Masterchef Italia, ovvero il reality meno reale che ci sia.
Ammesso che i 4 giudici esistano davvero e riescano a dire qualcosa che non sia stato scritto, prima, dagli autori, si tratta di uno show di puro montaggio, ovvero di trasformazione quasi "scientifica" della realtà, attraverso il montaggio post-produzione, appunto.
Ne consegue che tutti i personaggi, giudici e concorrenti, parlano nello stesso modo, ovvero in stile twitter e con un vocabolario di 100 parole + i termini tecnici, tipo sflilettare, friggere and so on ...
Il risultato di tutto questo è che lo show è imperniato sulla cucina ma che non si riesce ad imparare neanche UNA, dico una, ricetta!
Quest' anno, poi, si sente il vuoto cosmico determinato dalla assenza di Carlo Cracco. Credo che la colpa di questa diserzione sia stata la perdita di una stella nella guida Michelin. Il buon Carlo deve aver pensato che ... "finchè si scherza, si scherza", ma non ci si può distrarre troppo dalla propria professione.
Quello che non ha di questi problemi esistenziali è Chef Cannavacciuolo che, come ogni buon napoletano, è sicuramente multitasking. Può fare tranquillamente il Divo TV e il Ristoratore, senza perdere un filo di smalto.
Su Barbieri vorrei stendere un velo pietoso: ha tanti difetti, ma è Bolognese ed io non riesco ad essere severo con un bolognese, ovvero con quell' italiano che - unico nella Penisola - riesce a coniugare tranquillamente serietà nordica e gaiezza mediterranea (specie ora che ha finalmente superato il trauma del passaggio repentino dalla fede fascista a quella comunista. Ora che è diventato democristiano anche ufficialmente ("grazie" alla svolta del PD), non lo ferma più nessuno)!
E arriviamo alla chef che ha sostituito Cracco. Porta la gonna ma la parte in commedia è la stessa: sguardo gelido e simpatia di stampo boldrinesco, ovvero assente. Il cognome poi l' aiuta moltissimo, dandogli quel tocco di germanità che non guasta mai in un personaggio "cattivo": Antonia Klugmann. Quasi più evocativo di Eichmann ...
Perchè lo seguo? Perchè un aspetto riesce a trasparire, da tutta quella finzione: la presunzione di certi concorrenti, cioè di quelli che sono convinti di essere i migliori e che vengono eliminati per primi. La presunzione punita mi diverte sempre moltissimo, al punto di farmi dimenticare tutti i difetti di quel programma.
Un consiglio: se ne avete la possibilità, seguite la versione Australiana, di Master Chef. A me pare la più "genuina" ovvero la meno fasulla. E gli australiani sono sempre una piacevole sorpresa ... come se la loro esistenza dall' altra parte del mondo, fosse una leggenda ...