Visto che è l'ultima sera di primavera volevo condividere con tutti voi una poesia scritta da mio suocero qualche anno fa, prima che se ne andasse...
Piccolo commento: il rinnovo dell'annuale battaglia della natura. Gemme e bulbi esplodono nel silenzio più assoluto e con le loro forme e colori superano i fuochi d'artificio dei più provetti artigiani. È l'annuncio della nuova primavera, l'inizio di un nuovo ciclo di vita, l'invito alla speranza.
È scoppiata Primavera
Il merlo col suo fischio modulato
mi sveglia al chiarore del giorno.
Mi affaccio. Il paesaggio è mutato
non più neve né gelo d'intorno.
Ad oriente un tiepido sole
comincia ad abbracciare la terra.
In giardino la timida viola
profuma l'aria di serra.
Il silenzio è rotto da botti
come di festa paesana:
Mi sento i timpani rotti
tra fuochi, fanfara e campana.
E mi trovo sorpreso e stordito
nel bel mezzo dell'annuale battaglia
mentre il merlo per nulla impaurito
per il nido va in cerca di paglia.
Eruttano bulbi dipinti
da vulcani di umide zolle.
Fioriscono fresie e giacinti
dando al sole le loro corolle.
Crepitando le gemme precoci
perforano i piccoli arbusti
e petardi di boccioli odorosi
scoppiano sui teneri fusti.
Esplodono, cadendo dal cielo,
petali di camelie e di rose
fiori di pesco, di mandorle, di melo
e ciuffi di ginestre e di mimose.
Vanno su nell'aria mattutina
margherite e mille fiori colorati
e grappoli di glicine azzurrina
illuminano muri e pergolati.
E come colpo chiuso, per il gran finale,
con una scia ondulata e stanca,
sale e scoppia il bulbo carnale
di una magnolia profumata e bianca.
Un passero sul ramo fiorito
reclina il capo e mi guarda vezzoso;
mi ricorda che l'inverno è finito
che è passato, che era solo un riposo.
Ciao Luigi.