Ma dai Sergio.... rubi in chiesa??? Troppo facile!!! Il vitalizio và in eredità, quindi anche se l'onorevole è deceduto.. ci sono figli cugini parenti... che manco hanno messo mai piede in parlamento!
Non per sminuire il tuo di sasso, ma ne voglio aggiungere un'altro... (E poi sembriamo Monty Python in Life of Brian..) :
Luciano Benetton...
Francesco Merloni...
Vittorio Cecchi Gori...
Santo Versace..
Luigi di Montelera (Martini & Bacardi)
Franco de Benedetti (Non Carlo.. ma la famiglia è quella) a 80 anni è anche nel cda di: CIR, Cofide, Piaggio&c Spa, Banca Popolare di Milano, Iride Spa, China Milan Equity Exchange
Mazzotta? Presidente di Mediocredito con 720.000€ di paga è chiaro che quei 4.815,00€ gli fanno la differenza..
Quasi dimenticavo: Fuori la politica dalle banche! Quello che si è fatto il lodo ad personam... mica voleva che qualcuno venisse a vedere... Antonio Patuelli.. finita la carriera parlamentare a 43 anni.. nel 94, 3.000€ circa di vitalizio con solo 172.000€ di stipendio... ed è il più 'poraccio di tutti!!
Oggi ho trovato questo elenco:
Marinella Lopis
19 h ·
Ecco la top ten delle PENSIONI D'ORO: IN TESTA SENTINELLI CON 91.337,18 EURO AL MESE!! ??????
È Mauro Sentinelli il pensionato più dorato d'Italia, con un reddito mensile di 91.337,18 euro al mese. Misterioso invece il nome del secondo della top ten dei vitalizi più ricchi, con i suoi 66.436,88 euro al mese. La classifica è stata resa nota dalla deputata Pdl Debora Bergamini, che ha diffuso la risposta del ministro Enrico Giovannini a una sua interrogazione parlamentare scritta. «I dati - dice l'esponente del Popolo delle Libertà - dimostrano quanto sia urgente un intervento sulle cosiddette pensioni d'oro». Ma chi sono gli italiani che godono dei vitalizi più alti? In testa alla classifica, come detto Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecom che ha visto lievitare le sue entrate negli ultimi due anni da 90.246 a 91.337,18 euro al mese. Lordi, ovviamente: incide la fiscalità generale e i prelievi già previsti sulle rendite più alte.
E già perchè l'idea di un prelievo dalle pensioni d'oro non è certo nuova, anzi: questo bacino rappresenta una risorsa importante per alimentare le rendite più basse; e per quanto limate da decreti e leggi varie, questi assegni restano un miraggio per la stragrande maggioranza di italiani. Detto del mistero sul secondo posto, l'identificazione di molte altre posizioni è possibile solo per induzione: la risposta all'interrogazione parlamentare, infatti, ha acclarato solo le cifre e non i nomi delle rendite più ricche. Non è difficile ricostruirne i titolari, almeno alcuni, con qualche margine di approssimazione (e di cui ci scusiamo in caso di imprecisione).
Al terzo troviamo Mauro Gambaro: novarese, 67 anni, ex direttore generale di Interbanca e dell'Inter Football Club, per lui un vitalizio di poco meno 52mila euro al mese. Dietro di lui Alberto De Petris, ex Infostrada ed ex Telecom, che incassa circa 51mila euro, "tallonato" dal manager specialista della componentistica elettronica e dei semiconduttori Germano Fanelli, 65 anni, poco sotto i 51mila. Da qui in giù, l'attribuzione dei vitalizi ai nomi è meno certa: per Vito Gamberale, 69 anni, la pensione si dovrebbe aggirare poco sopra i 45mila euro al mese, cosi' come Alberto Giordano, ex Cassa di Roma e Federico Imbert, ex JP Morgan.
Più in basso nella classifica si indovinano diverse new entry, rispetto al recente passato: difficile però indicare con certezza i nomi (e di ciò rimandiamo alle prossime puntate). Ma di certo, al di là della curiosità per i nomi, il tema dell'equità previdenziale è di stretta attualità. «Questi numeri - aggiunge l'on. Bergamini - dimostrano tutta la portata distorsiva di quel criterio retributivo dal quale ci stiamo fortunatamente allontanando grazie alle riforme pensionistiche degli ultimi anni. Benché gli interventi in materia siano particolarmente delicati, anche sul fronte della costituzionalità, e avendo cura di evitare qualsiasi colpevolizzazione verso i beneficiari di questi trattamenti, che li hanno maturati secondo le regole vigenti, è evidente che il tema coinvolge una questione di equità e di coesione sociale non più trascurabile dalle istituzioni, specialmente in un momento di grave crisi economica e di pesanti sacrifici per tutti».
Ilsole24ore