Ripensavo al post dell' amico @
Cely che, ieri, ci segnalava il malore subito da due vecchietti in una casa di riposo, alla notizia della prematura dipartita di Fabrizio Frizzi ...
Cacchio, io ho una età da ospizio eppure ne sono fuori e mi chiedo perchè ....
Be', la prima risposta è perchè sono relativamente sano e, soprattutto, autonomo, nel senso che non ho bisogno di assistenza fisica per assolvere alle mie funzioni fisiologiche.
La seconda risposta, credo sia quella più pertinente, posto che nelle case di riposo ci sono anche e forse soprattutto persone sane e autonome quanto me:
io non temo, anzi, amo la solitudine.
Detta in altri termini: io non andrei in una casa di riposo neanche se mi pagassero per farlo, figuriamoci se dovessi pagare io ...
Fatta questa premessa, credo che il malore dei due vecchietti sia dovuto alla solitudine, in questo caso non fisica, visto che vivono in una comunità, ma morale. Per affezionarsi così tanto ad un personaggio pubblico, per quanto gradevole come era sicuramente Frizzi, bisogna davvero sentirsi soli .... Ma soli davvero!
Ma cosa è la solitudine morale? Sentirsi non amati? Sentirsi incapaci di amare? Se l' amore ha a che fare con la solitudine, allora viene buono questo aforisma:
Se l'Amore è una condizione divina, la solitudine è una prerogativa umana.
Ed entrambi convivono senza alcun conflitto nelle persone che hanno compreso il miracolo della vita.
(Paulo Coelho, Il manoscritto ritrovato ad Accra, 2012)
A paraffo piace molto l' idea che il suo amore per la solitudine sia la dimostrazione che ha compreso appieno il senso della vita ...
A paraffo piace molto l' idea di aver capito tutto, anche se gli tocca spesso di accorgersi di non aver capito un c....



Nella vignetta: i risvegli di paraffo!