Ho letto i resoconti dei vostri cenoni e pranzoni di Natale, comprese le allusioni divertenti dell' amico Sandro (@Saccofirenze) ai suoi parenti serpenti.
Io ho festeggiato la vigilia con un dentice al forno e un po' di insalatina e il pranzo l' ho saltato del tutto preso dai lavori di ristrutturazione/coibentazione della mia tana: non ero così attivo, anzi, non ero proprio stato attivo, da lunghi anni e siccome sono una persona molto equilibrata, ho pensato bene di lavorare ininterrottamente per 14 ore di seguito.
Si festeggia così il Santo Natale, da solo e lavorando?
Per la serie che "Ogni medaglia ha il suo rovescio" e che "C'è un lato positivo in ogni situazione, anche la peggiore", quando - ormai sei anni fa - ho avuto un ictus, ho colto la palla al balzo
per abolire il Natale in famiglia. Ci ho messo 60+ anni a trovare una scusa valida per potermi sottrarre a questo dovere-tortura-scassamento-di-zebedei cosmico!
I primi anni, i parenti non si davano pace per questa defezione, ma ormai si sono rassegnati e manco mi invitano più ... oddio, magari "alludono", ma molto discretamente (lo dico a loro merito)...
E allora non festeggio più nulla? Certo che festeggio, ma con la mia compagna e da soli, la sera dell' ultimo dell' anno con una cena lucculliana a base di pesce, ovviamente cucinato da me. Pesce a chili e prosecco a fiumi.
Il giorno dopo, a pranzo, piattone di lenticchie stufate e zampone di Modena precotto. A queste due pietanze super-tradizionali non rinuncerei mai: non che le lenticchie mi abbiano mai portato montagne di soldi, ma di certo non me ne hanno lesinati....
