Spero non il ragionier Filini

Devo un grazie di cuore all' amico Fabrizio per aver pubblicato il veglione di capodanno del Fantozzi che ha fatto riaffiorare un ricordo della mia giovinezza, quando una ragazzina appena conosciuta mi invitò alla festa di fine anno del Circolo Ufficiali, in una delle tante caserme che allora (fine anni '60) costituivano ancora l' asse portante dell' economia pordenonese.
Credo che la fanciulla fosse addirittura la figlia del Comandante, non ricordo bene e, in verità, non ricordo bene neppure lei, mentre ricordo perfettamente la moglie del giovane ufficiale che quella notte era di guardia e quindi assente .... Ma questo è un altro discorso.
Quello che invece voglio dire è che il veglione di Fantozzi sembra girato in "quella" caserma, in "quella" squallida sala del circolo ufficiali, con "quegli" addobbi", con "quei" personaggi, con "quella" orchestrina e persino con "quei" balli e con "quella" allegria e "quel" modo di esprimerla: insomma, una botta di "Amarcord" - per me - degna di Fellini.
I più giovani sappiano che, a prescindere dalle genialate comiche di Villaggio, quella parte di film potrebbe essere (e lo è) un documento storico assolutamente fedele del "Come eravamo" negli anni '60/70 ... Posso garantirvelo! Fantozzi è un personaggio di fantasia (verosimile ma non vero) mentre tutti gli altri sono reali, realissimi, cominciando dalla mitica Signorina Silvani.
E, già che siamo in argomento, ricordo perfettamente me stesso ridere come un matto leggendo il romanzo, appena uscito nelle librerie, dal titolo inedito di "Fantozzi". Specifico meglio: non ricordo semplicemente il divertimento della lettura, ma proprio me stesso che rido a crepapelle e mia moglie che mi guarda con una espressione perplessa, mezza divertita e mezza preoccupata. Ma come poteva, la poverina, sapere che stava assistendo, per interposta persona, alla nascita di un mito?
Nella foto, la copertina della prima edizione: