Mi hai fatto scendere tre lacrimucce:
una per Layne Stanley, il mio cantante preferito per la mia band preferita (Alice in chains) quando ero ragazzino nel 90-92. Scomparso malamente nel 2002
(metto gli unplugged per sottolineare la forza della sua voce e contemporaneamente la sua fragilità)
Una per Mark Lanegan, la miglior voce rauca, seconda forse solo al Johnny Cash anziano (vedi i vari American Recording). I suoi primi due album solisti sono un capolavoro di commistione folk-blues in cui con la sua vociona bassa arriva in fondo al cuore e all'anima. Entrambi rendono alla grande con un ottimo paio di cuffie. Whiskey for the Holy Ghost è un capolavoro. Scomparso inaspettatamente nel 2022 dopo essere sopravvissuto a tante sostanze, al covid e persino a se stesso.
(Kurt who? Si tratta di un traditional attribuito al bluesman Lead Belly solo perché ne incise svariate versioni negli anni 40, Mark e Kurt furono grandi amici anni prima del successo e fecero delle jam insieme sui pezzi di Lead Berry)
Un ultima lacrima per Above, uno degli album che più ho consumato con la maturazione negli anni 90, dopo la rabbia e lo sballo questo era l'album della malinconia e disillusione.
Ancora oggi riascoltarlo mi mette i brividi e inumidisce le cornee.
P. S: Survived Old Mark omaggia Stailey