Buon pomeriggio a tutti... menomale che quì è una bella giornata perchè le affermazioni (a sproposito) di Moscovici mi hanno fatto inc..zzare alquanto... ma possibile che debbano sempre "mettere il naso" negli affari nostri... quando invece dovrebbero pensare a quello che succede in casa loro... evidentemente ancora NESSUNO dei nostri politici (così "bravi" e zelanti quando si tratta di applicare nuove tasse) ha avuto le p..lle di farsi intendere !
Lungi da me, amico Sandro, l' illusione di prendere un ultrassessantenne come te, oltretutto vispo ed intelligente, e "spiegargli" i ....fatti della vita!
Sarebbe impresa disperata già con un quindicenne, anche perchè le opinioni sono come il b... del c..., ognuno ha il suo! (la citazione sarebbe colta, perchè tratta da un film di Milos Forman, ma è davvero troppo volgare per essere riportata in questo bar così signorile).
Dunque, mi limiterò a farti osservare che quell' antipatico, odioso, supponente francese parla perchè ne ha facoltà e tale facoltà l' ha ricevuta dal popolo Italiano attraverso uno dei suoi figli più illustri, tal Prodi prof. Romano, Presidente della Commissione Europea, che si fece in quattro per "salvare l' Italia", facendola entrare nella Moneta Unica Europea, senza se e senza ma e con un tasso di cambio ridicolo ...
Che il Mortadella abbia fatto bene o male lo stabilirà la Storia, ma una cosa, invece, è certa: qualunque uomo politico europeo che abbia aderito alla stessa moneta, ha il diritto di mettere il naso negli affari economici altrui. Anzi, più che il diritto ne ha il dovere! E il tutto è sancito da accordi liberamente sottoscritti.
Per rinfrescarti la memoria, eccoti un "amarcord" di quel fausto 2002, copiaincollato dal sito di SkyTG24:
L'euforia sui giornali, l'entusiasmo di Prodi – L'Italia, entrata nell'Euro , si preparava al cambiamento epocale oscillando tra curiosità e paure. I , il boom delle , il dubbio della fregatura al negozio.
Che il 2002 sarebbe stato un anno rivoluzionario lo ricordano anche i titoli dei quotidiani del 31 dicembre: Il Corriere: “Via alla festa dell’Euro”; La Repubblica: “La rivoluzione dell’Euro”; La Stampa: “Festa per il capodanno dell’Euro”.
Romano Prodi, all’epoca presidente della Commissione Europea, che ''creerà un forte e crescente senso di identità europea. E questo si tradurrà in una grande pressione psicologica sui Paesi che saranno fuori''.
D'accordo anche l'allora capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: “Un grande segno di pace. La prova concreta, definitiva dell'impegno solenne assunto dai popoli europei di vivere insieme”.






