Per quanto riguarda la vecchiaia (quella vera, piena di malattie, complicazioni e acciacchi) ne ho una PAURA FOTTUTA (infatti NON vado mai dal dottore !)... ecco perchè spero, quando questa inevitabilmente arriverà, di "andarmene" in fretta, senza troppe "esitazioni"... in fondo spero che sia un po' come quando (molto raramente) ho il coraggio di andare dal dentista... "leviamoci questo dente alla svelta e senza perdere troppo tempo... dopo sarà tutto passato"...
Caro amico... evidentemente ci comprendiamo molto bene... dammi un po' della tua saggezza perchè mi sà che ne ho davvero bisogno !
Vabbe', un po' della mia saggezza te la do, visto che me la chiedi espressamente. Ma non sopravvalutarmi, amico mio!
La Saggezza ed io abbiamo un rapporto molto conflittuale. Io tenderei a tenerla chiusa in casa, a mia disposizione 24/7, ma quella ha sempre un piede fuori della porta e persino della finestre. Insomma, la mia Saggezza è un po' zoccola, tende a sfuggirmi appena mi distraggo un attimo.
Ho l' impressione che tu associ la vecchiaia ESCLUSIVAMENTE alle malattie. Di queste ultime ho una paura fottuta anche io, come tutti, del resto. Ne ho tanta paura che oltre a non andare mai dal medico (come te), mi terrorizza già solo l' idea di avere bisogno di essere accudito, tanto che ho già pianificato il mio suicidio, modalità di attuazione, modalità di avviso ai miei parenti perchè non mi lascino imputridire per troppi giorni, cremazione della mia carcassa, e spargimento delle ceneri .... nella tazza del cesso!
Per vecchiaia, invece, io intendo un' altra cosa ed è quest' altra cosa che ti suggerivo di NON rifiutare, anche perchè, acciacchi a parte, si tratta una gran bella età, come ho scoperto da qualche anno ...
Innanzi tutto, ti svegli QUASI SEMPRE di buon umore, se non altro per il fatto che scopri di essere ancora vivo e vegeto.
In secondo luogo, ogni pasto, anche povero, poverissimo, tipo pane e cipolla, è una gioia, se non altro per il fatto che scopri che il tuo apparato digestivo è ancora efficiente
E non parliamo del gioioso stupore che scopri ogni volta che ti viene voglia di fare sesso e ci riesci pure! Fantastico. Ok, ok, niente fuochi d' artificio ma gioiose scintille, sì!
E già che siamo in argomento, vuoi mettere la soddisfazione di poter corteggiar impunemente qualsiasi giovane donna ti capiti a tiro, anche di fronte al fidanzato/marito che, pirla, di fronte ad un vecchietto sta tranquillo e magari ti sorride pure con aria di superiorità? I giovani neanche immaginano quanto siano diffuse, fra le donne, le fantasie erotiche sui vecchi satiri ...
Ma per fortuna, ed anche questo è un benefit dell' età avanzata, la voglia di fare lo scemo con le donne, ti è passata e, salvo casi eclatanti di vero rincoglionimento, la smetti di perderci tempo ...
E qui arriviamo alla cosa più bella dell' età avanzata:
il piacere di selezionare le tue frequentazioni con allegra spietatezza!
Io credo infatti, che uno degli aspetti peggiori della vita di un individuo, prima bambino poi giovane e poi adulto, sia l' obbligo di frequentare
una quantità industriale di imbecilli (di ambo i sessi e parenti in testa) dai quali la tua vita, in età lavorativa, dipende necessariamente.
Ecco, la vecchiaia ti permette di ridurne drasticamente il numero.
Mi sei simpatico? Ottimo, ti amo! Mi sei antipatico? Benissimo, VAFFA-CI e non tornare più!
Naturalmente, tutto questo ha un prezzo che, ai giovani, sembra insopportabile ma che invece, se accetti la vecchiaia con grazia, come ti suggerivo, amico Sandro, diventa assai lieve: parlo degli "acciacchi", intesi non come malattie, ma come "rallentamenti", "limitazioni", persino "impedimenti", a volte.
Come per tutto il resto, anche per gli acciacchi tutto dipende dallo spirito con cui si affrontano.
Concludo riassumendo: la vecchiaia in salute è una splendida età e nessun acciacchetto può sminuirne il valore. Sono talmente tanti i benefici che se ne possono ricavare in termini di serenità nei rapporti col prossimo, che vale la pena - secondo me - accettarla in toto.
A proposito, dimenticavo: la serenità non deriva dalla capacità di "fregarsene" delle stupidaggini altrui, come qualcuno ha detto in questi giorni, di "andare oltre" le cosiddette sciocchezze, come se fosse scritto da qualche parte cosa è importante o meno per ciascuno di noi.
Quella che si ricava dal voltare la testa dall' altra parte, non è Serenità, ma Frustrazione rimossa a forza, frustazione che risulta deleteria per la nostra salute mentale. É un rimedio peggiore del male!
Nella foto: l' affettuoso ricordo di un Grande Vecchio, che mai voltò la testa dall' altra parte, in tutta la sua vita e mai "se ne fregò".