Il punto è che molti non sanno che possono svaparsi il cotone bruciato anche se questo è completamente irrorato di liquido.
Una miscela di glicole e glicerolo al 50/50 bolle a 210 gradi, questo significa che il sistema termodinamico composto da cotone-liquido-filo-aria all'accensione della resistenza, visto che il filo da solo raggiungerebbe temperature infinitamente più alte, si pone praticamente immediatamente alla temperatura di equilibrio di 210 °C. Se la temperatura sale anche di un solo grado significa che non c'era sufficiente liquido per mantenere in equilibrio il sistema, e il calore del filo ha potuto "sprigionarsi" un tantino di più. Il punto dunque è che quel calore in eccesso, visto che non c'è più liquido a raffreddarlo (se ci fosse la temperatura del sistema tornerebbe immediatamente a 210 °C), finisce direttamente sul cotone. Questo può non comportare alcuna conseguenza (se non un vapore più caldo) quando si sta in un range di temperatura che non superi quella di bruciatura del cotone, perché il calore che finisce sul cotone non è sufficiente a far danni. Ma con un flusso come quello della resistenza illustrata dal pelato barbuto si parla di temperature oltre i 300 gradi, questo significa che ad ogni attivazione tutto il calore in eccesso fa bruciare il cotone, in maniera impercettibile dal punto di vista dell'aroma.
Con quella resistenza il fantomatico santone non sta svapando (e consigliando di svapare) solo vapore, ma anche particelle di cotone bruciato, che di fatto non sono diverse dalle particelle che finiscono nei polmoni con una sigaretta tradizionale, anche se sta attento a non mandare mai in secca il cotone.
Al solito, prendo Alvi come esempio di un post che mi ha fatto riflettere dato che ma alcuni dati mi lasciano abbastanza perplesso:
- i 210 gradi? da dove saltano fuori?
leggendo su wikipedia, la temperatura di ebollizione del glicerolo vegetale è di 290°, del glicole propilenico 188 gradi. Ma per l'ebollizione non si fa la media... Rimane 188 gradi e 290 Un esempio dal me cialtrone in cucina : Se io metto del vino nel risotto, per primo evapora l'alcool, poi l'acqua ,ognuno con la sua temperatura, non capita che l'acqua evapori a meno gradi perchè c'è dell'alcool dentro.
- Il calore in eccesso che fa bruciare il cotone se la temperatura supera i 210 (o a questo punto 290°) rilasciando sostanze peggio che una sigaretta... sul serio?
Anche questa cosa non mi è chiara... da quello che so,il fatto è che a livello teorico per bruciare il cotone bisognerebbe togliere tutto il liquido... A livello sperimentale si può provare a bruciare un foglio di carta bagnato, non è facile, e nel mentre il foglio, come il cotone brunisce. Questo imbrunimento rilascia 'sostanze schifose al palato' che ci fanno smettere di svapare e rigenerare quanto prima. Quindi evitando comunque tutta la fantastica combustione. Più o meno la stessa differenza tra mangiare un biscotto brunito troppo (magari ancora mangiabile ma dal sapore differente) o uno carbonizzato.
Questi dubbi sono ovviamente per orientarmi, magari la resistenza fatta dal santone fa schifo (non ho dubbi su questo, mi fido se me lo dite), senz'altro ci voleva poco a farla meglio ma tra quello a dire che sia cancerogena e pericolosamente mortale... boh...
La mia curiosità più grande comunque rigarda il verificare se i dati di partenza siano forse sbagliati (o forse sbaglio io) e l'ignorare l'inerzia termica del sistema e la velocità di trasporto del liquido per capillarità per formulare ipotesi terroristiche sia perchè sono trascurabili oppure è una svista..
Chiedo comunqe ai più esperti, perchè magari, data la mia inesperienza, quello che sbaglia sono io...