Ma vale anche per fili complessi?
Dipende dal filo complesso, di solito le migliori complesse sono in Ni80 che per sua natura è un filo poco sporco. Comunque, per una pulizia accurata, una buona lavatrice ad ultrasuoni ed un buon detergente atossico è la migliore delle soluzioni.
Se kanthal e acciaio si sfaldano per l'attivazione... allora qualcosa non va sulla lega usata. Premesso che l'attivazione vada fatta a pochi watt. Per il mio setup tra i 12 e i 16 watt.
Certo, ma come fai a determinare l'esatta temperatura (non te in particolare) ma il vaper qualunque che ne sa meno di tutti, non parliamo del vaper esperto che determinate cose le sa. Ci vorrebbe una telecamera termica ogni volta che si attiva una resistenza e comunque i residui di oli di lavorazione vengono combusti quando si attiva la resistenza ed è quindi d'obbligo rimuovere i residui carbonizzati specie se si attiva a basse potenze.
"allora qualcosa non va sulla lega usata", sicuramente, ma bastano 18 watt ed un filo (Kanthal A1 0.32 mm) come i Zivipf per creare micro sfaldamenti della superficie, figuriamoci con altre marche tipo UD, wireoptim, geekvape, vandy vape.
I migliori fili che ho provato sono stati gli extrema ratio, ma comunque la pratica del dry burn, specie su fili singoli non la consiglio.
Ecco un estratto.
Perché il Dry Burn è una pratica errata
- Alterazione termica: Portare il filo al calore rosso (sopra i 700°C) altera la struttura cristallina della lega.
- Sfaldamento degli ossidi: Per il Kanthal, lo shock termico distrugge l'adesione dello strato protettivo di ossido, che si esfolia in micro-particelle inalabili.
- Rilascio di metalli pesanti: Nel caso dell'Acciaio (SS316L) e del Nichrome 80 (Ni80), le temperature elevate possono superare il punto di stabilità dei metalli, favorendo l'emissione di ossidi tossici di cromo esavalente e nichel.
- Mito del Ni80: Il Nichrome 80 ha un'eccellente resistenza alla deformazione a caldo, ma non è immune all'ossidazione; un dry burn aggressivo produce ossido di nichel (NiO) e ossido di cromo (Cr2O3), entrambi composti nocivi se inalati.
Come rimuovere correttamente gli oli di lavorazione
La pulizia dei fili nuovi deve avvenire esclusivamente a freddo tramite azione meccanica e solventi sicuri:
- Lavaggio meccanico: Pulire il filo prima di girare la coil utilizzando un panno di cotone o un fazzoletto imbevuto di alcol isopropilico (o alcol alimentare puro a 96°).
- Lavaggio ad ultrasuoni: Immergere la coil già pronta (o l'intero atomizzatore smontato) in una lavatrice ad ultrasuoni con acqua tiepida e un goccio di aceto o bicarbonato.
- Risciacquo profondo: Risciacquare abbondantemente con acqua distillata per non lasciare residui minerali e asciugare bene. Inoltre
- Le temperature di sicurezza e i relativi colori di incandescenza mostrano quanto sia facile sbagliare:
- Kanthal A1: Inizia a formare ossidi instabili e fessurazioni microscopiche intorno ai 700°C – 800°C. Visivamente, questo corrisponde a un rosso scuro/sub-ciliegia. Un bagliore arancione significa aver già superato i 900°C.
- Nichrome 80 (Ni80): Tollera bene la forma, ma la sovra-ossidazione del Nichel e del Cromo accelera drasticamente sopra i 600°C – 700°C. A questa temperatura il filo è appena visibile al buio o mostra un rosso cupo.
- Acciaio Inox (SS316L): È il più delicato. La precipitazione dei carburi di cromo (che distrugge la resistenza alla corrosione) e il rilascio di ossidi tossici avvengono già sopra i 400°C – 450°C. A questa temperatura l'acciaio non è ancora incandescente, ma cambia solo colore (sfumature blu/viola). Se diventa rosso (circa 700°C), la lega è già strutturalmente compromessa.
Il Pericolo dell'Attivazione "a Occhio"
Senza una termocamera, il vaper valuta lo stato della coil guardando il colore del metallo. Questo metodo fallisce per tre motivi:
- Luce ambientale: Sotto la luce diretta di una lampada o del sole, il calore rosso è invisibile. Per vederlo a occhio nudo, la coil ha spesso già superato gli 800°C.
- I "Hot Spot": Durante la prima attivazione di una coil a spire fitte (microcoil), la corrente non scorre uniformemente. Si creano cortocircuiti locali dove la temperatura schizza istantaneamente a oltre 1000°C (bagliore giallo/bianco), degradando localmente il metallo in frazioni di secondo.
- Inerzia termica: le box mod erogano potenza istantanea. Premere il tasto di attivazione anche solo per un secondo su un filo sottile può portarlo al punto di fusione locale prima che l'occhio umano possa reagire e rilasciare il tasto.
Poi ognuno si regoli di conseguenza.