Maurino

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Salve... Qualcuno può consigliarmi uno di questi tre atomizzatori... Kumo rdta aspire, Cog rta wotofo, Pandora V2 mtl rta?
Se qualcuno li ha o ha avuto modo di provarli?
 

ipds

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20230105_152921.jpg 20230105_152907.jpg 20230105_152951.jpg 20230105_153011.jpg
Queste foto dicono a chiare lettere che quella coil surriscalda: ti stai svapando, con ogni probabilità, anche dell'acroleina. Una resistenza può diventare così scura (ma non carbonizzata come quella in foto, attenzione: scura) solo dopo 3 o 4 ml. di un liquido particolarmente "sporco" (ossia poco filtrato, come ad esempio il Lebanon de L'Aromatiera). Lo squilibrio qui si nota dal fatto che il cotone è pulito e il nero è solo sulla resistenza.
Per me, mettere del 26ga la dentro (significa un filo da 0.4 mm. di spessore) è abbastanza improbabile come scelta per uso da guancia, a meno di non configurare l'ingresso di aria in modalità flavour (quindi con fori ben superiori a 2 mm., almeno) e svaparci, di conseguenza, in modalità flavour. Quel che cambia, da un 28ga a un 26ga, è lo spessore del filo e, dunque, la quantità di lavoro svolto dalla resistenza. Dal che si deduce che una resistenza da 1 Ohm in filo 26ga (0.4 mm.) NON è uguale a una resistenza da 1 Ohm in filo 28ga (0.32 mm.), perché la prima avrà una superficie radiante più grande rispetto alla seconda e, dunque, sarà in grado di svolgere un lavoro maggiore. Ciò, a parità di camera di evaporazione e di liquido da far evaporare, si tradurrà in un maggiore (o minore, secondo il filo) incremento di temperatura per via del lavoro eccessivo (o scarso) svolto. La scelta del filo, dunque, dovrà essere commisurata 1) alla quantità d'aria che passa, la quale raffredda la resistenza e ne porta via il vapore; 2) al volume della camera di evaporazione; 3) alla quantità di liquido da far evaporare in un dato intervallo di tempo. Specie in atomizzatori cinesi, mai fidarsi ciecamente delle coil in dotazione: spesso le danno con obiettivi diversi dallo svapo di guancia (flavour o addirittura DTL) o, peggio, le danno così, alla cieca, senza preoccuparsi di un dimensionamento adeguato. Personalmente, nell'Alberich vedrei al massimo un 27ga (0.36 mm.) come filo da guancia, ma un 26ga direi proprio sia eccessivo (mentre in altri atomizzatori, come ad esempio il Siren 2, il Penodat 1 o il By-KA V7 ce lo si può mettere senza troppi problemi e svaparci di guancia tranquillamente, per come sono fatti). Per la cronaca: il "ga" dopo il numero è l'abbreviazione di Gauge, che è un uso contratto di American Wire Gauge (in sigla AWG), lo standard USA che non fa altro che dire quante volte il filo di partenza viene trafilato per assottigliarlo. Un 28ga (o 28AWG, stessa cosa) sarà dunque trafilato 28 volte prima di diventare da 0.32 mm. di spessore. Suggerisco la lettura di questa pagina, che lo spiega bene:
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e chiarisce anche le formule, qualora interessassero.
 

ipds

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Eccoti servito ;)


qui su SEF non manca nulla, buono studio. :)
E anche questo è un ottimo documento. Suggerirei solo di correggere "COILS" in "COIL", dal momento che il plurale delle parole inglesi, nei prestiti, non si trasporta (i film e non i films, gli stop e non gli stops, ecc.). Ricordo anche che non è reato chiamare una coil con il suo nome tecnico reale: resistenza. Anche perché in inglese resistenza (o resistore) si dice resistor, mentre coil significa bobina. Per capirci,
queste sono bobine (coil):
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queste sono resistenze (resistor), in questo caso a strato di carbone:
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queste sono resistenze a filo (wire resistor):
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e queste ultime, per inciso, sono fatte proprio con gli stessi fili, opportunamente scelti, che usiamo noi per fare le nostre "coil" ;). Ok? Anzi, in realtà mi devo correggere: sono le nostre "coil" ad essere fatte con gli stessi fili che si impiegano da svariati decenni in elettronica per fare le resistenze a filo... se no, se passa di qua un ingegnere elettronico, me mena :LOL: (e dovrei anche farmele dare senza reagire)
 
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Lorenzo 72

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@Maurino le coil di solito in dotazione con quelle tipologie di atom (low cost) sono spesso e volentieri inutili....come il cotone.
Come ha detto @ipds il 26 è un filo troppo grosso che di conseguenza scalda da morire e ti riduce la coil come da foto.
Anche il 27 non ce lo metterei, perché dalle prove che feci scaldava anche lui ammazzando l'aroma; più calore hai nella camera di vaporizzazione meno aroma percepirai. La rigenerazione ideale per quel che mi riguarda su quell'atom sono 6@ su punta da 2.25 di Ni80 28ga, ti viene fuori una coil da 0.8 circa che te la svapi sui 15/16w.
 

Maurino

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Perfetto... Allora per ora sostituisco la coil con l'altra in dotazione mettendo il pin dell'aria più grande, giusto per usarlo, e intanto cerco il filo adatto.
Grazie ancora a tutti 🙏🏻
 

Maurino

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Però... scusatemi ragazzi davvero non riesco a capire una cosa... sono un caso perso🙄🙄 @ipds @Lorenzo 72 , ma un filo più piccolo non dovrebbe scaldare di più e avere una resistenza maggiore a parità di lunghezza e materiale? magari c'entra niente ma io lavoro in officina, faccio il meccanico, e ad esempio per alimentare un sensore o un' elettrovalvola con poca corrente basta un filo da 0.5mm per il motorino con 3/400 ampere ce ne vuole uno da 5mm altrimenti scalda troppo e cola... Usando questo ragionamento a parità di potenza un filo grosso dovrebbe scaldare di meno o sbaglio qualcosa?
 
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ipds

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Però... scusatemi ragazzi davvero non riesco a capire una cosa... sono un caso perso🙄🙄 @ipds @Lorenzo 72 , ma un filo più piccolo non dovrebbe scaldare di più e avere una resistenza maggiore a parità di lunghezza e materiale? magari c'entra niente ma io lavoro in officina, faccio il meccanico, e ad esempio per alimentare un sensore o un' elettrovalvola con poca corrente basta un filo da 0.5mm per il motorino con 3/400 ampere ce ne vuole uno da 5mm altrimenti scalda troppo e cola... Usando questo ragionamento a parità di potenza un filo grosso dovrebbe scaldare di meno o sbaglio qualcosa?
Non sbagli quando il carico (sensori, elettrocalamite, motori elettrici, lampade, ecc.) è alimentato dal filo: più è grosso, meno fa resistenza, meno scalda. Ma nel nostro caso il filo in questione È il carico. Dunque, più è grosso, più è bassa la sua impedenza (legge di Ohm), più facilmente ci passano elettroni, più consuma, più è grande la superficie radiante e più compie lavoro termico. Più è sottile, più la sua impedenza è alta (legge di Ohm), meno elettroni passano nella stessa unità di tempo, più piccola è la superficie radiante, meno compie lavoro termico. Pensa alle vecchie lampadine dei fari auto: quelle delle luci di posizione (meno luminose) erano da 5 Watt, quelle degli stop e delle frecce da 21 Watt (più luminose), entrambe a 12 Volt. Guardando i filamenti, anche a occhio si vedeva che quello da 5 Watt era molto più sottile di quello da 21 Watt. Spero di aver reso l'idea.
 

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Non sbagli quando il carico (sensori, elettrocalamite, motori elettrici, lampade, ecc.) è alimentato dal filo: più è grosso, meno fa resistenza, meno scalda. Ma nel nostro caso il filo in questione È il carico. Dunque, più è grosso, più è bassa la sua impedenza (legge di Ohm), più facilmente ci passano elettroni, più consuma, più è grande la superficie radiante e più compie lavoro termico. Più è sottile, più la sua impedenza è alta (legge di Ohm), meno elettroni passano nella stessa unità di tempo, più piccola è la superficie radiante, meno compie lavoro termico. Pensa alle vecchie lampadine dei fari auto: quelle delle luci di posizione (meno luminose) erano da 5 Watt, quelle degli stop e delle frecce da 21 Watt (più luminose), entrambe a 12 Volt. Guardando i filamenti, anche a occhio si vedeva che quello da 5 Watt era molto più sottile di quello da 21 Watt. Spero di aver reso l'idea.
Perfettamente... grazie mille ancora 🙏
 
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