di una delle due case case arancioni a mezza costa, con una terrazza sul mare più vasta dell' appartamento stesso, che pure era grande. Vi lascio immaginare il panorama mozza fiato.
Cos' era successo per indurmi a questa follia? Un incazzo gigantesco col mio datore di lavoro che, per il posto di direttore commerciale della sua azienda aveva preferito quel gran cog...e di un suo lontano cugino, a me, che ero sempre stato portato, da lui (dal Titolare), in palmo di mano.
Quel trasferimento fu un escamotage cui ricorremmo entrambi per ritardare le mie dimissioni che infatti arrivarono puntuali pochi mesi dopo. Mi pare di ricordare che il mio soggiorno in quel Paradiso di Vietri sul mare non arrivò a durare un intero anno ...
Ora, col senno di poi, posso ben dirlo: quel trasferimento fu una delle decisioni più assurde prese in vita mia vita, sull' onda di un scoppio d' ira che a me, quelle funeste del Pelide Achille, facevano un baffo!!!
Tornando a noi, amico mio, la domanda è: tu ed io commettiamo sciocchezze perchè siamo impulsivi o perchè siamo iracondi?
Per me, vale la seconda ipotesi. Per me, l' impulsività è una conseguenza, non una causa. Spero tanto che il tuo caso sia diverso dal mio e che la tua decisione definitiva di trasferirti in Paradiso, sarà ben meditata, stavolta.
PS. Come per tutte le cose della vita, da quella insensata follia nacque però qualcosa di positivo, cioè la constatazione che :
1. non ero nato per fare il padre di famiglia
2. non ero nato per fare il dipendente di chicchessia, neppure del miglior imprenditore che mi fosse mai capitato di incontrare.
Dal che si deduce che lui aveva fatto la scelta giusta. Il "cugino coglionazzo", come lo chiamavamo entrambi, era molto più affidabile di me, come dipendente ....
