Quante volte ho visto "Ufficiale e Gentiluomo"?
Ho perso il conto, ma sicuramente più di dieci, azzarderei vicino alle 20 ma, tutte le volte che Richard Gere, ripreso di spalle e in controluce, porta in braccio la stra-gnocca, stra-sexy e giovanissima Debra Wingler, strappandola ad una infelice vita da operaia in una rumorosa e sporca cartiera, nella indimenticabile sequenza finale, io sorrido soddisfatto.
Perchè mi piace tanto questo film che, se vogliamo banalizzare, è solo un film per ragazzine romantiche, innamorate di Richard Gere?
Ovvia la risposta: perchè in paraffo alberga anche un ragazzino romantico che, per una Debra così, perderebbe la testa soltanto a guardarla negli occhi, figuriamoci a farci l' amore ...
Ma non è solo una bella favola romantica quel film!
E' TUTTO una grande FAVOLA, dalla prima all' ultima sequenza!
É il trionfo del sogno americano, della possibilità di riscatto per chiunque lo voglia, il trionfo dell' ascensore sociale, il trionfo del patriottismo e del cameratismo, il trionfo della capacità di trasmettere valori e di recepirli, il trionfo dell' antirazzismo (con l' indimenticabile Sergente Maggiore Istruttore, tanto duro quanto nero e tenero di cuore), il trionfo della giovinezza e del fascino ed, infine, il trionfo della spettacolosa motocicletta Triumph co-protagonista assoluta del film.
Devo a quella moto (oltre che alla BMW di Steve McQueen nella "Grande Fuga" e alle innumerevoli Harley del cinema e della Televisione) se un paraffo già 40enne divenne un biker e scorrazzò per tutta l' Italia con la Guzzi California che vi ho mostrato qualche giorno fa ...