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Per dirvi quanto mi abbia colpito la tragedia genovese, sappiate che, contrariamente alle mie abitudini, ho passato il pomeriggio zompettando da un TG all' altro sperando di capire cosa fosse successo, anzi, perchè fosse successo.
Frotte di giornaliste, rigorosamente conciate come entreneuse di night club (a proposito di anni '60), intervistavano tutti i professori di scienza delle costruzioni che sono riuscite a rintracciare alla vigilia di ferragosto, tutti insigni cattedratici occupati principalmente a sparlare gli uni degli altri a ennesima dimostrazione che l' imbecillità regna sovrana anche nei templi della cultura. Ma questo è un altro discorso, un mio vecchio cavallo di battaglia!
Il risultati della mia spasmodica ricerca di informazioni è uno solo, tanto incontrovertibile quanto inaspettato (da me che sono ignorante come una capra): il cemento degrada, più di 50 anni non dura.
Io avevo il diritto di non saperlo? Be', forse sì .... E i governanti degli ultimi 50 anni, lo avevano questo diritto? Non credo proprio! Eppure sembra che cadano tutti dalle nuvole, quanto me!
Ma, come in tutte le tragedie umane, un lato positivo c'è: pensate alla gioia degli ambientalisti che sono venuti a sapere che l' odiatissimo cemento, ci pensa da solo a collassare, dopo un po'! Se si armano di pazienza, i nostri NO TAV e NO TUTTO avranno la gioia di vedere madre natura reimpadronirsi della terra e avvolgere i ruderi nelle sue spire inghiottendoli con le tenaci edere rampicanti!
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Post mirabile.
Non voglio dire altro, solo che una quindicina di anni fa ci son passato sopra per arrivare in Francia. Mi colpii la sua magnificenza ma allo stesso tempo la paura di passarci sopra, come gli indigeni al primo incontro con "l'uomo bianco".

