SAD

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Blendfeel non credo si metterebbe a vendere basi rebranded o qualsiasi altra cosa. Ricordo che ai tempi di zero (un annetto fa?) girava il pdf con relativi prodotti brevettati, uno per uno. Fossero state basi addizionate, ottimizzate o chiamatele come volete sarebbero state vendute come tali o sarebbero state vendute (esempio) come collaborazione tra farmalabor e blendfeel (simile alla synergy vape con tornado juice).

Più nello specifico: blendfeel è rimasta prima scottata con i sali e relativo sistema ritirato dal commercio (nemmeno oso pensare i soldi che potevano fare ora che il mercato è invaso da pod e poddine) poi con zero blendfeel che da prodotto valido/interessante è stato pubblicizzato in modo totalmente errato con relativo flop. Dite che gli aromi che propongono sono pastoni dolci, dite che i tabacchi hanno un retrogusto alcolico, dite che le mixture fanno schifo, dite che i tabacchi dopo un pò si "sfiatano" e nessuno ha nulla da obiettare, ma blendfeel è sempre stata chiara su quello che vende.

Basterebbe conoscere il listino dei loro prodotti, dove tutto è in linea agli altri brand che propongono aromi organici (anzi, rispetto ai nuovi brand nati da poco forse sono pure più economici), l'unica "anomalia" sono proprio le basi, molto più care. Fossero state di qualità inferiore rispetto alla media o qualsiasi altra dubito sarebbero state proposte a quel prezzo. Non servono anni per riconoscere un prodotto scadente, immagino che una base con formulazione diversa renderebbe l'uso in tc impossibile, uguale la fedeltà aromatica e relativi malesseri "minori", come nausea o interazioni strane con la nicotina. Se le basi blendfeel non sono pure pg e vg venduti a 9 sterline per 5 litri su chef flavours cosa sono?

Sul loro sito si trova la documentazione di svariate cose, l'unico addittivo segnalato è la triacetina, famosa come smooth della tfa che fa tutt'altro rispetto al bitter wizard fa
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Ant@lf

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@Sva3d io quando vedo certi siti web che commercializzano basi (e nicotina) a proprio marchio mi vengono i brividi. Tra l'altro (non ne volevo parlare sia per non causare panico sia per non urtare la suscettibilità dei produttori; questo è un settore dove noto molta se non troppa reverenza verso gli operatori economici) per uso orale basta una purezza del PG pari al 92% mi pare mentre per quello a uso cosmetico siamo sul 98%. Considerando che il "nostro" PG va nei polmoni e non nello stomaco si dovrebbe sempre assumere una purezza minima del 98%.
 

Ant@lf

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@SAD parlando appunto di suscettibilità...
Io non ho messo in dubbio la qualità delle basi BlendFeel e ne ho anzi detto che sono ottime.
Se producono in proprio le basi che scrivano in quale stabilimento le sintetizzano come fa la Farmalabor (e la Farmacondo che esce dallo stesso stabilimento).
E per inciso, non basta leggere su una etichetta: "prodotto e distribuito da:" in quanto la Norma sui prodotti alimentari (e non solo) europea prevede che ci si possa dichiarare produttori anche in presenza di un singolo passaggio di confezionamento; cioè basta importare delle bocce piene e metterci l'etichetta, anche tramite una azienda in appalto, e sei il produttore.
Per le schede di sicurezza andrebbe fatto un lungo ragionamento a parte. Magari in altra sede.
 

Sva3d

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@SAD

Anche a me pare strano che Blendfeel possa "modificare" in qualche modo una base neutra di solo PG o solo VG. Le conosco bene e so cosa compro.
Non sono un chimico da poter andare oltre, infatti chiedevo ad @Ant@lf se poteva scrivere loro una mail per chiedere delucidazioni in merito.
Dovrebbero tranquillamente rispondere. Certo una analisi indipendente, con i relativi costi, sarebbe auspicabile, ma sono abbastanza confidente
sulla qualità dei prodotti Blendfeel e di alcune altre marche.
Come allo stesso tempo ci sono tanti prodotti dove le analisi o certificazioni di qualità latitano. Non c'è ad oggi alcuna legge che obblighi a farlo (parlo di corredare i prodotti di tutte le certificazioni ed analisi fatte), ne parlava Alkemicosvapo in una live dove di sua spontanea volontà ha fatto vedere tutte le analisi fatte sugli aromi che produce con l'Aromatiera.
Eccola, più o meno al minuto 54:00

 

Ant@lf

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@SAD @Sva3d ribadisco nuovamente che per quanto riguarda BlendFeel ho semplicemente detto che, secondo me, ottimizzano il VG per renderlo piú adatto allo svapo che è ciò che faccio anche io (e tanti altri) a casa propria in maniera sicuramente piú empirica.
Mi rendo conto che ho sbagliato a citare nomi e marche, cosa che mi sono proposto, fin dall'iscrizione al forum, di evitare.
Lungi da me far pubblicita negativa a qualcuno soprattutto quando parliamo di marchi che fanno del "vape fashion style" il 90% del proprio marketing.

In linea generale, però, dobbiamo tenere presente che nel settore un accettabile livello generale di sicurezza su ciò che inaliamo ancora non c'è e la buona volontà di alcuni imprenditori dello svapo non basta. Poi ci lamentiamo che l'OMS e la UE usano tale situazione come scusa per fare gli interessi delle multinazionali del tabacco.
 

Sva3d

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dobbiamo tenere presente che nel settore un accettabile livello generale di sicurezza su ciò che inaliamo ancora non c'è e la buona volontà di alcuni imprenditori dello svapo non basta.
E questo il reale problema. Ma ripeto, personalmente, non posso andare più a fondo delle cose non essendo mia materia.
Per quanto riguarda nomi e come se ne stiamo parlando tra amici, non c'è nessun problema, stiamo dicendo solo che non sappiamo in realtà le cose come stanno e ci piacerebbe saperlo. Non stiamo accusando nessuno né parlando male di quello o di quell'altro produttore. Sono domande e dubbi che sorgono a tutti noi. Se possiamo saperne di più tanto di guadagnato, ma al momento non è dato sapere altro.
È davvero una specie di campo minato e se pur dovessero pubblicare tutti i datasheet delle loro certificazioni ed analisi, per me, sarebbe arabo e ci vorrebbe una persona competente per certificare la loro adeguatezza per la nostra salute. :)
 

Ant@lf

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@Sva3d e a volte (in tanti ambiti, non mi riferisco precisamente allo svapo) pure i datasheets sono poco piú che volantini pubblicitari. Io per esempio, a leggere qualche bugiardino o foglio illustrativo di qualche azienda del settore che mi è capitato sottomano, mi è venuto prima da ridere e poi da piangere.
Ad esempio: PG e VG che uso io hanno il bugiardino ma se lo scorri con attenzione non trovi indicato il grado di purezza. Sai solo che è food grade e che gli elementi nocivi sono sotto soglia. Ma per la purezza sai che vai dal 90 al 98 %. Ora in questo caso, sai che non ci sono elementi tossici sopra soglia ma potrebbero esserci sostanze che ne accelerano l'ossidazione o che ne alterano le qualità organolettiche e quindi come minimo ne inficiano i tempi e le condizioni di conservazione.
Si! Vabbé! Prima fumavo e inalavo puro veleno però ora manco posso dire di essere sicuro al 100% di ciò che inalo.
In ogni caso, meglio scegliere grandi marchi che hanno molto piú da perdere in casi di alterazioni dei propri prodotti.
 

GioGio

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Che lo svapo non sia innocuo lo si è sempre detto, io per primo l'ho ripetuto in tanti 3d, questo bisogna sempre temerlo a mente.
Non sono solo le basi, ma anche gli aromi, o i liquidi pronti nonché la conservazione delle varie "materie" che utilizziamo. Ci metto la mano sul fuoco che molti svapatori non sono edotti nemmeno su questo primo basilare elemento.

Detto questo, lo svapo, anche in quei pochi stati illuminati che lo supportano, viene sempre e solo considerato come un mezzo per la riduzione del rischio, vedasi la parola "riduzione", per i fumatori che decidono di passare a qualcosa di meno nocivo.
Secondo aspetto che tutti dovrebbero tenere in considerazione è l'acquisto da marche affidabili, che per lo meno hanno avuto dei controlli iniziali, sperando che lo standard depositato sia poi quello effettivo di produzione su larga scala.
In ogni caso ed in ogni ambito la certezza della qualità al 100% ed in ogni condizione non esiste, è inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito, e per essere sempre sicuri dovremmo rinchiuderci in una bolla asettica.
 

Ant@lf

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@GioGio assolutamente. Solo che, e mi permetto di dirlo dopo aver "studiato" l'ormai tanto materiale informativo a corredo di liquidi e aromi da svapo (basi comprese; ma anche le informazioni sui materiali quali fili etc...), le cosiddette informazioni sulla composizione e la sicurezza dei prodotti sono in moltissimi casi, lo scrivevo sopra, dei volantini pubblicitari.
Il problema, secondo me, è che il mercato è ancora troppo piccolo soprattutto in proporzione al crescere degli operatori economici e quindi non vi sono margini (economici) per seri investimenti sulla sicurezza e trasparenza se non, forse, da parte dei gruppi piú importanti; sicurezza di tipo farmaceutico intendo che sarebbe quella che dovrebbe essere applicata a prodotti destinati alla riduzione del rischio sanitario.
Anzi gli sforzi in tal senso dei piú importanti operatori del settore sono encomiabili proprio data la sostanziale antieconomicità della cosa.
Parimenti mi fa molto incazzare vedere aziende (per fare un esempio, alcune che operano in campi meno controllati come gli aromi) spendere somme ragguardevoli in marketing e molto, molto, molto meno in sicurezza.
Poi ci meravigliamo che lo svapo viene progressivamente assimilato all'industria del fumo.
Come alludevo in un intervento di alcune settimane fa (a cui non avevo dato seguito proprio per evitare di far polemiche) molte aziende, sempre secondo me, preferiscono puntare sulla dipendenza da svapo che sull'aspetto sanitario sia per specifici orientamenti aziendali (proprio non gli importa) sia perché, con meno oneri di sicurezza e meno parametri qualitativi obbligati, il ricavo dalle vendite è sicuramente piú alto. Fai un'aroma "organico" (e vorrei proprio analizzare molti di questi aromi per vedere se non siano addizionati in vari modi, ex o ante estrazione/distillazione) o sintetico (che ti costa ancora meno) che ti costa si e no 10 euro a litro; ci spendi al massimo altri due euro (sempre a litro) in marketing e lo vendi 1.3 euro a millilitro (sto andando "a occhio"; non conosco i parametri produttivi del settore) e ci guadagni 100 volte tanto.
E che, conti a parte, facciano cosí si spiega anche da come commercializzino in continuazione nuovi marchi di aromi che fanno capo sempre agli stessi produttori.
Sia chiaro: io fumavo di tutto e oggi svapo solo tabacchi "organici" ma che siano potenzialmente pericolosi lo so bene! Cosí come so piú o meno bene quali sostanze possano contenere. Il mio (come di tanti qui, credo) è un "consenso informato" all'esposizione al rischio ma pensiamo a quelli che invece queste cose non le sanno e vengono fuorviati dall'enorme confusione anche solo semantica che affligge la comunicazione e il marketing (che dovrebbero essere due aspetti diversi ma in sostanza il secondo assorbe il primo) del settore.
Ribadisco ciò che ho scritto sopra: OMS e UE utilizzano certe fattispecie in maniera strumentale per favorire Big Tobacco ma la "base fattuale" di certi orientamenti istituzionali è anch'essa un fatto incontrovertibile.
È l'industria, o certa industria, dello svapo che sta fornendo "munizioni" ai propri avversari ed effettivamente potrebbero passare anche molti anni ma certi avvertimenti delle autorità sanitarie (seppure prezzolate) sui rischi da svapo potrebbero rivelarsi pienente fondati.
Mi dispiace rompere le scatole con tutte queste questioni. Colpa del fatto che in queste prossime due settimane avrò un po' di tempo in piú da dedicare al cazzeggio.
 

GioGio

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@Ant@lf
è la sbornia di un settore altamente frammentato e che ad un certo punto ha avuto un boom inaspettato. Molti prodotti, come detto altre volte, ad esempio, sono nati per aggirare delle limitazioni e delle normative prima europee e poi italiane; è la legge del mercato, una legge che a me, come a te non piace, e che mi fa rabbia perché in questo settore invece il quid che avrebbe potuto fare la differenza sarebbe invece dovuto essere la qualità e la trasparenza.
Per quanto riguarda i foglietti illustrativi lasciamo perdere... anche qui è la norma legislativa fallace e i produttori si sono felicemente adeguati nel fornire meno informazioni possibii, o quasi del tutto inutili, sfruttando quella che io chiamo la "zona grigia della legge". Perché dirti per filo e per segno com'è il mio prodotto quando posso tacere sotto l'egida di una norma? Intereppellati ti dicono che altrimenti gli ruberebbero la ricetta! Tristezza di una pochezza immensa.

La stessa TPD, se pur con alcuni assunti, secondo me fortemente fallaci, aveva comunque l'intento di uniformare ad una maggiore qualità e controllo il settore cosa che non è assolutamente avvenuta diventando di fatto solo un altro accumulo di lacci e lacciuoli questo soprattutto a causa dell'incoerenza degli stessi operatori che troppo raramente hanno fatto fronte comune ritenendosi ognuno "caput mundi" di un settore che in realtà ha ben poco, se non nullo, potere di influenza e di pressione sulle decisioni che vengono prese ad alto livello.

L'UE ha trovato certamente terreno fertile e tante incongruenze create da questi piccoli orticelli che vengono difesi con la furbizia invece che essere inattaccabili per merito della serietà e della trasparenza... anche qui è la fallace visione di molti operatori che preferiscono accaparrarsi qualche vendita oggi a discapito di quello che potrebbero avere domani.

Personalmente se posso preferisco acquistare da quelli che invece le informazioni le danno complete e che, in alcuni casi, svolgono a loro spese pure analisi affidate ad esterni certificati, non sarà comunque l'utopistica sicurezza del 100% ma certo quel qualcosa in più che fa sicuramente la differenza. La scelta è inferiore? Chi se ne frega... ma almeno sostengo chi questo settore lo cura con serietà.
 

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