Mi riservo di scrivere qualcosa di più dettagliato dopo un lungo periodo di prova. Per ora sto cercando di usarlo quasi quotidianamente e le prime impressioni: comodità e facilità di gestione, lavaggio e rigenerazione; ottima realizzazione e tenuta dei pezzi a baionetta perfetta; bello esteticamente (a me piace); montato sulla box la gestione di afc e jfc e top cap diventa un po' macchinosa (come per tutti gli atom simili tipo 4.51, millenium e taifun gtr, ma a volte anche i by-ka con la ghiera afc) e ci si deve prendere la mano.
Le vitine (microscopiche) in se non sono scomode ma essendo senza testa il cacciavite normale non entra negli alloggi e quindi serve un cacciavitino apposito.
Per ora ottima alimentazione, mai un secca e mai sovralimentato. Per la resa non posso dire ancora molto se non che tende a seccare (note dolci smorzate e arsura in bocca, tipo una sigaretta come piace a me) con vapore non grasso ma neanche rarefatto con un tiro molto buono, lineare e abbastanza silenzioso.
Nonostante le dimensioni piccine all'interno della campana il vapore non è eccessivamente caldo e l'atom in se non scalda particolarmente, anzi direi che il top cap in dotazione (con quei tre radiatori progressivi a forma di stella) dissipa molto bene.
Sto cercando di capire se e cosa taglia e con quali tipi di tabacchi mi piaccia.
Per ora ho provato Maryland T3.0, il quale ha una resa dolciastra (a metà tra un Virginia e un Burley con delle lievi speziature) che tollero per brevi sessioni perché alla lunga trovo stucchevoli, che devo dire esce molto bene, in maniera simile al taifun GTR: seccando le note dolci sono smorzate e in secondo piano lasciando emergere un po' le note speziate, che in molti atom rimangono molto blande, e le nota paglierina vira quasi sul legnoso (che a me piace molto). Con questo aroma se la gioca tranquillamente con il GTR, dove il chariot ha un tiro ben superiore, ed il GTONE. Altro atom che rende bene, ma in maniera diversa, è il 900, ma la differenza è con il chariot non è mai stucchevole.
Ho provato il Cigar Club 13.5 di Officine Svapo, un sigaro estratto (circonferenza 13.5) fermentato in chicchi di caffè, anche se non rivelano quale sigaro per me è un kentucky italiano che aromatizzato al caffè smorza le note più forti di affumicatura, cuoio e terra. Si tratta di un aroma molto buono e interessate che alle prime svapate ricorda esattamente un toscanello al caffè e, proprio come la sua versione combusta, dopo qualche boccata mi stufa perché la nota del caffè risulta essere quella più persistente e nelle note successive satura il gusto e sovrasta, nascondendole, le note del tabacco. Anche con questo aroma sono pochi gli atom (con la carattestica di seccare) con cui riesco a finire velocemente un tank intero e nel Chariot forse ho avuto l'esperienza migliore, l'aroma esce bene e secco tanto che la nota del caffè, pur non essendo in secondo piano, non prevale e non sovrasta, ma soprattutto non è amplificato dal dolciastro. Nel complesso l'aroma è amarostico e si lascia svapare un po' più a lungo, sempre molto più godibile con le prime boccate, piacere che si allunga per molte più boccate rispetto ad altri atom. Anche qui il confronto è con GTR e GTONE, su quest'ultimo e sul chariot è dove esce meglio perché la secchezza non è estrema e lascia uscire molte note, quelle più morbide non quelle più scure, del kentucky accompagnato dalle note tostate del caffè.
Ora ce l'ho in uso con Re Ferdinando di Tabacchificio 3.0, un kentucky italiano (sigaro napoletano, quindi dovrebbe essere un beneventano) più zuccherino con una resa più morbida e dolce rispetto ad un kentucky italiano cosiddetto toscano, che arrotonda le note affumicate, legnose, e di cuoio. Con questo il campione è l'ataman V2 che fa uscire tutte le note molto potenti dando la sensazione che sia contemporaneamente deciso e morbido, rude e raffinato (il kentucky di schrodinger?). Il Chariot non si avvicina a questa resa, restituisce bene, ma in maniera più blanda, quasi anonima. Di certo non pessima, infatti lo prendo in mano con assiduità, ma spesso mi chiedo "Cosa ci ho messo dentro?".
Questo mi fa venire il dubbio che non eccella col Kentucky (anche se
@Nicolasan è un cultore di questo tabacco e apprezza questo atom), ma devo provarlo con dei kent più rudi, anche se devo prepararne, perché ultimamente tra Brebbia, Ammezzato, 18.7 e questo Re Ferdinando, ho solo quelli più rotondi, altrimenti un vecchio USA La Tabaccheria (quindi gli ultimi ml di rudezza bbq, poi le nuove batch ho capito che non sono all'altezza).
Devo ancora provarlo bene e trovarne la quadra, per ora rigenerato sempre con la punta da 2 e filo 0.32mm, il re Ferdinando con 0.35mm, in TC con NiFe30. In Tc lavora bene ed è molto stabile, sia nella lettura a freddo che nell'andamento della temperatura durante il tiro, dai primi agli ultimi ml.
Ho provato i pin da 1.4 e da 1.2. Il primo è troppo arioso per me (mi piace stretto ma non mi piace l'enfisemico culo di gallina) quindi ho messo fisso quello da 1.2 modulando con l'afflusso con la ghiera, ma spesso mi pare ancora troppo arioso anche avendo un solo forellino aperto.
Fortunatamente ci sono anche air pin da 1.0 (che devo provare) e 0.8.
Devo far presente che la mia è una versione Frankestein: vecchio chariot ma con nuovo deck. Perché mi era arrivato quasi due mesi fa ma con il pin non sporgente ed avvitato a morte e la brugola spanata, lo shop è intervenuto subito proponendo una sostituzione ma nel frattempo il distributore aveva dismesso a magazzino il vecchio chariot in attesa della nuova versione chariot 23. Quindi ho dovuto aspettare a dopo la fiera di Verona perché mi venisse spedito il nuovo deck.
Il nuovo deck è più basso di qualche millimetro (credo 3) e ha la comodità di usare i fori sotto coil come pezzo unico col pin (By-Ka v9/SE style), quindi intercambiabili con tank pieno. Questa miglioria ha consentito di realizzare un sotto deck molto più semplice ed ordinato e, credo, anche più affidabile in lettura (quindi meglio in TC) rispetto a prima. Rimane una vitina piccola a croce e non troppo comoda a tenere la torretta del positivo e il suo isolatore, ma ora è tutto molto più accessibile (che poi raramente si va a smontare tutto fino alla torreta).
Altra cosa stra-positiva è che questi pin sotto coil sono a taglio, mentre prima erano a brugola con filetto inverso, e soprattutto il taglio del cacciavite è racchiuso in paratie, quindi è impossibile che il cacciavite scivoli via mentre si avvita/svita (quanti cavolo di fondelli rigati per colpa dei pin a taglio).
Da quello che ho letto tra la vecchia versione, Chariot RTA (che ora non dovrebbe più essere reperibile nei vari shop), e Chariot 23 le differenze sono minime migliorie (desck più basso, air pin con sottocoil integrati che ho già detto, e camino con nuovi intagli per la baionetta del top cap), ma le dimensioni e geometrie dell'alloggio coil, campana e camino sono identiche, di conseguenza anche la resa è identica.
Inoltre tutte le parti sono compatibili tra le due versioni (chiaramente i nuovi air pin van bene solo sul nuovo deck), quindi se qualcuno fosse interessato al Chariot, per averne letto bene della resa, può prendere tranquillamente la nuova versione Chariot 23 avendo la stessa resa e qualche comodità in più, soprattutto nella gestione degli air pin.
Un plauso al modder per questa nuova versione con pezzi retrocompatibili che dimostra un'attenzione ed una cura per gli utenti mantenendo vivo un progetto che ha avuto molto successo. Chapeau.
Sono in attesa dell'estensione da 2ml e del top cap "one gear" che dovrebbero arrivarmi in settimana.