terramia
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Ragazzi dopo la laurea sono stato in campeggio con degli amici, poi con mia moglie abbiamo comprato una tenda poi la caravan e infine il camper. Compravamo sempre una rivista che si chiamava CAMPER-CARAVAN. Un giorno decisi di scrivere alla rivista raccontandole mie peripezie ricevendo una risposta dall'editore. Il simbolo della rivista era un ranocchio.
Ve la posto augurandovi buon divertimento
RANOCCHIO STORY
Quando ero piccolo nelle favole che raccontava mia madre c’era spesso un principe che veniva trasformato in rana, chi lo avrebbe mai detto! Da oggi maga Plein Air ha trasformato me in un ranocchio. Permettetemi di presentarvi la mia famiglia: oltre a me e alla mia ranocchia c’è un ranocchietto di cinque anni nonché un girino in arrivo per la fine del mese.
Sia io che la mia ranocchia leggiamo con interesse la rivista. Caravan Camping. Chiedo all’edicolante se è arrivato e puntualmente mia moglie, quando rientro dall’ufficio, mi chiede se l’ho portata. A me è consentito leggerla quando mia moglie ha digerito tutto quanto riguarda i viaggi. Se scrivo è per fare conoscere la mia esperienza di campeggiatore. Il mio primo viaggio fu fatto subito dopo la mia laurea, invitato da una coppia di sposi che avrei dovuto raggiungere in Sardegna insieme ad altri due amici, Angelo e Giovanni.
Questa prima esperienza fu a dir poco traumatizzante Avrei potuto scrivere un libro intitolato “Un vegetariano in campeggio”. Proprio così: sono vegetariano e si da il caso che i miei amici avevano deciso di fare campeggio all’insegna dell’economia per cui a avremmo portato con noi scatolette di tonno, di carne, di sardine, ecc… Quando feci notare che ero vegetariano inserirono delle scatolette adatte a soddisfare le mie esigenze alimentari, fagioli e caponata.
Dopo avere, bilancia alla mano, ripartito in parti uguali le scatolette, io mi ritrovai con uno zaino do Kg. 29.800 sulle spalle nonché un pentolone di alluminio pieno di tovaglioli, carta igienica, padelle , posate ecc…di circa 8 Kg. A conti fatti il mio carico era di Kg. 37.800 e io ne pesavo 57 . i miei due amici non stavano meglio di me.
Sulla nave per Cagliari i nostri biglietti prevedevano i posti sul ponte della nave. Mi ritrovai con il calore delle macchine a destra, il vento freddo a sinistra e la pioggia dall’alto per tutta la notte.
Il menù della prima sera fu di fagioli con contorno di caponata, e così per i giorni seguenti avrei potuto scegliere caponata con contorno di fagioli. Praticamente per quindici giorni nel mio piatto c’erano sempre fagioli e caponata! Con le conseguenze che si possono immaginare facilmente.
Giunti a Cagliari ci vollero sei ore di trenino a scartamento ridotto e un’ora di pullman per giungere a destinazione: “La costa Smeralda!!!” Appena sceso dal pullman ebbi la calda accoglienza di Alberto e Adrian, la mia risposta fu di vomitare il precedente pasto di fagioli con contorno di fagioli. Angelo, laureando in medicina sentenziò temperatura 39,5 e vomito, tossicosi alimentare.
I miei aguzzini decisero di isolarmi in una canadesina che sembrava la cuccia di un cane, doleggero; ve ho sudato sette camicie; Facevamo campeggio in una spiaggia senza possibilità di ombra.
Dopo tre giorni, passata la febbre, visto che il sole ci stava disidratando, (Alberto e Adriana erano li da 15 giorni!) si decise di levare le tende e puntare su Alghero. Alberto e adriana sulla loro Vespa alla quale erno ancorate sacchi a pelo, tenda, zaini ecc… , e io e gli altri con il caro trenino e uno zaino un po' più leggero, avevo mangiato circa un chilogrammo di fagioli e un chilogrammo di caponata.
Confesso che mentre i miei amici non guardavano, durante il viaggio feci volare dal finestrino alcune scatolette di tonno e di carne nonché un tulip di oltre un chilogrammo, tanto io ero vegetariano.
Ad Alghero alloggiammo in un ostello della gioventù dove giungemmo alle 10,55 di sera, appena in tempo per entrare perché alle 11,00 chiudevano il cancello. La mia cena fu di un panino ed un bicchiere di vino.
Neanche il tempo di riposarmi e di leccarmi le ferite che il consiglio riunitosi decise, dato che ro l’unico a , volere restare nell’ostello quindi in netta minoranza, di puntare su un campeggio di Cagliari. Ancora quell’odiato trenino!!
Finalmente si respirava aria di campeggio. I miei amici festeggiarono cucinando sulla brace mezzo maialetto e io dopo ammutinamento (mi rifiutai di pulire le vettovaglie) ottenni un piatto di pasta.
Quando dopo quindici giorni di infernale campeggio tornai a casa mia madre mi accolse festosa dicendomi che mi aveva preparato la caponata.
Da quel giorno rifiutai tutti gli inviti che Alberto mi faceva.
Dopo due anni di matrimonio cedetti alle insistenze di mia moglie di fare delle vacanze diverse dal solito villaggio turistico dove uno è ser vito di tutto punto. Prendemmo un bungalow in un campeggio di Marina di Ragusa. Fu li che ci prese la febbre della tenda e l’estate successiva acquistammo una tenda a casetta di quattro posti. Mio figlio aveva due anni.
Da non crederci raggiungemmo Alberto e Adriana in un campeggio di Sapri in Campania e passammo una stupenda settimana. Finite le vacanze di Alberto io le continuai visitando altri due campeggi in Sicilia. Avevo superato il trauma!!!
Usammo la tenda per due anni e l’estate successiva acquistammo un caravan d’occasione ed il primo agosto partimmo alla volta di Capo Vaticano trainandola con una FIAT 131 che appena arrivati ebbe in premio la sostituzione della frizione.
Da allora la caravan è l nostra villa al mare, la casa in campagna, lo chalet sulla neve, e spesso nei fini settimana è lì agganciata al glorioso 131 .
Ve la posto augurandovi buon divertimento
RANOCCHIO STORY
Quando ero piccolo nelle favole che raccontava mia madre c’era spesso un principe che veniva trasformato in rana, chi lo avrebbe mai detto! Da oggi maga Plein Air ha trasformato me in un ranocchio. Permettetemi di presentarvi la mia famiglia: oltre a me e alla mia ranocchia c’è un ranocchietto di cinque anni nonché un girino in arrivo per la fine del mese.
Sia io che la mia ranocchia leggiamo con interesse la rivista. Caravan Camping. Chiedo all’edicolante se è arrivato e puntualmente mia moglie, quando rientro dall’ufficio, mi chiede se l’ho portata. A me è consentito leggerla quando mia moglie ha digerito tutto quanto riguarda i viaggi. Se scrivo è per fare conoscere la mia esperienza di campeggiatore. Il mio primo viaggio fu fatto subito dopo la mia laurea, invitato da una coppia di sposi che avrei dovuto raggiungere in Sardegna insieme ad altri due amici, Angelo e Giovanni.
Questa prima esperienza fu a dir poco traumatizzante Avrei potuto scrivere un libro intitolato “Un vegetariano in campeggio”. Proprio così: sono vegetariano e si da il caso che i miei amici avevano deciso di fare campeggio all’insegna dell’economia per cui a avremmo portato con noi scatolette di tonno, di carne, di sardine, ecc… Quando feci notare che ero vegetariano inserirono delle scatolette adatte a soddisfare le mie esigenze alimentari, fagioli e caponata.
Dopo avere, bilancia alla mano, ripartito in parti uguali le scatolette, io mi ritrovai con uno zaino do Kg. 29.800 sulle spalle nonché un pentolone di alluminio pieno di tovaglioli, carta igienica, padelle , posate ecc…di circa 8 Kg. A conti fatti il mio carico era di Kg. 37.800 e io ne pesavo 57 . i miei due amici non stavano meglio di me.
Sulla nave per Cagliari i nostri biglietti prevedevano i posti sul ponte della nave. Mi ritrovai con il calore delle macchine a destra, il vento freddo a sinistra e la pioggia dall’alto per tutta la notte.
Il menù della prima sera fu di fagioli con contorno di caponata, e così per i giorni seguenti avrei potuto scegliere caponata con contorno di fagioli. Praticamente per quindici giorni nel mio piatto c’erano sempre fagioli e caponata! Con le conseguenze che si possono immaginare facilmente.
Giunti a Cagliari ci vollero sei ore di trenino a scartamento ridotto e un’ora di pullman per giungere a destinazione: “La costa Smeralda!!!” Appena sceso dal pullman ebbi la calda accoglienza di Alberto e Adrian, la mia risposta fu di vomitare il precedente pasto di fagioli con contorno di fagioli. Angelo, laureando in medicina sentenziò temperatura 39,5 e vomito, tossicosi alimentare.
I miei aguzzini decisero di isolarmi in una canadesina che sembrava la cuccia di un cane, doleggero; ve ho sudato sette camicie; Facevamo campeggio in una spiaggia senza possibilità di ombra.
Dopo tre giorni, passata la febbre, visto che il sole ci stava disidratando, (Alberto e Adriana erano li da 15 giorni!) si decise di levare le tende e puntare su Alghero. Alberto e adriana sulla loro Vespa alla quale erno ancorate sacchi a pelo, tenda, zaini ecc… , e io e gli altri con il caro trenino e uno zaino un po' più leggero, avevo mangiato circa un chilogrammo di fagioli e un chilogrammo di caponata.
Confesso che mentre i miei amici non guardavano, durante il viaggio feci volare dal finestrino alcune scatolette di tonno e di carne nonché un tulip di oltre un chilogrammo, tanto io ero vegetariano.
Ad Alghero alloggiammo in un ostello della gioventù dove giungemmo alle 10,55 di sera, appena in tempo per entrare perché alle 11,00 chiudevano il cancello. La mia cena fu di un panino ed un bicchiere di vino.
Neanche il tempo di riposarmi e di leccarmi le ferite che il consiglio riunitosi decise, dato che ro l’unico a , volere restare nell’ostello quindi in netta minoranza, di puntare su un campeggio di Cagliari. Ancora quell’odiato trenino!!
Finalmente si respirava aria di campeggio. I miei amici festeggiarono cucinando sulla brace mezzo maialetto e io dopo ammutinamento (mi rifiutai di pulire le vettovaglie) ottenni un piatto di pasta.
Quando dopo quindici giorni di infernale campeggio tornai a casa mia madre mi accolse festosa dicendomi che mi aveva preparato la caponata.
Da quel giorno rifiutai tutti gli inviti che Alberto mi faceva.
Dopo due anni di matrimonio cedetti alle insistenze di mia moglie di fare delle vacanze diverse dal solito villaggio turistico dove uno è ser vito di tutto punto. Prendemmo un bungalow in un campeggio di Marina di Ragusa. Fu li che ci prese la febbre della tenda e l’estate successiva acquistammo una tenda a casetta di quattro posti. Mio figlio aveva due anni.
Da non crederci raggiungemmo Alberto e Adriana in un campeggio di Sapri in Campania e passammo una stupenda settimana. Finite le vacanze di Alberto io le continuai visitando altri due campeggi in Sicilia. Avevo superato il trauma!!!
Usammo la tenda per due anni e l’estate successiva acquistammo un caravan d’occasione ed il primo agosto partimmo alla volta di Capo Vaticano trainandola con una FIAT 131 che appena arrivati ebbe in premio la sostituzione della frizione.
Da allora la caravan è l nostra villa al mare, la casa in campagna, lo chalet sulla neve, e spesso nei fini settimana è lì agganciata al glorioso 131 .

