Io personalmente preferisco l'ataman V2: per me è stato amore a primo sbuffo con il clone in acciaio e da anni cerco l'originale senza fortuna. Ma parlo della versione normale non SE, ovvero quello a sinista, mentre quello a destra è lo Special Edition:
L'ataman V2 è un ottimo rta soprattutto con tabacchi fire cured (Latakia e Kenucky) in singolo o con blend che li contengono. A me piace molto anche con i sigari sud americani e non disdegno affatto coi tabacchi chiari (sun cured o air cured, come ad esempio Virginia, Burley, Perique, etc..).
Ha una resa piena e non asciutta, equilibrata, ma con alcune rigenerazioni con punta da 2 può essere tendenzialmente più secco, con ottima produzione di vapore senza essere eccessivamente grasso o amalgamato. Non esalta né taglia il dolce e rende bene tutte le note di un aroma senza tagli particolari.
L'ultima ce l'ho da qualche mese e ancora sto cercando la quadra. Certamente è un atom ottimo soprattutto con i tabacchi fire cure, ma anche in questo caso se la cava molto bene anche con le altre categorie. Resa equilibrata, mai troppo secca e mai troppo dolce, con vapore corposo che mantiene il tappeto delle note dolci in secondo piano degli aromi senza amplificarli stucchevolmente (quindi ben lontano da un bishop o bi2hop o fev 4.5) con uno spettro aromatico molto ampio ed amalgamato (cioè senza separare e cesellare le note come farebbe un ka v7) ma non mappazzone.
Entrambi hanno piccoli difetti costruttivi che però si dimenticano per quanto sono ottimi (per soprattutto per l'ataman dei difetti non ci faccio più caso per quanto lo amo).
I difetti del l'ataman i filetti della versione originale in titanio sono poco "fluidi" (possono fare effetto unghie sulla lavagna) e la superficie di titanio è molto delicata e si riga facilmente (caratteristica propria del materiale). Il fondello non può essere smontato nonostante abbia due forellini che fanno pensare si possa fare (tipo alcuni atom Fakirs Mod), quindi per i maniaci della pulizia profonda come me è un difetto (sormontabile lavando con molti cicli di ultrasuoni e asciugando con aria compressa). La ghiera dell'aria è un po' limitata (rispetto agli atom più moderni) avendo solo tre fori (che però coprono i gusti medi più standard) e parzializzandoli si rischia l'effetto sibilo (altrimenti il tiro è molto silenzioso e preciso) e si blocca avvitando in battuta il tank, quindi per regolarlo bisogna svitare lievemente il tank (è vero che trovato il proprio foro ideale non serve più cambiare). Il top cap per il refill è durissimo da estrarre, ma tanto usando aromi organici zozzoni dopo ogni tank rigenero. Comunque io mi sono abituato al refill dal basso con la maggior parte dei rigenerabili e in questo caso è molto semplice tanto che lo preferisco al refill dall'alto.
I difetti del Ultima sono che, almeno nel mio esemplare, i filetti in plastica sul deck in metallo si "induriscono" facilmente e diventa difficile svitarlo. Anche la ghiera dell'aria è molto dura ed è praticamente impossibile regolarla con l'atom avvitato sulla box (ma anche qui una volta trovata la propria regolazione ideale non è necessario cambiarla a box montata). Per il resto il refill dall'alto ed il controllo del liquido sono molto comodi.
Entrambi hanno poca capienza, 2 ml l'Ultima (a meno che non si dotato di estensione a 4 ml) e 3 ml l'Ataman. Ma con il primo noto un consumo più moderato e, col refill dall'alto combinato con la chiusura liquido molto comodi, con alcuni aromi si possono fare anche un paio di tank.
Forse il 415 Ultima è quello più bello esteticamente, con finiture migliori e precise e di gestione più semplice ed immediata.