Per quanto riguarda il vetusto (è un complimento definirlo così) carro M47... era praticamente quasi IMPOSSIBILE tenere il cannone nella giusta posizione per più di qualche secondo (probabilmente i pistoni idraulici perdevano olio da tutte le parti) e l'approssimazione degli strumenti di puntamento era IRRIMEDIABILE... dunque se riuscivi a centrare i bersagli in quelle condizioni eri davvero un GRANDE.
Ho dovuto aspettare 50 anni per avere il giusto riconoscimento per la mia epica impresa di Caporal Maggiore Carrista e Cannoniere. Quando, congedato, mi capitava di raccontare l' episodio, nessuno poteva capire davvero! Quindi, adesso, grazie a te - amico Sandro - posso finalmente godermi il meritato riconoscimento, per la serie: meglio tardi che mai!
Vabbè, scherzi a parte, ho provato ad andare indietro coi ricordi, ma devo dire che non ne ho di particolarmente vividi. Solo un paio: 1. i biscotti Bucaneve Doria in confezione tubolare, comprati - in quantità industriale - allo spaccio della Caserma, e che mi hanno aiutato a superare lo squallore del rancio; 2. la pelle candida della Rosina, la prostituta del Reggimento, con la quale dovetti andare una "indimenticabile" volta per dovere di camerata ... Intendiamoci, non ho nulla contro il "mestiere più vecchio del mondo", ma diciamo che la povera ragazza non era proprio una escort alla Pretty Woman ...
Delle libere uscite a Civitavecchia non ho ricordi particolari e neppure della vita di caserma, in verità .... salvo i 5 o 10 giorni di CPR beccati a pochi giorni dal congedo, per aver mandato a quel paese un tenentino firmaiolo, reo di avermi rimproverato non so più per cosa ....
Diciamo che ricordo di più, con qualche incubo, il periodo del Car, in particolare un commilitone calabrese analfabeta che mi odiava (dichiarazione sua) e che mi aveva promesso di farmi la pelle. Ma ricordo pure che alla fine del Car mi salutò con un caldo abbraccio ... chissà poi perchè! Non gli avevo fatto nulla nè nulla avevo fatto per stemperare la sua antipatia. Probabilmente era stata una questione di pelle: io, allora, sembravo un pricipino biondo e lui un tozzo lupo della Sila .... Forse si era poi accorto che nessun superiore trattava meglio me di quanto trattassero lui, cioè di m....
Facendo un bilancio dei miei scarsi ricordi, noto con qualche piacere di non coltivare particolari nostalgie dei miei 20 anni e del servizio reso alla Patria. Questa mancanza di nostalgia è segno che, almeno nello spirito, non sono ancora così decrepito!
