Buona domenica avventori!
Dopo mezzo secolo ho capito una cosa. preferisco i giornalisti dichiaratamente di parte.
Il perchè è presto detto: il giornalismo neutrale è una fesseria, perché ognuno di noi in fondo è come un fotografo che inquadra il mondo dalla sua personale prospettiva e non si può certo pensare di fare una foto oggettiva non viziata dal proprio punto di vista.
Credo che un buon giornalista, per essere credibile, deve dire da che parte sta, senza ipocrisie.
Non ho mai apprezzato Emilio Fede, per molti motivi, ma gli ho sempre riconosciuto il merito di essersi schierato apertamente: le poche volte che ho avuto modo di ascoltare un suo TG sapevo bene quali interessi di parte stava esercitando, non avevo dubbi in proposito e potevo riservarmi gli stessi per ascoltare altre campane.
Si, lo ammetto, sono un nostalgico dei giornali di partito, ho passato pomeriggi, da giovane, in biblioteca, a sfogliare e confrontare le stesse notizie per farmene un'opinione personale. Avendo però sempre ben chiaro quali fossero le fonti.
Oggi, invece, nel nome del neutrale cercano di farci bere di tutto.
Illuminante, a tal proposito, un bel libro di una storica giornalista del New York Times, Linda Greenhouse,