Paraffo
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Hai perfettamente ragione, Luca: le ferie non sono il momento più adatto per abbandonarsi alle polemiche. Ammesso che esista un momento adatto alle polemiche che, e diciamocelo francamente una volta per tutte, sono per definizione inutili ed inconcludenti. Infatti sono il passatempo preferito dei politici e non solo di loro.
La polemica, infatti, nasce e si sviluppa ed esplode non quando i punti di vista sono diversi, ma quando i contendenti sono entrambi convinti di avere la verità in tasca e pretendono di imporla all' interlocutore perchè lo considerano un deficiente oppure uno "in mala fede", ovvero un senza-dio che va convertito oppure, se non abbraccia la fede, spedito sul rogo.
Questa analisi sembra banale ma io - probabilmente perchè sono un ritardato - ci ho messo una vita a capirlo anche con la pancia oltre che col cervello. (Capire le cose con col solo cervello, purtroppo non basta, altrimenti basterebbe frequentare la scuola dell' obbligo per diventare una bravo cittadino e frequentare l' università per diventare un eroe della società e invece ....)
Ma ormai ho acquisito il concetto e ho smesso di fare polemiche, sia in pubblico che in privato. La mia opinone la esprimo con forza, certamente, e magari la rispiego meglio una seconda volta, se si tratta di una opinione cui tengo in modo particolare, ma poi basta, cambio discorso.
Non posso dirvi quanto sia orgoglioso di questa mia conquista perchè per spiegarvelo bene dovrei confessarvi i miei comportamenti precedenti e ... proprio non mi va
Come si fa a distinguere una polemica sterile da un fertile scambio di opinioni? Dall' atteggiamento aperto al cambiamento degli interlocutori, ovvero dalla loro voglia di capire il punto di vista dell' altro e dalla conseguente disponibilità a cambiare il proprio. Ma questo atteggiamento mi è capitato raramente di vederlo se non nei romanzi dell' '800 e nei film made in USA, intendo quelli votati al lieto fine.
In quei romanzi, in quei film, i nostri eroi cambiano le loro opinioni e le loro intenzioni, con una intelligenza e una duttilità di pensiero che manco Einstein...
Rimane, incontrovertibile, caro Luca, che la tua foto ha ripreso un angolo di paradiso e che ti ringraziamo di averlo condiviso.
La polemica, infatti, nasce e si sviluppa ed esplode non quando i punti di vista sono diversi, ma quando i contendenti sono entrambi convinti di avere la verità in tasca e pretendono di imporla all' interlocutore perchè lo considerano un deficiente oppure uno "in mala fede", ovvero un senza-dio che va convertito oppure, se non abbraccia la fede, spedito sul rogo.
Questa analisi sembra banale ma io - probabilmente perchè sono un ritardato - ci ho messo una vita a capirlo anche con la pancia oltre che col cervello. (Capire le cose con col solo cervello, purtroppo non basta, altrimenti basterebbe frequentare la scuola dell' obbligo per diventare una bravo cittadino e frequentare l' università per diventare un eroe della società e invece ....)
Ma ormai ho acquisito il concetto e ho smesso di fare polemiche, sia in pubblico che in privato. La mia opinone la esprimo con forza, certamente, e magari la rispiego meglio una seconda volta, se si tratta di una opinione cui tengo in modo particolare, ma poi basta, cambio discorso.
Non posso dirvi quanto sia orgoglioso di questa mia conquista perchè per spiegarvelo bene dovrei confessarvi i miei comportamenti precedenti e ... proprio non mi va

Come si fa a distinguere una polemica sterile da un fertile scambio di opinioni? Dall' atteggiamento aperto al cambiamento degli interlocutori, ovvero dalla loro voglia di capire il punto di vista dell' altro e dalla conseguente disponibilità a cambiare il proprio. Ma questo atteggiamento mi è capitato raramente di vederlo se non nei romanzi dell' '800 e nei film made in USA, intendo quelli votati al lieto fine.
In quei romanzi, in quei film, i nostri eroi cambiano le loro opinioni e le loro intenzioni, con una intelligenza e una duttilità di pensiero che manco Einstein...
Rimane, incontrovertibile, caro Luca, che la tua foto ha ripreso un angolo di paradiso e che ti ringraziamo di averlo condiviso.




