Non sono un tecnico e la mia opinione è solo legata a ciò che in quasi dieci anni di vaping e totale abbandono delle sigarette combuste posso rilevare su me stesso. Non so sinceramente come sarei stato oggi in salute se avessi continuato a fumare per questi 9 anni, non ci voglio pensare che ho i brividi. Oggi sono totalmente un'altra persona.
Per lo studio coreano la penso come l'utente che ha, con esattezza, portato il metodo con cui tali studi vengono fatti.
Lo posto per correttezza e visione:
"Criticità principali di questi studi (studio coreano + revisioni Gold standard tipo Cochrane):
1. Eterogeneità non controllata: trattano le e-cig come un blocco unico, senza distinguere tra dispositivi (pod, mod, ecc.), nonostante differenze enormi di emissioni.
2. Assenza di parametri tecnici: nessun controllo su wattaggio, resistenze, temperature o modalità d’uso → variabili che determinano davvero la tossicità.
3. Liquidi non caratterizzati: mancano dati su aromi, basi (PG/VG), qualità e provenienza → impossibile confrontare prodotti diversi.
4. Qualità dei prodotti ignorata: nessuna distinzione tra mercati regolati (es. UE) e supply meno controllate → bias significativo.
5. Uso reale non standardizzato: differenze enormi tra utenti (frequenza, puff, dual use con sigarette) non adeguatamente isolate.
6. Esiti clinici deboli o indiretti: spesso sintomi o associazioni, non causalità forte né effetti a lungo termine consolidati.
7. Follow-up limitato: troppo breve per valutare patologie croniche (tumori, BPCO completa).
8. Confondenti residui: ex fumatori, fattori ambientali e stili di vita non sempre corretti in modo robusto.
In conclusione.
Questi studi descrivono una “media del mondo reale”, ma senza tener conto e controllare le variabili quali i dispositivi utilizzati, i parametri di funzionamento (wattaggio, temperatura, resistenze), la composizione e la qualità dei liquidi. Ne derivano risultati utili sul piano epidemiologico, ma intrinsecamente poco precisi e scarsamente trasferibili a specifici pattern d’uso. In tali condizioni, le conclusioni risultano necessariamente parziali e non idonee a fondare affermazioni definitive. Ciò che inoltre lascia perplessi è la persistente carenza di studi mirati su utilizzatori di lunga durata (5–10–15 anni), che rappresenterebbero il campione più informativo per valutare gli effetti cronici. La maggior parte degli studi è a breve termine oppure fatta su gruppi molto diversi tra loro, e questo rende le conclusioni meno solide e più difficili da interpretare. Infine, guardando gli studi disponibili (comprese le revisioni della Cochrane) è importante distinguere tra il rischio assoluto e il rischio rispetto alle sigarette tradizionali. Se questa differenza viene ignorata, i risultati possono essere interpretati in modo fuorviante e fuori contesto."
Consiglio di leggere anche le risposte a tale messaggio. Considero errata e poco suffragata la risposta dell'autore del video.