Dopo molto tempo di esilio dal meraviglioso connubio divano-televisione ieri sera ho avuto la fortuna di vedere su rai 5 un prezioso docufilm sulla vita di un nostro connazionale.
Una di quelle storie minori ma che, grazie ai personaggi, diventano di assoluto interesse.
Parliamo delle vicende di Emilio D'Alessandro che, a metà degli anni 60' decide di cercare fortuna a Londra. Un ventenne intraprendente e maledettamente puntiglioso ed ordinato nei mille lavori che svolge prima di arrivare a guidare un'auto da corsa e vincere di slancio la sua prima gara.
Ma non erano anni in cui, anche se vincente, si potesse campare di sole corse: con tutta l'umiltà che troppi hanno dimenticato decide di arrotondare le entrate facendo il taxista, con la sua Ford Capri di secondanna mano.
La sua bravura gli permette, una sera in cui Londra è coperta da molti centimetri di neve, di accettare una corsa inusuale: consegnare un'enorme fallo bianco dalla parte opposta della città all'indirizzo di un set cinematografico.
Quello che non poteva immaginare è che quel suo gesto non solo avrebbe consentito di girare una delle scene cult di "L'arancia meccanica" ma che, di li a poco, la sua vita sarebbe stata legata per quasi 30 anni a quella di Stanley Kubrick.
Diventa il suo autista personale, il suo confidente, il suo amico e consigliere, il suo portafortuna sui set, comparsa nell'ultimo lavoro del regista "Eyes Wide Shut" dove i riferimenti alla loro amicizia abbondano.
Una storia straordinariamente normale che vi consiglio di recuperare .