Glenn Gould era un pianista canadese, considerato un genio del 900, per dire: una sua versione del Preludio e Fuga in do n. 1 è stata registrata nel disco di rame, Voyager Golden Record, della sonda esploratrice Voyager 1 che la Nasa ha inviato, in caso che qualcuno trovasse la sonda possa comprendere l'umanità.
Gould fu soprattutto legato a Bach più di altri compositori Classici o Barocchi e tutta la sua vita artistica la dedicò principalmente al compositore tedesco interpretando sul piano le opere che erano prevalentemente composte per clavicembalo (all'epoca in pratica non esisteva il pianoforte).
Glenn fu una persona molto particolare: sin da giovanissimo conobbe il successo e si dovette esibire tantissimo dal vivo, tanto era acclamato e quanto era d'uopo all'epoca, ma odiava le esibizioni dal vivo e in età più matura riuscì a sottrarsene rinchiudendosi in studio, che rappresentava per lui la giusta dimensione dove esibirsi, puntando molto sulla qualità e tecnica dell'incisione.
Per tutta la vita utilizzò quasi esclusivamente lo stesso (ad un certo punto logoro e poi danneggiato per un incidente, ma comunque ancora utilizzato) pianoforte, lo Steinway CD 318 di costruzione anni 40 e considerato dai costruttori stessi desueto e non valido come i nuovi modelli molto più "potenti e armonicamente ampi". Per l'ultima sua incisione delle variazioni Goldberg, ormai libero del contratto con Steinway, utilizzo un Yamaha.
Ma non solo quel pianoforte era un ossessione in quanto si avvicinava al piano perfetto, ma tutta la vita usò la stessa seggiolina regolabile, definita pigmea, tanto che in molte registrazioni si sento spiccatamente molti scricchiolii, per la maggior parte imputabili alla sediolina.
E a proposito di cosa si sente in sottofondo nelle sue registrazioni: maturando Gould aveva preso l'abitudine di accompagnare l'esecuzione al piano con la propria voce, in pratica canticchiava o solfeggiava sovrappensiero (catturato dalla concentrazione dell'esecuzione), ma non sempre la sua voce mugugna il motivo coerente con quanto sta suonando. Nelle registrazioni è molto flebile e in studio l'intenzione era sempre quella di non incidere la sua voce, se vi capita si sentire alcuni suoi album (in particolare mi pare una sua interpretazione di Beethoven) con le cuffie sembrerà che qualcuno nella stanza stia sussurrando un motivetto vicino a voi.
Era talmente particolare e considerava così tanto Bach che in alcune interviste sminuiva altri grandi compositori, da tutti ritenuti dei geni, come ad esempio quando in un intervista affermò che "Mozart è morto troppo tardi" perché secondo lui ad un certo punto della sua maturità fu troppo influenzato da un viaggio in Italia lasciandosi condizionare dal melodramma italico (peraltro storicamente inappropriato perché Amadeus viaggiò in Italia giù all'età di 13 anni e già a quel tempo scrisse opere "italiane")
La summa della sua carriera si può indentificare nelle variazioni Goldberg: provate ad ascoltare le due registrazioni di Glenn Gould: una incisa nel '55 a ventidue anni, la seconda incisa nel '81 ormai maturo. Tra le due incisioni, delle stesse 32 variazioni, c'è una differenza di quasi 12 minuti. Due interpretazioni completamente stravolte ed entrambe lontanissime, ed uniche, da tutte le altre interpretazioni di altri artisti.
Meritano di essere ascoltati entrambi in toto perché le differenze più evidenti sono nell'interpretazione di un giovane esuberante che stravolge le regole negli anni '49 nella prima versione e la maggior attenzione alle pause e al silenzio nella seconda.