È quello che ci auguriamo tutti a prescindere dalle varie ideologie.
Si fa presto, amico Dino, a dire che bisogna prescindere dalle ideologie. Io, per esempio sono assillato, ideologicamente parlando, da questo dilemma: Martina è più credibile da quando ha lasciato crescere la barba?
Per chi non lo sapesse, Martina non è la donna barbuta di un circo equestre, ma è un maschietto, Martina è il suo cognome, mentre Maurizio è il suo nome. Siccome non si è mai visto che un uomo decida di lasciarsi crescere la barba proprio nei mesi più caldi dell' anno, non credo di sbagliare nell' attribuire questa fatale decisione alla esigenza di migliorare il proprio look da "Segretario Nazionale del PD".
Insomma, il quesito è: può una barba dare lustro ad un personaggio altrimenti incolore?
Lincoln, Abramo, sarebbe stato Lincoln, il liberatore degli schiavi americani, senza la sua mitica barba?
La questione è eminentemente ideologica.
Pensate che già Galeno, nel III secolo, si poneva il problema in termini assai seri
I peli che crescono sulle guance non soltanto le riparano, ma le completano accorciandole in modo ordinato. Essi infatti danno un tocco di veneranda mascolinità all'individuo, soprattutto con il passare degli anni e soprattutto se ricoprono tutte le guance in ogni loro punto e per bene. Per lo stesso motivo la natura ha lasciato privi di peli e spogli i cosiddetti pomi e il naso. Diversamente, il volto dell'uomo assumerebbe un aspetto selvatico e ferino, e dunque per niente appropriato a un essere mansueto e socievole.
Galeno, De usu partium, III sec.
Sentito? La barba dona all' uomo che se ne adorna un aspetto "mansueto e socievole" look, questo, assai adatto a chi si è assunto il grande onere di sostituire un glabro sguaiato come Matteo Renzi!
D' altra parte occorre tenere conto dell' opinione espressa da un altro grande uomo, secoli dopo:
Le barbe non mi ingannano più. Ormai so bene quale sesso porta i pantaloni in casa.
Karl Kraus, Di notte, 1918
In effetti, qualcuno insinua che sia Renzi che continua a portare i pantaloni in casa PD e questo qualcuno, appunto, non si lascia ingannare da una barba.
Tanto più che già nel II secolo, qualcuno insinuava che:
Se i filosofi si misurassero in base alla barba, il primo posto spetterebbe alle capre.
Luciano di Samosata, II sec.
E dopo questa affermazione, siamo da capo: Martina è più credibile con la barba?
Paraffo, ideologicamente parlando è, come ormai ben sapete, assolutamente scorretto: non crede in niente e in nessuno, pensa che l' essere umano sia poco più intelligente di un babbuino, ma sicuramente meno saggio, non crede più nel sistema democratico e nei valori occidentali raffazzonati, 25 secoli fa, da un popolo di schiavisti pederasti e misogini (i Greci antichi) riportati in auge appena due secoli fa, da una classe borghese di gaudenti puttanieri e crapuloni che volevano prendere il posto dei nobili nei letti e alle tavole che contavano (i Francesi Moderni).
Ebbene, questo "mostro" miscredente crede, invece, nella barba di Martina!
Pofferbacco, bisogna pur credere in qualcosa nella vita e paraffo ha scelto: come affossatore definitivo del PD, il volto gabro di Maurizio Martina ricordava troppo un personaggio della famiglia Adams. Era scontato che si sarebbe risolto tutto in un funerale. La barba di Martina, invece, rimette tutto in discussione, dà qualche speranza ai sostenitori e persino ai finti avversari del PD, tipo Berlusconi, tanto per fare un nome a caso ...
E paraffo sa - per certo - che il popolo deve essere ottimista a tutti i costi e credere in qualsiasi cosa, anche nella barba di Martina!
Nella foto: Dai, ammettetelo, con la barba è quasi un figo! (e se poi sorride ad una signora nera ... Salvini è bello che spacciato)!