Cely
Utente SEF
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Come mi rivedo nella seconda parte....La mia prima moglie aveva la capacità più unica che rara di mandarmi in bestia, nel senso letterale, in quanto riusciva a suscitare, in me, istinti omicidi.
Mio padre mi aveva inculcato nella mente, fin dalla più tenera età, che una donna non si picchia MAI, per nessun motivo, perchè farlo è da vigliacchi, vista la differenza di peso e di musculatura, ed infatti non ho mai avuto neanche una volta la tentazione di prenderla a schiaffi.
Il brav' uomo, però, aveva dimenticato di dirmi che le donne non si possono neppure uccidere! (Una distrazione o un sottinteso)?
Ecco - forse - perchè ho passato i miei anni di matrimonio, a reprimere il desiderio di ucciderla, la mia signora!
Cosa è che mi rendeva così cattivo? Presto detto: il fatto che riuscisse ad offendermi profondamente.
Con parolacce e insulti? No. A parte che non ne usava molti neanche da arrabbiata, i cosiddetti insulti da caserma o da asilo infantile o da social network, non mi hanno mai offeso e quando dico MAI, intendo davvero mai, neanche da ragazzino, anzi, a dire il vero, mi hanno sempre fatto un po' ridere.
Se qualcuno mi dà del cretino, a me scappa da ridere, tanto per fare un esempio ... Perchè? Ovvio: perchè nessuna persona più intelligente di me lo ha mai fatto, in tutta la mia vita! E se a darmi del cretino è un cretino, allora scatta la risata, immancabilmente.
In altre parole, gli insulti comuni offendono soltanto le persone prive di autostima, ovvero con grossi problemi personali irrisolti.
Allora come faceva mia moglie ad insultarmi al punto da farmi desiderare la sua morte? Cosa mi diceva? Facile: metteva in dubbio quelle che io ritenevo essere le mie qualità più evidenti, quelle che lei era la prima a riconoscermi, quando non stavamo litigando, quelle su cui poggiavano la sua stima per me e, soprattutto, la mia autostima.
Per esempio, mi accusava di essere uno con cui era inutile parlare perchè tanto volevo sempre aver ragione!!
Ora, se una cosa del genere una donna la dice ad un marito tutto amici, bar dello sport e grugniti che, quando discute, vuole avere ragione, perchè non sa discutere, ci può anche stare, ma se la dice ad un marito capace di star su tutta la notte ad ascoltare i tuoi problemi e a cercare di aiutarti a risolverli, allora quello si offende o, almeno, io mi offendevo a morte!
Ma se quel che diceva era palesemente falso, perchè non ci ridevo su?
Forse perchè non era così falso? Forse perchè un fondo di vero c'era, in quella sua affermazione?
Di vero c' era che, alla fine delle nostre nottate di ascolto e ragionamenti, saltava fuori, regolarmente, che avevo avuto ragione io, fin dal principio! Ma perchè? Perchè io ero un genio e lei una cretina?
No, per una circostanza elementare e cioè che quando ascolti il problema di un altro, lui è impelagato nelle irrazionalità tipiche di ognuno di noi (paure e complessi vari) mentre tu no, tu riesci ad essere razionale, perchè la tua emotività non è coinvolta.
Per cui è ovvio che, nella ricerca di una soluzione del SUO problema, tu avevi ragione e lui torto!
Ora se, nel corso degli anni (e finito l' innamoramento) tu conosci tua moglie (per averla molto ascoltata) così bene da sapere già quello che sta per dirti, prima ancora che lo dica, è OVVIO che tagli corto e non stai lì a ripetere sempre le stesse cose, se i suoi problemi sono sempre gli stessi, noti e stranoti. E questo non vuol dire pretendere di avere sempre ragione ma sapere già di averla!
In altre parole, quella che può apparire arroganza non è altro che la voce dell' esperienza, il già visto, magari 100 volte, che però il tuo interlocutore non ha ancora visto ovvero, non sa vedere perchè troppo coinvolto emotivamente.
E per arroganza può passare, agli occhi di qualcuno, la circostanza che una delle definizioni dell' intelligenza, consiste nella capacità di cogliere i nessi, le analogie fra quel che hai imparato dall' esperienza e quel che è, sì, diverso ma molto somigliante a qualcosa che vedi per la prima volta ...
Ne consegue che se due individui di pari età ed esperienza si trovano entrambi di fronte ad un problema nuovo, ma uno dei due sa riconoscere i nessi con quanto ha già vissuto e l' altro no, il primo troverà la soluzione giusta ed il secondo no.
E con questo ho ricordato un altro atteggiamento di mia moglie che mi faceva uscire di senno: quando metteva me ed uno che non avrebbe riconosciuto la propria immagine in uno specchio, sullo stesso piano, questo mi offendeva ancora più profondamente!
Morale di tutto questo pistolotto: se proprio vi urge, offendete pure il vostro prossimo, (NON QUI, OVVIAMENTE) ma fatelo con consapevolezza e convinzione, non per sbaglio o inavvertitamente. E, comunque, mai con leggerezza, anche perchè le conseguenze possono essere drammatiche e ritorcersi contro di voi.![]()
E quel che mandava in bestia me era sentirmi dire ecco il genio... Con in piu il fatto cge Spesso, molto spesso per non dire sempre ci azzecco anche quando ci sono di mezzo io ( che poi non vuol dire che sappia accettare quel che già so e di cui mi rendo conto...) perché sono sempre stato bravo a guardare le cose anche quelle che mi riguardano in 2 maniere, oggettiva e soggettiva e soprattutto capire la grossa differenza fra i due modi di guardare una situazione.




