mariosbbs

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Allora, qualche volta ho visto che alcuni (presumibili) esperti una volta preparata qualsiasi coil, diciamo, la "infiammano", la fanno diventare "un tizzone arroventato"
ma ho anche talvolta notato che un esiguo numero di (presumibili) esperti, neanche paragonabile a quelli dell'altra scuola, preparano la coil, mettono il cotone e solo quando bagnano il tutto "danno fuoco". Personalmente mi abituai fin da subito ad arroventare il filo alcune volte e da allora così ho sempre fatto, ma ho anche sempre pensato che arroventare il filo potesse non essere la cosa migliore da fare e che probabilmente potrebbe non essere sbagliata l'idea di non andare a modificare il filo (facendogli cambiare colore, ma anche in un certo senso "bruciandone" la parte esterna).
Esiste per caso una teoria vera e propria e propria in merito ?
 

Sva3d

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Attivare la resistenza, specie se poi è a spire distanziate, non serve a nulla. I fili, che sono delle leghe di varia natura, si degradano, tranne il Ni80 che forma un ossido ma che non muta/sfalda la superficie. Non vado troppo nello specifico perché non ne ho le competenze, ma ho letto tanto e visto prove su video privati che facevano vedere come una singola attivazione, facendo diventare incandescente la resistenza, ne compromettesse il filo specie kanthal ed acciaio 316L.
 

iceberg silver

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Allora, qualche volta ho visto che alcuni (presumibili) esperti una volta preparata qualsiasi coil, diciamo, la "infiammano", la fanno diventare "un tizzone arroventato"
ma ho anche talvolta notato che un esiguo numero di (presumibili) esperti, neanche paragonabile a quelli dell'altra scuola, preparano la coil, mettono il cotone e solo quando bagnano il tutto "danno fuoco". Personalmente mi abituai fin da subito ad arroventare il filo alcune volte e da allora così ho sempre fatto, ma ho anche sempre pensato che arroventare il filo potesse non essere la cosa migliore da fare e che probabilmente potrebbe non essere sbagliata l'idea di non andare a modificare il filo (facendogli cambiare colore, ma anche in un certo senso "bruciandone" la parte esterna).
Esiste per caso una teoria vera e propria e propria in merito ?
Allora: viene fatto per "eliminare" eventuali "impurità" del filo che viene prodotto industrialmente.
Non ricordo per l'Ni80 perché mai usato ma kanthal e acciaio vanno inizializzate così perché tali metalli non si degradano nemmeno a temperature più alte. Per il titanio invece no, non va assolutamente inizializzato così... ci si limita a lavarlo con acqua e sapone per i piatti e poi risciacquato bene bene.

Il titanio infatti va usato esclusivamente in controllo temperatura. Mentre l'acciaio puoi usarlo come sia normalmente sia in controllo temperatura. Il kanthal invece non si usa col controllo temperatura.
 
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mariosbbs

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Attivare la resistenza, specie se poi è a spire distanziate, non serve a nulla. I fili, che sono delle leghe di varia natura, si degradano, tranne il Ni80 che forma un ossido ma che non muta/sfalda la superficie. Non vado troppo nello specifico perché non ne ho le competenze, ma ho letto tanto e visto prove su video privati che facevano vedere come una singola attivazione, facendo diventare incandescente la resistenza, ne compromettesse il filo specie kanthal ed acciaio 316L.
Voglio precisare che smisi di "farmi una cultura" (e comunque di farmi non di rado convincere che "questo liquido è una bomba..", "questo atom è il top tra i top" ..) a fine 2021. La "scuola" che andava per la maggiore, all'epoca, prevedeva il far diventare le coil tizzoni roventi (anche coil semplici e fatte con A1) un passaggio basilare. Per anni ho pensato che questa cosa mi sembrava dubbia, il filo cambia colore e consistenza senza contare che il gusto dei liquidi vaporizzati non poteva non cambiare, ma in genere e causa lavoro avendo sempre poco tempo da poter dedicare ad accurati test, mi sono mediamente attenuto a questa scuola. Nel 2021 avevo già smesso da tamto tempo di guardare video e a fine anno misi tutto in cantina, mentre assai recentemente (un mese, mese e mezzo) e tornando a guardare video per capire cosa fosse cambiato, ho notato che adesso è rarissimo trovare chi.. "da fuoco al filo"
 

Sva3d

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Allora: viene fatto per "eliminare" eventuali "impurità" del filo che viene prodotto industrialmente.
Basta usare un panno carta o un fazzoletto imbevuto di alcool alimentare per rimuovere gli oli di lavorazione, fili come il kanthal ne sono pieni.

ma kanthal e acciaio vanno inizializzate così perché tali metalli non si degradano nemmeno a temperature più alte.
Non sono dello stesso parere, ho visto con i miei occhi che un'attivazione ad incandescenza, sfalda la superficie del metallo/lega. Dopo la prima attivazione il filo è stato messo sotto un microscopio e si vedeva chiaramente il degrado della superficie e non l'ossido che è innocuo.

Per il titanio invece no, non va assolutamente inizializzato così... ci si limita a lavarlo con acqua e sapone per i piatti e poi risciacquato bene bene.
Titanio, Nife48, Nife30 e Nichel200, sono pienamente d'accordo e non si devono attivare per nulla. Sono fili usati esclusivamente per la modalità in controllo della temperatura.

La persona (@ipds), molto preparata in merito e che dispone di strumenti per effettuare tali valutazioni è stato ed è ancora un utente del Forum. Ho visto, molto tempo fa un suo video dove effettuava queste prove di cui ne ho discusso sopra.
 
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Pegasocv

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Basta usare un panno carta o un fazzoletto imbevuto di alcool alimentare per rimuovere gli oli di lavorazione, fili come il kanthal ne sono pieni.
Non sono dello stesso parere, ho visto con i miei occhi che un'attivazione ad incandescenza, sfalda la superficie del metallo/lega. Dopo la prima attivazione il filo è stato messo sotto un microscopio e si vedeva chiaramente il degrado della superficie e non l'ossido che è innocuo.

Ma vale anche per fili complessi?
 

iceberg silver

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Se kanthal e acciaio si sfaldano per l'attivazione... allora qualcosa non va sulla lega usata. Premesso che l'attivazione vada fatta a pochi watt. Per il mio setup tra i 12 e i 16 watt.

Perché l'acciaio ss316 dovrebbe tranquillamente resistere abbondantemente oltre gli 800°C mentre il kanthal A1 fino a ben 1400°C. Se questo non succede è perché qualcuno sta facendo la cresta sulla qualità dei metalli impiegati per la lega. Successo in Giappone per 3 decadi nel settore automotive, non mi stupisce se succeda per per i fili cinesi da svapo.
 

Sva3d

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Ma vale anche per fili complessi?
Dipende dal filo complesso, di solito le migliori complesse sono in Ni80 che per sua natura è un filo poco sporco. Comunque, per una pulizia accurata, una buona lavatrice ad ultrasuoni ed un buon detergente atossico è la migliore delle soluzioni.

Se kanthal e acciaio si sfaldano per l'attivazione... allora qualcosa non va sulla lega usata. Premesso che l'attivazione vada fatta a pochi watt. Per il mio setup tra i 12 e i 16 watt.
Certo, ma come fai a determinare l'esatta temperatura (non te in particolare) ma il vaper qualunque che ne sa meno di tutti, non parliamo del vaper esperto che determinate cose le sa. Ci vorrebbe una telecamera termica ogni volta che si attiva una resistenza e comunque i residui di oli di lavorazione vengono combusti quando si attiva la resistenza ed è quindi d'obbligo rimuovere i residui carbonizzati specie se si attiva a basse potenze.

"allora qualcosa non va sulla lega usata", sicuramente, ma bastano 18 watt ed un filo (Kanthal A1 0.32 mm) come i Zivipf per creare micro sfaldamenti della superficie, figuriamoci con altre marche tipo UD, wireoptim, geekvape, vandy vape.
I migliori fili che ho provato sono stati gli extrema ratio, ma comunque la pratica del dry burn, specie su fili singoli non la consiglio.

Ecco un estratto.

Perché il Dry Burn è una pratica errata
  • Alterazione termica: Portare il filo al calore rosso (sopra i 700°C) altera la struttura cristallina della lega.
  • Sfaldamento degli ossidi: Per il Kanthal, lo shock termico distrugge l'adesione dello strato protettivo di ossido, che si esfolia in micro-particelle inalabili.
  • Rilascio di metalli pesanti: Nel caso dell'Acciaio (SS316L) e del Nichrome 80 (Ni80), le temperature elevate possono superare il punto di stabilità dei metalli, favorendo l'emissione di ossidi tossici di cromo esavalente e nichel.
  • Mito del Ni80: Il Nichrome 80 ha un'eccellente resistenza alla deformazione a caldo, ma non è immune all'ossidazione; un dry burn aggressivo produce ossido di nichel (NiO) e ossido di cromo (Cr2O3), entrambi composti nocivi se inalati.

Come rimuovere correttamente gli oli di lavorazione
La pulizia dei fili nuovi deve avvenire esclusivamente a freddo tramite azione meccanica e solventi sicuri:
  • Lavaggio meccanico: Pulire il filo prima di girare la coil utilizzando un panno di cotone o un fazzoletto imbevuto di alcol isopropilico (o alcol alimentare puro a 96°).
  • Lavaggio ad ultrasuoni: Immergere la coil già pronta (o l'intero atomizzatore smontato) in una lavatrice ad ultrasuoni con acqua tiepida e un goccio di aceto o bicarbonato.
  • Risciacquo profondo: Risciacquare abbondantemente con acqua distillata per non lasciare residui minerali e asciugare bene. Inoltre
  • Le temperature di sicurezza e i relativi colori di incandescenza mostrano quanto sia facile sbagliare:
    • Kanthal A1: Inizia a formare ossidi instabili e fessurazioni microscopiche intorno ai 700°C – 800°C. Visivamente, questo corrisponde a un rosso scuro/sub-ciliegia. Un bagliore arancione significa aver già superato i 900°C.
    • Nichrome 80 (Ni80): Tollera bene la forma, ma la sovra-ossidazione del Nichel e del Cromo accelera drasticamente sopra i 600°C – 700°C. A questa temperatura il filo è appena visibile al buio o mostra un rosso cupo.
    • Acciaio Inox (SS316L): È il più delicato. La precipitazione dei carburi di cromo (che distrugge la resistenza alla corrosione) e il rilascio di ossidi tossici avvengono già sopra i 400°C – 450°C. A questa temperatura l'acciaio non è ancora incandescente, ma cambia solo colore (sfumature blu/viola). Se diventa rosso (circa 700°C), la lega è già strutturalmente compromessa.
Il Pericolo dell'Attivazione "a Occhio"
Senza una termocamera, il vaper valuta lo stato della coil guardando il colore del metallo. Questo metodo fallisce per tre motivi:
  • Luce ambientale: Sotto la luce diretta di una lampada o del sole, il calore rosso è invisibile. Per vederlo a occhio nudo, la coil ha spesso già superato gli 800°C.
  • I "Hot Spot": Durante la prima attivazione di una coil a spire fitte (microcoil), la corrente non scorre uniformemente. Si creano cortocircuiti locali dove la temperatura schizza istantaneamente a oltre 1000°C (bagliore giallo/bianco), degradando localmente il metallo in frazioni di secondo.
  • Inerzia termica: le box mod erogano potenza istantanea. Premere il tasto di attivazione anche solo per un secondo su un filo sottile può portarlo al punto di fusione locale prima che l'occhio umano possa reagire e rilasciare il tasto.


Poi ognuno si regoli di conseguenza.
 
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