Anche io ho vissuto quel genere di "straniamento" dal tempo che dici tu, amico mio, ma questa è tutt' altra faccenda, credimi .... Fondamentalmente, credo che la differenza la faccia la diversa percezione del tempo.
A vent' anni "sai" che morirai, ma non lo "senti" affatto, mentre a settanta lo "senti" maledettamente bene e ogni minuto diventa prezioso! La differenza non è di poco conto!
Quoto ogni parola, Paolo, e confermo - e lo saprai meglio di me, visto che sei partito con qualche annetto di vantaggio - che è una sensazione che inizi ad avvertire già da dopo i primi cinquant'anni e/o i primi duecentomila chilometri.

Saranno i primi acciacchi conseguenti alle esagerazioni giovanili?
Ah, i bei tempi quando camminavi fischiettando un'intera giornata con 20kg. di zaino, o quando, in tre, HOP! caricavamo al volo sul Toyota un bidone da 205 litri...
Eppure - accidenti accidentaccio! - era solo pochissimo tempo fa...
(In realtà, si parla di quindici o vent'anni prima, ma fa male ammetterlo anche a se stessi...

)
A vent'anni, è vero, "lo sai" ma dentro di te sei psicologicamente certo della tua invulnerabilità... alle brutte, poi le riparazioni sono veloci e molto spesso rifiuti di accettare che possano essere, anche temporaneamente, invalidanti: tanto per ridere ve lo racconto, ricordo a trent'anni di aver sceso con gambale di gesso e stampelle il ghiaione della Forcella Pordoi.
Era una gita con cui ritualmente inauguravo ogni stagione in montagna, e non volli mancare neanche allora... anche se all'andata mi concessi la funivia
Vent'anni dopo mi vien freddo a ripensare le cose che sarebbero potute andare storte, allora mi sono sentito vivo come non mai.

(e mi son divertito come un pazzo a vedere le facce degli altri escursionisti che sorpassavo in tromba
)
Arrivato ai cinquanta, invece, scopri la caducità of "this mortal coil", tanto per citare il pop gotico / new wave britannico anni '80.

Al traguardo della mezz'età (che tu la riconosca o meno) scopri con un brivido che i ricambi per questa bellissima "macchina biologica" che per decenni hai tartassato sfruttandola al limite, sono rari ed estremamente costosi...

E che - porcamiseria! - hai pure, passa il caso, un serissimo bisogno di una revisione, oltretutto!
Qui si vede bene il ghiaione, è quella forcella sulla destra del Sass Pordoi
Eccola, dallo scavallo e l'inizio della discesa: con due buoni scarponi è un percorso esilarante, se fatto scendendo velocemente e "zompando" alternativamente a destra e sinistra come se tu avessi, idealmente gli sci ai piedi

In realtà fai meno fatica così che a scenderla lemme lemme in continua "frenata": ocio a non ruzzolare, però, che è bella ripida!